La vendemmia 2023 sarà diversa da regione a regione, ma non solo.

Un’attenta analisi che cambia per zona di Benedetta, Ginevra e Michelangelo Piccini – Co-Titolari Piccini 1882 E Rappresentanti Del Progetto Generazione Vigneti: Nel corso della stagione primaverile, specialmente nel mese di giugno, abbondanti piogge hanno interessato la Toscana, favorendo il naturale insorgere della Peronospora, una delle più temibili malattie della vite.

Il nostro team ha prontamente risposto con interventi fitosanitari, mirati a contrastarla e a limitarne i danni in termini di produzione. Le tempestive contromisure ci permettono di guardare alla vendemmia con rinnovato ottimismo, seppure con le opportune distinzioni.

Sulla Toscana costiera, dove sorge Tenuta Moraia, il regime delle precipitazioni si è attestato su livelli molto inferiori rispetto all’entroterra. In aggiunta, la presenza di terreni drenanti ha permesso ai nostri agronomi di effettuare una serie di trattamenti a base di zolfo e rame (in virtù del regime biologico) in linea con gli anni precedenti. Se il clima non tornerà a fare capricci, prevediamo un’ottima annata.

Presso Fattoria di Valiano, nel Chianti Classico, invece, la notevole abbondanza delle precipitazioni ha favorito una maggiore incidenza della malattia, soprattutto nei vigneti al di sotto dei 250 metri di altitudine, a causa del più alto tasso di umidità. Poggio Teo e San Lazzaro, le vigne poste al di sopra di questa soglia, hanno infatti riportato perdite più contenute rispetto alla media della zona nord di Vagliagli. In generale, ci attendiamo una riduzione sulla produzione di uva di circa il 30%, su una normale vendemmia nel Chianti Classico”.


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Redazione Lifestyle

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