Wall Street in rialzo ieri

Aggiornamento sui mercati e agenda macro a cura di UniCredit

Wall Street ha chiuso positiva ieri, con Dow Jones +0,54%, S&P500 +0,84% e Nasdaq100 +0,63%. Wall Street si è rafforzata significativamente dopo la fine della riunione del comitato esecutivo della Fed. Come atteso dai mercati, i tassi sono stati alzati di altri 25 pb, tuttavia le indicazioni arrivate dall’istituto guidato da Janet Yellen sono state meno aggressive di quanto temuto dagli investitori. Previste oggi le trimestrali di Adobe Systems, Dollar General, JA Solar, Vivant Solar.

Borsa di Tokyo
La Borsa di Tokyo ha chiuso in debole rialzo stamane (Nikkei +0,07%). Lo yen si è apprezzato significativamente dopo la riunione della Fed, ma gli investitori hanno accolto in modo positivo i toni meno restrittivi rispetto alle attese utilizzati dall’Istituto americano. Fast Retailing ha perso l’1,9%, il gruppo che controlla Uniqlo, la principale catena d’abbigliamento del Giappone, ha risentito dei piani di espansione a livello globale annunciati dai rivali europei Inditex e Hennes & Mauritz. Hong Kong +2,03% e Shanghai +0,86%.

Cambio Eur/Usd
Eur/Usd a quota 1,073. Dollaro appesantito dal tono meno restrittivo utilizzato ieri dalla Fed dopo la prevista stretta da un quarto di punto sui tassi Usa. Sulla valuta unica europea ha intanto un effetto confortante la vittoria dei liberali olandesi sull’estrema-destra.

Petrolio Wti
Petrolio Wti a quota USD49,6 al barile. Prezzi del greggio in rialzo dopo l’inatteso decumulo delle scorte settimanali Usa, che i dati Eia di ieri fotografano in discesa dai precedenti massimi record.

Obbligazionario
Il Bund future giugno ha aperto stamane in rialzo di 14 tick a 160,23. Lo spread Btp/Bund 10y è a quota 183 pts, con il rendimento del nostro decennale al 2,24%. Attive sul primario Francia, Irlanda e Spagna.

Agenda macro
Termina oggi la riunione di politica monetaria della Bank of England alla quale seguirà l’annuncio dei tassi e dell’importo del Qe. Attesa poi l’inflazione finale di febbraio dell’intera Eurozona e il tasso di disoccupazione del quarto trimestre 2016 in Grecia. Infine, dagli Stati Uniti si aspetta il dato sulle nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.

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