Le previsioni degli esperti in vista della riunione di oggi della BCE
François Rimeu, Senior Strategist, La Française AM
Finora era ampiamente previsto che la Banca centrale europea (BCE) avrebbe aumentato i tassi di interesse di 50 punti base (bps) nella prossima riunione. Ora ci si chiede se il crollo in corso delle banche regionali statunitensi possa indurle ad adottare un approccio meno restrittivo. Le proiezioni aggiornate mostreranno probabilmente un’inflazione complessiva molto più bassa quest’anno, ma una crescita del PIL più rapida e un’inflazione di fondo più elevata, con un aggiustamento minimo per entrambi nell’orizzonte di medio termine.
Di seguito le nostre previsioni:
- La BCE aumenterà i tassi di interesse di riferimento di 50 punti base, portando il tasso di deposito al 3,0%, nonostante le attuali turbolenze provenienti dalle banche regionali statunitensi.
- Il Presidente Christine Lagarde ha ribadito che la priorità del Consiglio direttivo (CG) è riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%.
- La futura guidance sarà probabilmente il più neutrale possibile, mantenendo aperte tutte le opzioni, soprattutto alla luce delle visibili divisioni all’interno del Consiglio direttivo e della situazione delle banche regionali statunitensi.
- Christine Lagarde sottolineerà che il Consiglio direttivo aggiusterà la sua traiettoria politica in base ai dati in arrivo sull’inflazione, all’evoluzione delle prospettive e alla trasmissione della sua politica monetaria.
- Non ci aspettiamo che la BCE mantenga la valutazione di febbraio sulle prospettive dell’inflazione, visti gli ultimi forti dati – “Anche i rischi per le prospettive dell’inflazione sono diventati più equilibrati”.
- Non ci aspettiamo novità sul ritmo del Quantitative Tightening.
Sulle nuove previsioni economiche della BCE:
- Ci aspettiamo che indichino una crescita più elevata nel 2023 (dallo 0,5% allo 0,7%) ma un PIL più basso nel 2024 (dall’1,9% all’1,5%). Per il 2025, ci aspettiamo che la crescita rimanga vicina a quella potenziale, intorno all’1,8%.
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Prevediamo che le proiezioni della BCE sull’inflazione globale saranno riviste al ribasso nell’arco dell’orizzonte di proiezione a causa dei cambiamenti delle ipotesi tecniche (tassi di mercato più elevati, euro più forte e prezzi dell’energia più bassi), con il 2,1% nel 2025 (contro il 2,3% delle proiezioni di dicembre).
- Prevediamo che l’inflazione di fondo della BCE sia rivista al rialzo nel 2023 (dal 4,2% al 4,6%) e rimanga sostanzialmente invariata nei due anni successivi, al 2,8% nel 2024 e al 2,3% nel 2025.
Al momento in cui scriviamo, il mercato non si aspetta più un rialzo di 50 pb da parte della BCE (il prezzo è di 33 pb). Riteniamo che la BCE molto probabilmente “si atterrà al piano”, ovvero aumenterà i tassi sulla parte molto breve della curva.
Tomasz Wieladek, Chief European Economist, T. Rowe Price
Nonostante le turbolenze di mercato legate al crollo di SVB, ritengo probabile che alla riunione della BCE di questa settimana venga annunciato un rialzo di 50 punti base, per diversi motivi.
In primo luogo, i dati sull’inflazione core CPI hanno sorpreso significativamente al rialzo. Molti esperti ritengono che l’inflazione resterà “sticky” ai livelli attuali. Mentre alcuni sostengono che potrebbe raggiungere il 6% prima dell’estate, per poi iniziare a scendere. Questi dati elevati sull’inflazione spot manterranno la BCE in modalità falco, nonostante l’attuale instabilità dei mercati.
50 punti base sono un segnale fondamentale per i mercati
Ci sono anche importanti ragioni di stabilità finanziaria che spingono la BCE ad attenersi a un rialzo di 50 pb questa settimana. Se da un lato la Presidente Lagarde ha chiarito che l'”intenzione” di un rialzo di 50 pb non è un pre-impegno, dall’altro ha sottolineato che sarebbe necessario uno scenario estremo perché la BCE non segua questa intenzione.
Se la BCE aumenterà di 25 punti base, invierà ai mercati finanziari il segnale che le banche dell’area euro potrebbero essere vulnerabili a rischi simili a quelli del sistema bancario statunitense. La BCE deve attenersi al copione precedentemente comunicato se vuole evitare di spaventare il mercato.
Le prospettive per l’Eurozona sono cambiate
Come spesso accade, in prospettiva appaiono molte complicazioni. Le aspettative d’inflazione a medio termine sono scese dal 3% al 2,5%. Il che sosterrà l’opinione delle colombe secondo cui la politica monetaria sia già abbastanza rigida.
Per quanto riguarda le famiglie dell’Eurozona, l’ecosistema macrofinanziario è già sottoposto a un certo stress. Tuttavia, la domanda di credito e le condizioni di prestito per le imprese non si sono deteriorate come nelle precedenti fasi di crisi.
Infine, un eventuale contagio dal caso SVB al sistema bancario europeo potrebbe portare a una contrazione del credito, che spingerebbe l’economia verso una recessione. Infine, permane il rischio di un’altra impennata dei prezzi del gas durante l’estate, quando i Paesi di solito si riforniscono di scorte per l’inverno.
A mio avviso, questi fattori fanno sì che la BCE sarà molto più vaga riguardo al suo futuro orientamento monetario – potrebbe persino affermare che stia passando a un approccio basato sui dati (prendendo in prestito il linguaggio della Fed).
Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM
“Mentre è quasi scontato che durante la riunione di oggi ci sarà un rialzo di 50 punti base del tasso di rifinanziamento principale da parte della BCE, ciò che sarà davvero importante saranno i segnali circa le mosse future che verranno lanciati dalla Presidente Lagarde.
Durante la riunione di questa settimana, ci aspettiamo che il tasso principale di rifinanziamento sarà aumentato di 50 pb al 3,5%, mentre il tasso sui depositi raggiungerà il 3% (+50 pb).
Per quanto riguarda la forward guidance, alla luce dei dati attuali, che hanno mostrato che l’inflazione – in particolare l’IPC core – è più persistente, mentre la crescita è più debole, ci aspettiamo che Lagarde suggerisca che a maggio sarà più probabile una mossa di 50 pb di una mossa di 25 pb.
Oltre maggio, continuiamo ad avere, nel medio termine, uno scenario di base più dovish per quanto riguarda i rialzi dei tassi. Ciò è dovuto ai dati finali del PIL dell’Eurozona, che alla fine dello scorso trimestre hanno mostrato un numero marginalmente negativo, a dimostrazione della forte influenza negativa dell’inflazione trainata dall’energia sulla domanda interna.”
Mabrouk Chetouane, Head of Global Market Strategy e Nicolas Malagardis, Market Strategist di Natixis Investment Managers
“Come è stato chiaramente comunicato dai policy maker della BCE nelle ultime settimane, la Banca centrale farà una revisione al rialzo di 50 punti base nel meeting di marzo, portando il tasso di rifinanziamento principale al 3,5%. Inoltre, la Presidente Lagarde probabilmente indicherà un altro deciso rialzo in vista di maggio sulla base della serie di dati pubblicati superiori alle attese, il più evidente dei quali è il rapporto sull’inflazione di febbraio.
Sebbene l’inflazione headline dell’Eurozona sia diminuita rispetto al picco di ottobre (10,6% annuo), la maggior parte del calo è stato determinato dalla significativa diminuzione dei prezzi del gas e rimane comunque elevata, all’8,5%. Ancora più importante, l’inflazione core, che esclude le componenti più volatili come l’energia e gli alimenti, ha raggiunto un nuovo massimo storico, al 5,6% annuo, rispetto al 5,3% di gennaio. Di conseguenza, possiamo affermare che gli shock del passato (pandemia, crisi energetica e guerra) sono ancora in corso.
Tutto ciò complica la valutazione in merito a se la politica monetaria stia diventando abbastanza restrittiva da rallentare la domanda e riportare l’inflazione a un livello vicino al 2%.
Poiché l’economia si dimostra più resistente, è probabile che la nuova serie di proiezioni della BCE mostri una revisione al rialzo per la crescita del PIL del 2023. Tuttavia, ciò sarebbe accompagnato da stime più elevate per l’inflazione core e la crescita dei salari, che terranno la BCE in guardia.
Per un ulteriore rallentamento del ritmo dei rialzi da parte della BCE è necessario si manifestino ulteriori segnali di restrizione delle condizioni del mercato del credito e del lavoro. Visti i recenti dati economici in arrivo, riteniamo improbabile che ciò avvenga prima della riunione di giugno. I recenti sviluppi nel settore bancario statunitense non dovrebbero indurre la BCE a deviare dalla sua traiettoria, poiché le banche europee dispongono di solidi coefficienti prudenziali che limitano il rischio di contagio.”
Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia
“Il prossimo meeting della BCE è particolarmente interessante perchè vi è stato un primo segnale di allarme arrivato da oltreoceano in conseguenza delle politiche monetarie restrittive delle banche centrali (in questo caso della FED).
Guardando anche la reazione dei mercati europei soprattutto del settore bancario possiamo facilmente osservare che le condizioni macroeconomiche stanno iniziando a cambiare. Il meccanismo aggressivo di rialzo del costo del denaro ha incominciato a rompere qualcosa nel sistema, in particolar modo, la nicchia delle banche regionali statunitensi che hanno evidenziato un forte outflow di depositi verso le banche più grandi.
Per le banche centrali ora il compito diventa ancora più arduo e difficile. Devono portare avanti politiche monetarie restrittive per combattere le pressioni inflazionistiche (inflazione core ancora persistente su livelli troppo alti e non tollerabili), sapendo che un restringimento monetario aumenterà i rischi di instabilità finanziaria del sistema. Un dilemma tra stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria. E la politica fiscale sia negli Stati Uniti sia in Europa non sta aiutando il compito delle banche centrali, continuando a iniettare liquidità nel sistema.
Le nostre attese sulla BCE rimangono fissate per un aumento di 50 punti base nella prossima riunione di giovedì con un posizionamento che diventerà “davvero” dipendente dai dati macroeconomici e dalla stabilità finanziaria dell’Eurozona. Nessuna forward guidance da parte di Christine Lagarde e decisioni che saranno prese meeting by meeting con una comunicazione che “dovrebbe” rimanere hawkish. Il rischio, tuttavia, che la comunicazione e i toni della BCE possano essere deboli o male interpretati dai mercati è elevatissimo, tenendo conto delle passate esperienze comunicative del governatore Lagarde.
Peter Goves, Fixed-Income Research Analyst di MFS Investment Management
Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors
Ci aspettiamo un rialzo del tasso di riferimento di 50 punti base, come preannunciato da Christine Lagarde. A fronte del persistere dell’inflazione sottostante e di un’economia resiliente, la Bce dovrebbe continuare a inasprire le politiche monetarie. Il rialzo è ampiamento anticipato dai mercati, che sono usciti dalla propria posizione di “compiacenza” riguardo a possibili inasprimenti.
Redazione
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