Zona euro, atteso il dato di inflazione

Piazza Affari sprint in avvio: Ftse Mib +0,76. I principali indici americani rimbalzano dal recente sell-off, reagendo positivamente alle trimestrali. Trimestrali IBM e Netflix. In attesa dato sull’inflazione zona euro

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,76%. STM, Saipem e Moncler partono forti con un rialzo di oltre il 2%.

L’impianto generale della manovra di bilancio italiana è al vaglio della Commissione europea, che ha due settimane per valutarla ed
eventualmente formalizzare una bocciatura, prospettiva verso la quale sembra orientarsi, come già emerso nei giorni scorsi.

Atlantia (EUR 17,86): il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso straordinario presentato lo scorso anno da Autostrade per l’Italia (gruppo
Atlantia) al presidente della Repubblica per ottenere l’annullamento del decreto che ha fissato a carico dei concessionari autostradali i costi per le attività di controllo legate alla sicurezza;

FCA (EUR 14,74): Fca US ha richiamato volontariamente circa 18.055 veicoli per indagare su alcuni problemi e sono necessari dei rimedi. La
società non è a conoscenza di incidenti o feriti; Generali (EUR 14,31): la Delfin di Leonardo Del Vecchio ha acquistato 830.000 azioni (circa lo 0,05% del capitale) in data 12 e 15 ottobre. Francesco Gaetano Caltagirone ha intanto proseguito i suoi acquisti comprando quasi 390.000 azioni e ha effettuato una serie di operazioni in derivati vendendo strumenti finanziari legati ad azioni;

Mediaset (EUR 2,73): secondo Il Sole 24 Ore rinuncia a chiedere a Vivendi l’esecuzione del contratto su Premium e passa direttamente alla pretesa di risarcimento danni che, insieme a quella di Fininvest, arriverebbe a 3 miliardi. L’udienza è slittata al 4 dicembre, scrive il quotidiano.

I principali indici americani rimbalzano dal recente sell-off, reagendo positivamente alle trimestrali oltre le aspettative e ai solidi dati economici: il Dow Jones sale del 2,17%, lo S&P500 del 2,15% e il Nasdaq 100 del 2,94%. Dopo le difficoltà dei giorni scorsi, rialza la testa il comparto tecnologico, con le FAANG che registrano guadagni oltre il 2% e con Adobe che salta a +9,52% a seguito dell’upgrade delle attese sui ricavi del 2019. Bene anche il settore finanziario, supportato dalle ottime notizie provenienti dalle trimestrali di Goldman Sachs e Morgan Stanley. Chiude lievemente in ribasso BlackRock (-0,18%) la cui trimestrale ha evidenziato ricavi netti inferiori al consensus.

Le borse dell’area Asia/Pacifico chiudono positive. A sostenere gli scambi la chiusura di Wall Street con la buona intonazione del settore
tecnologico. La migliore è Tokyo che prosegue sugli acquisti di ieri, terminando con un +1,29% a 22.841 pts. Sopra la parità anche Hong Kong
(+0,07%) e Shangai (+0,69%). Sul listino cinese pesa lo scandalo che ha colpito Changseng Biotechnology, società farmaceutica che è stata multata per USD 1,31 mld per aver falsificato i dati su di un vacino anti rabbia.

Trimestrali USA: alla chiusura dei mercati pubblicate le trimestrale di due giganti Tech come IBM e Netflix. Il primo delude le attese di mercato sul fatturato: il dato registra USD 18,8 mld rispetto ai 19,1 mld pronosticati dagli analisti; nell’afterhour il titolo crolla di oltre il 4%. Netflix, al contratio, effettua un boom di quasi il 15%, giustificato da utili per azione a USD 0,89, contro gli attesi USD 0,68, ma soprattutto dal sensibile aumento degli abbonati.

Cambi: Eur/Usd a 1,1556. In un contesto in cui viene meno l’appetito per i beni rifugio, dopo i robusti risultati di Wall Street, il dollaro si rafforza nei confronti delle principali controparti mentre lo yen si indebolisce.

Commodities: greggio a USD 71,99 al barile. Prezzi in rialzo sostenuti dal calo delle scorte certificato dai dati Api e dai timori geopolitici.

Obbligazionario: avvio pressoché piatto per i futures bund dicembre in rialzo di 1 tick a 158,73 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 294, con il rendimento del nostro decennale al 3,43%.

Macroeconomia: l’agenda macro prevede i dati finali di settembre sull’inflazione nella zona euro, partendo dal preliminare di 2,1%
tendenziale diffuso alla fine dello scorso mese. Per quanto riguarda gli USA invece, la Fed pubblicherà in serata le minute della riunione di politica monetaria di settembre, che ha sancito il terzo rialzo dei tassi dall’inizio dell’anno