USA: rialzo di tassi vicino?

Ieri pomeriggio alle ore 16.00 la presidente della Fed Janet Yellen ha tenuto una testimonianza dinnanzi al Congresso e ha di fatto trasformato quello che avrebbe potuto essere un non evento in un evento foriero di aspettative tra gli investitori. Fxcm

Riassumendo all’osso i concetti, l’economia americana sta migliorando e si sta indirizzando verso il raggiungimento dell’obiettivo (ancora lontano ma nel mirino dell’istituto centrale americano) della massima occupazione, seppur l’inflazione rimane ben al di sotto del target fissato nel 2% e, se dovessero verificarsi ulteriori miglioramenti, il FOMC potrebbe decidere di procedere con la valutazione, riunione dopo riunione, della normalizzazione della propria politica monetaria. E qui, di fronte alla mancanza della descrizione “La Fed assumerà un atteggiamento paziente nel valutare il processo di normalizzazione della politica monetaria”, il dollaro ha cominciato ad apprezzarsi, in maniera abbastanza veloce e contro tutto. Subito dopo la precisazione che andare a modificare la forward guidance dell’istituto centrale non significa necessariamente pensare di essere pronti a rialzi di tassi in un “paio di riunioni”, con il dollaro che ha fatto dietro front e le borse su nuovi massimi.

Dollaro venduto contro tutto, anche contro lo yen e borse americane su massimi storici, a conferma di come il ritmo di salita dei listini sia ancora buono e di come non sussistano attualmente condizioni strutturali per valutare delle discese importanti dei listini, situazioni che non possono essere definite completamente di risk on in quanto un po’ di prudenza all’interno delle menti degli investitori è ancora presente, con orizzonti temporali di investimento che per quanto riguarda il valutario risultano ancora essere orientati sul breve periodo. Il mercato dollaro centrico sul quale stiamo ragionando da settimane, se non da mesi, che mostra il continuo tandem creazione/distruzione di correlazioni, ieri ha dato prova di avere ancora senso, con oro e valutario in salita contro il dollaro, correlazioni da valutare, per il momento, ancora su base giornaliera e che devono, a nostro parere, essere curate con attenzione soltanto quando vengono rilasciati dati o notizie sul dollaro americano.

Sul fronte europeo intanto, la lettera che secondo indiscrezioni è arrivata sui tavoli europei a pochi minuti dal termine fissato da parte della Grecia, dove occorreva indicare le proprie intenzioni a livello di provvedimenti e riforme necessari al Paese, ha portato una rinnovata fiducia sulla situazione grexit grazie ai commenti arrivati sia da Draghi che dal FMI, secondo i quali le intenzioni del nuovo governo rappresentano un buon punto di partenza da rivisitare e migliorare, dato il poco tempo a disposizione della Grecia fino ad ora. Sinonimo di un concetto di attesa che dovrà essere sviscerata a breve e che per questo motivo, come scrivevamo ad inizio settimana, farà tornare (o meglio diventare) la Grecia e tutte le notizie che andranno a chiarire la situazione un possibile motivo di creazione di aspettative tra gli investitori e, per questo, un potenziale interessante market mover.