Wall Street sostenuta dall’hitech

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che scambia a +0,16%. Wall Street sostenuta dall’hitech. In Cina il Pmi manifattura delude le attese.  Attesi da Italia i dati sul Pmi manifatturiero di gennaio

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib in che scambia a +0,16%. Ferrari (+1,5%) continua a correre e supera quota EUR 110. In testa al listino Diasorin (+2,9%) dopo aver ricevuto certificazione da FDA. TIM cede l’1,1%, Tenaris e UBI Banca lo 0,9%.

L’economia italiana è entrata in recessione tecnica nel quarto trimestre 2018, segnando una contrazione congiunturale di 0,2% dopo -0,1% nel periodo luglio-settembre e a fronte di attese per una flessione di 0,1%. Su base annua, il Pil ha registrato un’espansione di 0,1% dopo +0,6% del trimestre precedente, contro attese per una crescita di 0,3%. Il 2018 ha visto una crescita media annua dell’1%, in rallentamento da 1,6% del 2017, anno in cui si è registrato il ritmo di crescita migliore dal 2010.

Diasorni (EUR 79,95): ha ricevuto la certificazione dalla FDA per la vendita nel mercato statunitense del test Liaison della Calprotectina;

FCA (EUR 14,92): per l’agenzia di rating Moody’s, la valutazione ‘Ba2’ del titolo è sostenuta dalla diversificazione sul fronte dei marchi, che includono Jeep, Ram, Alfa Romeo e Maserati, e la posizione di forza nei mercati principali, area Nafta, Italia e Brasile;

Ferrari (EUR 108,60): anticipa al prossimo anno gli obiettivi 2020 in termini di Eps e free cash flow, spingendo le azioni a salire fino a oltre il 10%, con i risultati dell’anno in linea alle previsioni del piano;

Parmalat (EUR 2,85): ha chiuso il 2018 con ricavi in calo del 6,9% a 6,233 miliardi e un mol in calo dell’11,5% a EUR 401,3 mln. Confermata la guidance;

TIM (EUR 0,49): il fondo attivista Elliott ritiene che le quotazioni siano attraenti e ha aumentato la propria partecipazione al 9,4% dall’8,8%.

Seduta all’insegna dello shopping sull’hitech per Wall Street. A conclusione della giornata di scambi infatti, il Nasdaq 100 ha fatto registrare un balzo dell’1,45%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,86% e il Dow Jones è rimasto attardato, segnando un -0,06%. Il colosso dell’e-commerce Amazon (-5% nell’after-hour) ha archiviato il Q4 del 2018 con utili e ricavi sopra le attese: l’Eps si è attestato a USD 6,04 rispetto ai USD 5,68 pronosticati dagli analisti. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il dato è quasi triplicato. Similmente, il giro d’affari è stato di USD 72,38 mld, al di sopra delle aspettative posizionate a USD 71,87 mld, segnando così un +20% anno su anno. Per quel che riguarda il trimestre corrente però, Amazon prevede di raggiungere ricavi tra USD 56-60 mld, ovverosia al di sotto delle previsioni di consenso, a USD 60,8 mld. Guardando agli altri titoli FAANG, Facebook vola a +10,82%, Apple registra un +0,72%, Alphabet +2,54%, mentre Netflix cede lo 0,34%. Nel settore automobilistico, si è appreso che Zach Kirkhorn sarà il nuovo CFO di Tesla al posto di Deepak Ahuja, che ha deciso di lasciare la carica. La società di Musk è reduce da una trimestrale con utili inferiori alle attese.

Le borse dell’area Asia-Pacifico ritracciano dai massimi da quattro mesi, dopo la delusione provocata da un’indagine sull’attività industriale cinese, che ha offuscato l’ottimismo sulle prospettive del negoziato Cina-Usa sul commercio. Tokyo ha chiuso in lieve incremento (+0,07%) dopo aver toccato i massimi da metà dicembre. Alla vigilia della lunga festività del Capodanno Lunare, Shanghai è in rialzo di oltre l’1% dopo che Pechino e Washington hanno annunciato progressi nei negoziati commerciali, mentre Hong Kong è in calo dello 0,12%.

Cambi: Eur/Usd a 1,1446. Yen stabile sulle piazze asiatiche, dopo aver toccato il massimo delle due settimane nella seduta precedente sulla scia della decisione della Fed di mantenere una politica accomodante ancora per qualche tempo.

Commodities: Petrolio Wti a USD 53,81 al barile. Le quotazioni del greggio sono strette fra le speranze sui colloqui commerciali di Cina e Usa e fra i deludenti dati cinesi, ma anche le sanzioni al Venezuela avranno probabilmente un impatto.

Obbligazionario: futures bund marzo in rialzo di 2 tick a 165,69 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 246 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,612%.

Macroeconomia: in Cina, l’indice Pmi manifatturiero di gennaio ha deluso le attese attestandosi a 48,3 punti a fronte di attese per 49,5. Si tratta della lettura più debole in circa tre anni. In Giappone invece, si è attestato al minimo di ben 29 mesi, a 50,3 punti, al di sopra della stima flash 50,0 e in calo dal 52,6 di dicembre, complice il drammatico calo degli ordini alle esportazioni. Attesi da Italia, diversi altri Paesi europei e dalla zona euro le cifre sul Pmi manifatturiero di gennaio. Per l’Italia le attese sono di un indice a 48,8 punti dai precedenti 49,2. Quella di dicembre era la terza contrazione consecutiva, un indice cioè al di sotto dei 50 punti. Relativamente alla zona euro la stima flash aveva indicato un indice a 50,5 punti dal 51,4 di dicembre.

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