Vontobel: “In Giappone bene aziende con programma di share buyback”

Andreas Nigg, head of Equity & Commodity Strategy di Vontobel AM risponde alle domande dell’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Giappone

Vontobel

Molti osservatori credono che il listino azionario nipponico sia tra quelli meglio posizionati nel breve-medio termine.  E’ solo il mantenimento del Qe da parte della BoJ a suffragare quest’ipotesi o credete ci siano altri validi motivi per investire a Tokyo?

Lo yen rimane un importante elemento guida dei rendimenti delle azioni in Giappone. L’orientamento alle esportazioni delle aziende giapponesi, un’alta percentuale dei costi è in yen e i proventi derivanti dalle vendite sono in valuta estera, come il dollaro Usa, consente generalmente, con l’indebolimento dello yen, utili migliori e un aumento dei prezzi delle azioni nel Paese del Sol Levante. La politica di quantitative easing della Bank of Japan (BoJ), con l’introduzione del controllo della curva dei rendimenti (i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi, Jgb, a dieci anni rimarranno intorno allo 0%) rappresenta un nuovo elemento che potrebbe ulteriormente indebolire lo yen, soprattutto se il rendimento dei titoli di Stato a dieci anni sale in altri mercati, come nel mercato americano o in quello dell’Unione Monetaria europea.

Tuttavia, siamo in presenza anche di un cambiamento strutturale, guidato da Abenomics. L’introduzione del Codice giapponese di Stewardship nel 2014 e del codice di Governance societaria nel 2015 hanno favorito alcuni cambiamenti strutturali degli investitori (Il codice di Stewardship incoraggia gli investitori a prestare una maggiore attenzione alla redditività dei titoli che acquistano) e delle aziende stesse. Con la riforma strutturale, il Giappone delle aziende sta diventando più redditizio. Il codice ha generato una maggiore percentuale di amministratori indipendenti. Di conseguenza le aziende giapponesi riescono a gestire la loro liquidità supplementare in modo più appropriato. Il mercato sta premiando questi miglioramenti e le aziende che hanno annunciato il riacquisto di azioni proprie hanno sovraperformato come gruppo. L’impatto del codice di Governance societaria è visibile inoltre nei margini. Nei cicli passati, con lo yen debole, il Giappone delle aziende ha spesso utilizzato l’indebolimento della valuta come strumento per guadagnare quote di mercato, mentre dopo il 2012 i margini hanno reso molto meglio.

A vostro giudizio, quali settori del listino giapponese offrono le migliori opportunità e quanto potrebbe pesare il rischio valuta sulle chance di successo di un investimento in azioni giapponesi effettuato da un investitore europeo?

Piuttosto che focalizzare l’attenzione su una tradizionale allocazione settoriale raccomandiamo una strategia che privilegia le aziende che in Giappone hanno un potenziale superiore di miglioramento dei margini e un RoE migliore. In linea con questa visione, preferiamo inoltre le aziende con bilanci solidi, con la prospettiva di aumentare o introdurre un programma di riacquisto delle proprie azioni. Benché ci attendiamo un ulteriore deprezzamento dello yen, come descritto sopra, non dobbiamo dimenticare che lo yen si è già indebolito in modo sostenuto dal 2012 e, sulla base della parità del potere di acquisto (Ppp), non è più caro.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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