Valute emergenti: buoni risultati nei prossimi mesi

Denis Girault, head of Emerging Markets Fixed Income di Union Bancaire Privée – UBP, risponde alle domande di Fondi&Sicav sui bond emergenti in valuta locale

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I Bond emergenti in valuta locale vengono considerati una buona opzione per diversificare la componente obbligazionaria del portafoglio. Qual è il livello dei flussi cedolari attualmente offerti dal segmento e cosa aspettarsi in termini di oscillazioni delle quotazioni in uno scenario di tassi al rialzo?

In effetti, le obbligazioni emergenti in valuta locale appaiono come una buona scelta nell’attuale contesto di rendimenti dei mercati sviluppati bassi ma crescenti. Di conseguenza, il debito in valuta locale ha riacquistato un certo interesse. I flussi verso questa asset class hanno raggiunto più di dieci miliardi di dollari da inizio anno, al 30 aprile 2018. Gli investitori sono attratti dai rendimenti, mediamente poco superiori al 6% (in un range che va dall’1,3% della Repubblica Ceca al 20% dell’Argentina). Altri fattori da prendere in considerazione quando si investe in questa asset class sono il potenziale apprezzamento del capitale (legato all’allentamento monetario) e il potenziale apprezzamento della valuta.

Inoltre, le obbligazioni locali emergenti hanno avuto una correlazione limitata con le obbligazioni in dollari e in euro nel primo trimestre del 2018. Un aumento dei tassi dei mercati sviluppati non implica necessariamente una reazione simile nei tassi degli emergenti: le obbligazioni in valuta locale hanno registrato quest’anno una performance positiva (~2% da inizio anno, al 30 aprile 2018), mentre quelle in dollari hanno registrato rendimenti negativi nel primo trimestre 2018. Sebbene le prospettive dei tassi emergenti possano essere più eterogenee, con un ulteriore allentamento previsto in alcuni Paesi esportatori di materie prime (ad esempio Russia e Colombia), ma con un certo potenziale di irrigidimento nell’Europa emergente, le obbligazioni dovrebbero continuare a essere sostenute grazie al loro elevato carry.

Ritenete che in questa fase di mercato la potenziale spinta alla performance di medio-lungo termine dell’asset class, derivante dalla rivalutazione delle divise locali, possa rappresentare un’opportunità per l’investitore europeo?

Prevediamo che le valute emergenti continueranno a trarre beneficio dal miglioramento dei fondamentali economici di queste aree. Negli ultimi trimestri la crescita dei Paesi emergenti è aumentata a un tasso superiore a quello delle economie sviluppate. Secondo le previsioni del Fmi, questa divergenza dovrebbe continuare nei prossimi anni. Ciò offre chiaramente un vantaggio alle economie emergenti e un’attrattiva per gli investimenti. Anche le partite correnti nelle economie emergenti sono migliorate sostanzialmente negli ultimi anni, tanto che nel primo trimestre dell’anno i disavanzi delle partite correnti ammontano solamente a -1% del Pil (mentre erano circa -3% nel 2013), grazie all’aumento delle esportazioni e dei prezzi delle materie prime. Questi fattori dovrebbero contribuire a compensare in parte i rischi legati all’aumento dei tassi reali negli Stati Uniti, con la riduzione del bilancio della Fed e l’intensificarsi delle tensioni commerciali. Pertanto, le valute emergenti dovrebbero continuare a registrare buoni risultati nei prossimi mesi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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