Wisdom Tree: “La Cina e l’approccio all inclusive”

Viktor Nossek, direttore della Ricerca di WisdomTree in Europa, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Cina

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

La Cina è in modalità “atterraggio morbido”, un rallentamento della crescita economica orchestrata dal politburo. La tranquillità dei mercati finanziari a livello globale, così come a livello locale in Cina, indica che gli investitori stanno valorizzando la “controllata e gestita decelerazione dell’espansione economica”: questo significa che evitare una potenziale recessione economica è più importante rispetto all’accelerazione dell’accumulo di debito necessario per sostenere il rallentamento. L’alternativa, condizioni di credito più stringenti per innescare il deleveraging societario, è più negativa.
A meno che il Governo non riesca a rinvigorire sufficientemente lo stimolo fiscale per sostenere la crescita a lungo termine (in settori quali IT, Healthcare, Green Energy e Infrastructure ad esempio), non vi sarà un ammortizzatore d’urto quando i consumatori e le imprese non potranno ottenere credito in modo conveniente, innescando una potenziale crisi di fiducia.
Ci sarà una maggiore accumulazione di debito e di leva finanziaria del settore aziendale cinese per sostenere la transizione dai settori della “vecchia economia”, non profittevoli e sovra indebitati, verso la new economy, fatta di settori liquidi e con margini elevati.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

La Cina presenta una proposta di valore nel mercato azionario più ampio, ma il suo rallentamento economico e l’alto debito societario rendono necessario per gli investitori discriminare tra titoli della vecchia e nuova economia per estrapolare il massimo valore. Focalizzarsi esclusivamente sulla classe di azioni H lascerà gli investitori con titoli a dividendo più alto di società controllate principalmente dallo Stato, attive nei settori della vecchia economia e finanza, dove prevalgono le preoccupazioni legate al credito mentre la preferenza verso le azioni di classe A e B garantirà un maggior numero di titoli della new economy in portafoglio e gli investitori potranno beneficiare della solidità della spesa dei consumatori e dell’ascesa della classe media, dove il debito di bilancio è basso e in ogni caso sufficientemente coperto dalla liquidità. Se vengono aggiunti ADR negoziati a New York e sul NASDAQ di società altrimenti incorporate in Cina il portafoglio diventa all inclusive, catturando titoli liquidi e ad alta crescita legati ai beni di consumo voluttuari e tecnologici che, pur quotati all’estero, generano gran parte dei ricavi e degli utili in Cina. Nell’ambito di un approccio all inclusive, anche la vulnerabilità al rischio valuta viene limitata, poiché l’esposizione a titoli quotati in Yuan e il rischio di svalutazione di quest’ultimo sono ammortizzati da ADR quotati in dollari statunitensi e da azioni di classe H quotate in dollari di Hong Kong.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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