Value vs growth? Meglio guardare alla qualità del management

Cerchiamo società poco indebitate e meglio posizionate rispetto ai competitor. Amadeo Alentorn, co-head of strategy, systematic equities di Jupiter Am

Jupiter

L’equity Usa continua a battere nuovi record e non sembra dare molto peso alla crescita dell’inflazione e al rallentamento della crescita del Pil registrato nel terzo trimestre. Qual è la vostra view sul futuro a medio termine di Wall Street?

Le recenti mosse del mercato dimostrano che il comparto azionario e quello del debito stanno interpretando lo scenario macroeconomico in maniera molto diversa. Nel mercato obbligazionario, i tassi di interesse a breve scadenza sono aumentati a causa dei timori sull’inflazione, determinando un contesto di “appiattimento da mercato orso” caratterizzato dal calo dei prezzi dei bond. Normalmente questo verrebbe considerato come un indicatore negativo per la crescita economica futura. Nell’azionario, una stagione di risultati finanziari del terzo trimestre più solida del previsto ha spinto i listini statunitensi verso nuovi massimi storici.

Rimane da vedere fino a quando le aziende potranno continuare a generare una forte crescita degli utili in un contesto macroeconomico sempre più complesso. Una spiegazione comune di una visione rialzista sull’azionario è che, sebbene le prospettive macroeconomiche siano incerte, le azioni beneficerebbero sia di performance economiche positive che di risultati negativi, poiché questi ultimi porterebbero a un maggiore sostegno da parte della banca centrale (ad esempio tassi di interesse più bassi).

Un’interpretazione alternativa, e più cauta, è che stiamo assistendo alla formazione di un bias comportamentale comune in cui gli investitori proiettano la performance storica nel futuro in maniera eccessiva. Gli attuali e solidi numeri sugli utili delle società stanno mascherando le sfide future che queste società potrebbero dover affrontare.

 

Amadeo Alentorn

Quali scelte di asset allocation state adottando per costruire i vostri portafogli focalizzati sull’azionario Usa in questa fase di mercato?

In qualità di investitori diversificati in fattori, è importante essere pragmatici su cosa crediamo di poter prevedere. I messaggi contrastanti forniti da molte banche centrali evidenziano le sfide associate alle previsioni sulla natura dell’inflazione attuale e futura. Tuttavia, ciò di cui siamo certi è che l’incertezza degli investitori è elevata e questo richiede che i portafogli siano posizionati di conseguenza.

La decisione di detenere titoli “value” a basso costo rispetto a titoli “growth” più costosi è particolarmente sensibile alle variazioni dei tassi di interesse e alla volatilità della curva dei rendimenti. I titoli growth generano la maggior parte dei rendimenti nel lontano futuro, perciò sottoperformano quando i tassi di interesse a lungo termine aumentano più di quelli a breve termine. Al contrario, i titoli value generano la maggior parte dei rendimenti nell’immediato futuro e dunque non performano bene quando i tassi d’interesse a breve termine aumentano più di quelli a lungo termine, a parità di condizioni.

La nostra principale attesa è che in futuro ci sarà volatilità intorno alla rotazione da titoli value/growth, in quanto le banche centrali e gli investitori obbligazionari faticano a trovare il consensus sia sull’inflazione futura che sul suo conseguente effetto sui tassi di interesse. Per mitigare l’impatto di questa situazione sugli investitori azionari, abbiamo ridotto la sensibilità dei nostri portafogli verso questo dibattito value versus growth.

Invece siamo posizionati su società che riteniamo abbiano un forte management. Contesti operativi difficili e caratterizzati da incertezza premiano quei manager in grado di affrontare sfide macroeconomiche qualora dovessero presentarsi. Tuttavia eventuali sorprese positive a livello macro, che provengano dal supporto della banca centrale o da altri fattori, non dovrebbero avere un impatto strutturale negativo su queste società. Come gruppo, queste società non sono particolarmente indebitate in ottica di una particolare serie di risultati economici e sono meglio posizionate rispetto ai loro competitor per rispondere ad eventuali venti contrari in ambito economico.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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