Zenit Sgr: “Sì a posizionamento tattico su titoli di Stato Us a media-lunga scadenza”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sui government bond area euro e Usa. Il contributo di Valentino Gori, gestore bond e valute della società di gestione del risparmio Zenit Sgr

Valentino Gori, Zenit

Dopo la corsa al rialzo delle quotazioni degli ultimi mesi e alla luce delle ultime decisioni della Bce e la Fed, credete che i government bond dell’area euro e degli Usa abbiano ancora spazio per un ulteriore incremento delle quotazioni?

In questo contesto di tassi reali negativi le capacità delle Banche centrali di stimolare la crescita e di conseguenza le prospettive di inflazione sono relativamente ridotte. Come evidenziato anche da organismi sovranazionali di primaria importanza, come il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), ci aspettiamo che il peso di stimolare la crescita mondiale debba tendenzialmente cadere sulle politiche fiscali dei singoli Paesi, soprattutto di quelli con spazi fiscali rilevanti come la Germania in Europa, attraverso investimenti e sgravi fiscali su Smart e Green Economy.

Consigliamo quindi di destinare ancora una parte degli investimenti al settore governativo a fini di copertura dei rischi di rallentamento delle economie globali puntando sui titoli di Stato in dollari, data la scarsa capacità attuale degli Stati Uniti di utilizzare ulteriormente la leva fiscale, dopo il piano di tagli delle tasse del 2018, e il differenziale di tasso con i titoli di Stato in euro.

Siamo inoltre costruttivi sui titoli di Stato dei Paesi periferici della zona Euro, soprattutto l’Italia e la Grecia, data la presenza di Governi in grado di attuare politiche di bilancio conformi ai Patti di Stabilita’ e di Crescita europei.

Eviteremo infine i titoli di Stato dei Paesi del centro della zona Euro, Germania e Francia su tutti, a meno che l’investitore voglia coprirsi dal rischio di Ridenominazione del Debito, il rischio cioè che a seguito della fine dell’Eurozona ciascun Paese membro torni ad emettere valute nazionali (attualmente da escludere).

Quali tipologie di government bond delle due aree (Eurozona ed Usa) preferite ospitare in portafoglio in questa fase e per quali ragioni?

Data la nostra visione costruttiva per il 2020 e in previsione di un allentamento delle tensioni fra Stati Uniti e Cina in vista delle elezioni presidenziali americane, consigliamo di investire in obbligazioni governative indicizzate ai tassi nominali e all’inflazione, soprattutto in Italia.

Allargando gli orizzonti geografici, siamo interessati a mantenere una posizione strutturalmente lunga sui titoli di Stato americani a due anni, che ai livelli attuali rendono 1,7% (ci aspettiamo che fra ottobre 2019 e marzo 2020 il tasso di riferimento americano raggiunga 1,5%). Consigliamo invece un posizionamento tattico sui titoli di Stato americani a media lunga scadenza, che ai livelli attuali rendono 1,7%, data la possibilità che il miglioramento delle condizioni economiche globali e delle aspettative di inflazione aumentino il differenziale positivo di rendimento fra due e dieci anni (attualmente di pochi punti base). Sconsigliamo infine di investire in titoli di Stato dei Paesi del centro dell’Eurozona.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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