A colloquio con Akram Gharbi, Head of High Yield Investment, La Française AM

 

 

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

 

Akram Gharbi

La qualità complessiva degli emittenti High Yield, sia negli Stati Uniti sia in Europa, è oggi migliore rispetto ai cicli economici precedenti.

Questo non è però il caso del mercato dei leveraged loans, in particolare negli Stati Uniti, dove gli emittenti hanno subito un significativo declassamento negli ultimi mesi; il numero di emittenti con rating CCC è aumentato considerevolmente, e notiamo una concentrazione nei settori tecnologico e sanitario. Il mercato dei leveraged loans negli Stati Uniti ha mostrato segni di instabilità dall’inizio dell’anno.

La maggiore qualità del mercato High Yield e il relativo minor rischio di insolvenza degli emittenti rendono l’asset class più affidabile in caso di recessione.

Prevediamo un aumento dei tassi di default negli Stati Uniti, tra il 4,5 e il 5% nel 2023 rispetto al 2,5% del 2022. I tassi di default dovrebbero rimanere in linea con la media storica di lungo periodo e ben al di sotto dei tassi di default osservati durante le crisi finanziarie del 2001 e del 2008, quando sono schizzati oltre il 15%. Anche in Europa prevediamo un aumento dei tassi di default con una chiusura d’anno intorno al 3,5% contro l’1,5% del 2022.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

Oggi, date le incertezze macroeconomiche, privilegiamo i settori difensivi come i servizi, le telco, gli alimentari e la sanità. Rimaniamo molto cauti verso i settori ciclici come l’industria manifatturiera, la vendita al dettaglio, le materie prime, i consumi ciclici, ecc.

Le piccole società con margini operativi deboli soffriranno probabilmente di un aumento dei costi di finanziamento. Inoltre, i settori che hanno beneficiato della politica accomodante dell’ultimo decennio (ad esempio il settore immobiliare nel Nord Europa) risentiranno dell’aumento dei tassi e del rallentamento dell’economia, soprattutto quelle realtà fortemente indebitate.

In termini di esposizione geografica, prediligiamo gli Stati Uniti e l’Europa. Non riteniamo interessanti le valutazioni dei mercati emergenti, soprattutto alla luce dei rischi associati. Prevediamo un aumento maggiore dei tassi di default nei mercati emergenti rispetto al resto del mondo.

Lato duration, la curva resta relativamente piatta.

Privilegiamo le obbligazioni con una duration compresa tra i quattro e i sei anni, che offrono un buon rendimento con un potenziale interessante grazie al roll-down.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.