Vanguard: «Un eccellente stato di salute»

Simone Rosti, country head di Vanguard Italia, partecipa al Focus Etf.

Quali sono i trend che hanno mostrato maggiore forza all’interno dell’universo degli Etf?

«Gli Etf in Europa continuano a godere di un eccellente stato di salute. Secondo i dati Etfgi, nei primi quattro mesi del 2021 gli Etf/Etp quotati sulle piazze europee hanno attratto flussi per 79,97 miliardi di dollari, di cui 19,54 miliardi raccolti nel solo mese di aprile. Le masse gestite, invece, hanno raggiunto a fine marzo quota 1.360 miliardi di dollari. Gli investitori hanno privilegiato gli strumenti azionari che da inizio anno presentano un saldo positivo di 68,85 miliardi di dollari, mentre gli exchange traded fund obbligazionari si sono attestati a 6,59 miliardi. Vanguard ha evidenziato una forte raccolta sulla propria gamma di Etf di Etf multiasset lifes strategy, oltre che sugli Etf azionari All country world anche in formato alto dividendo ed Esg».

Si registra un forte interesse nei confronti degli Etf Esg. Quale sarà, secondo voi, l’impatto del regolamento Sfdr?

«Secondo i dati Morningstar, nel primo trimestre del 2021, il 51% dei flussi verso i fondi comuni di investimento e gli Etf europei si è riversato nelle strategie attente ai fattori ambientali, sociali e di governance (Esg). Pensiamo che questa crescita sia destinata a proseguire, anche grazie al regolamento Sfdr introdotto lo scorso marzo. Vanguard ha pertanto deciso di ampliare la gamma di Etf Esg con il lancio di Vanguard Esg Global All Cap Etf e Vanguard Esg Global Corporate Bond Etf. Ciò per dare la possibilità ai nostri clienti di avere a disposizione strumenti da utilizzare nell’ambito della parte core dei portafogli orientati agli investimenti Esg, sia azionari sia obbligazionari. Essi sono in grado di fornire un’ampia diversificazione, incorporando un processo di selezione rigoroso basato su criteri Esg». 

 

Pensate che gli Etf possano continuare ad avere lo stesso successo anche con performance degli indici e degli asset rischiosi in generale meno buone?

«Vanguard crede nell’investimento e nel risparmio per un futuro migliore, piuttosto che nel guardare a opportunità di mercato a breve termine. Per questo motivo consigliamo agli investitori di rimanere concentrati sui propri obiettivi a lungo termine durante le fasi di mercato volatili e di restare fedeli a quattro principi fondamentali: costruire un’asset allocation diversificata, mantenere la disciplina e una prospettiva di lungo termine, minimizzare i costi. Vanguard crede, infatti, negli strumenti di base orientati al lungo termine, che forniscono un’ampia diversificazione, facilmente accessibili e a costi molto contenuti. E l’iniziale successo della gamma di Etf di Etf multiasset bilanciata LifeStrategy presso i consulenti finanziari in Italia è una conferma di ciò».

Che cosa chiedono agli Etf gli investitori istituzionali per potere aumentare la loro allocazione in questi strumenti?

«Nell’ultimo ventennio gli investitori istituzionali hanno sempre più utilizzato gli Etf per la gestione core dei portafogli azionari per il loro alto livello di liquidità, l’accesso al mercato immediato e i bassi costi, semplificando così i processi di gestione. Tipicamente, i grossi investitori istituzionali utilizzano gli Etf per l’impiego di liquidità derivante, per esempio, da cedole o dividendi, mantenendo così una piena esposizione dell’intero portafoglio, come indicato nel loro mandato, oppure per accedere a investimenti Esg che possono figurare nella politica d’investimento del fondo. Ma anche sul fronte obbligazionario l’utilizzo degli Etf tra gli istituzionali è cresciuto, sempre grazie all’alto livello di liquidità e all’ampia diversificazione, ma anche all’efficienza che si può raggiungere sui costi, sia in termini di Ter, sia di spread. E, quanto a diversificazione, costi bassi e qualità del prodotto, Vanguard può rappresentare un modello grazie al proprio track record».

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