Usa, riduzione oneri normativi positiva per economia reale e mercato azionario

Dan Chung, chief executive officer e chief investment officer di Alger (Gruppo La Française), chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario americano nel medio periodo

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I principali indici azionari Usa hanno messo a segno nuovi record nelle settimane successive alla conquista della Casa Bianca da parte dei repubblicani. Come interpretate questa reazione? Il trend è la prosecuzione di quello in corso o i listini stanno scontando le attese per la nuova politica economica annunciata da Trump?

Consideriamo le recenti elezioni presidenziali americane favorevoli alle imprese e quindi positive per l’economia e i titoli. Secondo noi, le elezioni avranno tre importanti ripercussioni sull’economia e le azioni. Alcune implicazioni di breve termine sono già state prezzate dal mercato, mentre le implicazioni di medio e lungo termine non si sono ancora manifestate. Nell’ultimo punto che andremo a elencare risiedono le maggiori opportunità.

Primo, crediamo che il mercato rialzista pluriennale delle obbligazioni sia arrivato al termine dato che il programma di stimolo dell’economia del presidente eletto Trump spinge al rialzo sia i tassi di interesse reali sia l’inflazione.

Secondo, riteniamo che le proposte di riduzione fiscale di Trump sia molto favorevole alle imprese. Crediamo che la parte più interessante del programma sia la proposta di ridurre le tasse sulle società dal 35% al 15%. Stimiamo che una riduzione delle tasse sulle società di 10 punti percentuali stimolerebbe gli utili per azione dello S&P 500 di circa l’8%. Negli Stati Uniti, i mercati hanno già calcolato una parte consistente della riduzione delle tasse sulle società, dato che molti dei titoli di bassa qualità orientati al mercato domestico hanno guidato al rialzo il mercato. Tuttavia crediamo che l’impatto nel medio termine sia sottostimato. La riduzione delle tasse sulle società stimolerà il flusso di cassa, che potrebbe essere investito in progetti che creano valore. Secondo la Tax Foundation il programma farebbe aumentare i salari del 5% nel corso dei prossimi dieci anni, stimolando l’investimento di capitale del 20%! Sembra che se questi programmi verranno convertiti in legge, la spesa delle aziende supererà di gran lunga la spesa dei consumatori. In generale, gli utili potrebbero trarne beneficio, spingendo al rialzo il mercato azionario americano. Inoltre, il forte aumento della spesa delle aziende potrebbe accelerare la produttività. Se le aziende avranno a disposizione maggiore liquidità per investire in ricerca e sviluppo e spese in conto capitale, l’innovazione dovrebbe prosperare. Riteniamo che la spesa delle aziende del settore privato guidi l’innovazione, elemento fondamentale per la produttività e prosperità.

Infine, le scelte del presidente eletto Trump per le posizioni di Gabinetto rispecchiano una visione di policy molto conservativa rispetto alla “regulation”. Il settore finanziario è stato soggetto a intensi oneri normativi dalla crisi del 2008-09 : ad esempio, in una primaria banca americana, il 20% degli impiegati ha funzioni di compliance e controllo, non di servizio clienti o posizioni che generano profitto/reddito. Ciò comporta un raddoppio dei costi correlati alla normativa all’interno dell’azienda. Ma molte altre aziende e industrie negli Usa sono state soggette a costi operativi sempre più elevati per l’aumento della burocrazia regolatoria governativa Usa.
La riduzione di questi oneri normativi, spesso non necessari, sarebbe un fattore molto positivo per la fiducia delle imprese, per la nuova formazione di imprese e per gli investimenti che comportano l’assunzione di rischi e abbasserebbe direttamente i costi operativi delle aziende. L’impatto tanto sull’economia reale quanto sul mercato azionario americano dovrebbe essere positivo se avverranno cambiamenti significativi in quest’area.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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