Valutazioni attraenti per il settore farmaceutico

Interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa Geoffroy Goenen, head of Fundamental Europe Equity Management, Candriam Investors Group

Candriam

Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

Da tre anni, l’Europa sottoperforma rispetto agli Stati Uniti a valute paragonabili (l’MSCI Europe Usd registra un -2,6% annuale al 30/12/2016, contro un +8,6% per l’MSCI Usa Usd). Questo fenomeno è storicamente raro; non è legato a un earnings momentum, piuttosto a un premio al rischio elevato sull’Europa, esso stesso fondato su una certa diffidenza degli investitori globali, in particolar modo gli americani.
Questa diffidenza è dovuta a due fattori: da una parte, alle incertezze intorno alla struttura dell’Unione Europea, esacerbate dal voto per la Brexit, e dall’altra parte alla percezione della fragilità del settore bancario, soprattutto nella zona periferica.
Questi investitori mondiali sono pertanto poco investiti sull’Europa, e hanno la tendenza a sovraponderare l’azionario Usa, iniziando a orientarsi verso i mercati emergenti.
Per tutti questi motivi, pensiamo che l’Europa presenti un eccellente rapporto rischio/rendimento, sia relativo, sia assoluto. Pensiamo inoltre che il timing di ingresso dovrebbe essere prima dell’estate di quest’anno, con una migliore visibilità sulle elezioni in Europa e sul settore bancario.

Quali sono i paesi europei e i settori che – a vostro giudizio – presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

Il settore farmaceutico dovrebbe cavarsela: la valutazione attraente del settore, combinata alla sua bella crescita proficua (in particolare per titoli come Shire e Roche) dovrebbe favorire i flussi di investimento in entrata. Questi flussi si stanno del resto riprendendo e, prima o poi, dovrebbero invertire la sotto-ponderazione attualmente messa in atto dai fondi di investimento, la più estrema degli ultimi 20 anni.
Il settore della birra ci pare ugualmente attraente, anche sulla base delle positive prospettive di crescita.
La Svizzera ci sembra interessante da un punto di vista storico, visto il sotto-posizionamento attuale del mercato. I principali pesi della borsa svizzera sono esposti al contesto internazionale e poco legati al mercato locale. Al di là di Roche, società come Nestlé o Richemont ci paiono attraenti.
Anche il Regno Unito sembra attraente, anche perché le società che pesano sul listino sono anche multinazionali e sembrano a buon mercato. Gli investitori europei sono sotto-ponderati su questa zona per via della Brexit, mentre queste società sono molto attive nell’esportazione.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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