L’arte e il vino condividono molte similitudini nel loro processo, e secondo i vignaioli di Feudi di San Gregorio il vino, come l’arte, richiede tempo per raggiungere la sua maturazione.
Durante questo periodo di attesa, il vino sviluppa la sua personalità e caratteristiche uniche. Ogni bottiglia diventa un’opera d’arte a sé stante, esprimendo il territorio, il clima e il lavoro dell’uomo che si cela dietro di essa.
Feudi di San Gregorio crede nell’importanza della collaborazione e dello scambio continuo di conoscenza e creatività.
Questa volontà si traduce in collaborazioni con grandi maestri e giovani talenti, che contribuiscono a far crescere la visione dell’azienda e ad arricchire il mondo del vino con nuove prospettive.
Alcune collaborazioni con artisti
Dal genio di Massimo Vignelli sono nate – dal 2001 in poi – tutte le rivoluzionarie etichette di Feudi di San Gregorio: una visionaria ma rigorosa traslazione grafica dell’anima dell’azienda, tesa a interpretare in chiave contemporanea la grande
Nel 2001 il progetto di costruzione della nuova cantina con uno spazio centrale per el ristorante aziendale – Marennà (Stella Michelin dal 2009) che punti ad una reinterpretazione contemporanea.
Per un progetto così complesso e variegato sono stati coinvolti:
Massimo Vignelli, con la moglie Lella, per disegnare tutti gli interni ma, soprattutto, la giapponese Hikaru Mori e il marito Maurizio Zito per progettare la struttura.
Hikaru disegna una cantina dalle linee essenziali, recuperando i fabbricati pre-esistenti e creando spazi di grande impatto sia all’interno sia nei giardini esterni.
Nasce così una delle prime cantine d’autore in Italia, esposta per ben due volte come eccellenza architettonica alla Biennale di Venezia.
Nel 2013, la cantina affida al maestro Mimmo Jodice il racconto, tramite i suoi occhi e il suo obiettivo, dell’anima di Feudi di San Gregorio, costruendo un’installazione artistica permanente visitabile all’interno della cantina.
Da questa collaborazione è nato poi un progetto di più ampio respiro: un’edizione limitata di Serpico 2010.
1.000 esemplari che presentano in etichetta una delle foto più suggestive del vigneto storico di Aglianico.
Il ricavato della vendita di queste bottiglie viene integralmente destinato a Padre Antonio Loffredo per finanziare i suoi progetti di sviluppo sociale attraverso l’arte nel Rione Sanità a Napoli.
Feudi di San Gregorio, che da trent’anni valorizza i vitigni autoctoni della tradizione campana (come il Greco, il Fiano e l’Aglianico), è oggi la prima azienda vinicola del sud Italia e un export che copre più di 50 Paesi nel mondo.
Questa esperienza ha portato la famiglia Capaldo a esplorare il potenziale vinicolo di altre regioni di Italia. È nato così, accanto a Feudi, il progetto «Tenute Capaldo», che racchiude un complesso di cantine che condividono gli stessi valori fondanti di visione a lungo termine, aderenza al territorio, cultura e rispetto del consumatore.
Fanno parte di questo gruppo: DUBL, lo spumante campano Metodo Classico; Campo alle Comete, baluardo toscano a Bolgheri; Basilisco, cantina biologica nel Vulture e Sirch, negli splendidi Colli Orientali del Friuli.
Redazione Lifestyle
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