Volatilita’ ridotta ma attenzione

La giornata potrebbe non rivelarsi volatile nel momento in cui negli Stati Uniti si celebra il Washington’s Birthday. Naturalmente questa e’ solo statistica laddove i presupposti in grado di determinare movimenti di mercato non mancano di certo. Fxcm

La settimana scorsa ci ha lasciato in eredità un contesto di volatilità a sprazzi, nel momento in cui non è c’è stato un chiaro e preciso tema che guidasse il mercato nel suo complesso e coadiuvasse l’analisi tecnica con un qualche riferimento correlativo. Abbiamo però osservato, anche con un pizzico di sorpresa, reazioni a sfavore del dollaro americano in netta antitesi con quanto attestato nei giorni precedenti quado tra i pochi punti saldi vi era forza proprio la forza del greenback come dimostrato dalla price action del FXCM Dow Jones Dollar Index che era giunto verso nuovi massimi assoluti a 11.885 punti.

Peraltro questa sarà la settimana delle Minute della Federal Reserve, che verranno rese pubbliche il prossimo mercoledì alle 20″; esse porranno l’evidenza ancora sul dibattito in seno al FOMC con l’evidenza da un lato dei progressivi e costanti miglioramenti sul fronte del mercato del lavoro al quale si contrappone però lo scenario disinflattivo. Più che verosimile dunque che lo status quo venga nuovamente propinato e che ogni velleità rialzista sui tassi di interesse venga procrastinata. Sarà tuttavia, come sempre, il wording utilizzato a determinare eventuali aspettative e di conseguenza movimenti di mercato; per quanto possa apparire banale, è stato già infatti foriero di volatilità il passaggio da “considerable period of time” a “patient” nell’ultimo bollettino di Washington.

Ad ogni modo è ragionevole ritenere che la concertazione nei movimenti del dollaro potrà riproporsi, dopo che le vendite che lo hanno riguardato nei giorni scorsi non sono state univoche e contemporanee. Ricorderemo infatti dapprima i rumours che hanno riguardato la Bank of Japan la quale ha dichiarato come la possibilità di ulteriori stimoli monetari possa perfino rivelarsi controproducente; ciò seguito poi dal report sull’Inflazione della Bank of England nel quale si è chiaramente parlato di possibilità di taglio dei tassi di interesse e di espansione del Quantitative Easing se dovessero materializzarsi rischi di deflazione. Uno scenario, come puntualizzavamo, completamene ribaltato se si pensa che fino al mese scorso la discussione in seno al Board aveva nella possibilità di un rialzo dei tassi (e QE naturalmente invariato) il suo nodo centrale, laddove in maniera quasi paradossale si sia palesato a chiare lettere come allo stato attuale i primi rialzi dei tassi siano da rimandare al terzo trimestre del 2016.

Sulla possibilità ora di possibili nuove salite della sterlina in multiday, anche nei confronti del dollaro americano ci siamo già espressi. Restano dunque sul piatto i temi meno prevedibili del mercato: da un lato l’incontro di oggi che si avrà in sede europea per cercare di districare la questione greca, con probabilità però dunque sfavorevoli di un accordo sul quale le parti contraenti possano convergere con reciproca soddisfazione. Ciò nel breve potrebbe destabilizzare soprattutto l’euro che dunque andrà osservato con buona attenzione, a maggior ragione all’interno del contesto odierno verosimilmente poco volatile. Restano poi le questioni internazionali, Ucraina e Medio Oriente, sulle quali però non possiamo che raccomandare cautela operativa.