I commenti degli esperti di Allianz GI, abrdn, MFS IM e Vontobel  in vista della riunione della Fed del 31 ottobre- 1 novembre

Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors

Perché ci aspettiamo che la Fed rimanga ferma

  • Ci aspettiamo che non vi siano modifiche ai tassi di interessi nel prossimo meeting del comitato di politica monetaria della Fed.
  • Nonostante la recente accelerazione della crescita economica statunitense, una probabile recessione nel 2024 e l’inflazione in rallentamento suggeriscono di mantenere lo status quo.
  • Sebbene non si possa escludere una volatilità di mercato nel breve termine, il contesto è favorevole per i Treasury statunitensi.

 James McCann, vicecapo economista di abrdn

La Fed è destinata a mantenere i tassi invariati nella riunione di questa settimana. Considerando unicamente l’attività economica, le ragioni per un rialzo dei tassi d’interesse sarebbero evidenti, in presenza di una crescita del PIL del terzo trimestre da record, di un aumento dei salari sostenuto e di un’inflazione più solida nel mese di settembre. Tuttavia, l’aumento dei tassi di interesse e le difficoltà degli asset rischiosi vanno nella direzione opposta. Questi venti contrari dovrebbero pesare sulla crescita e sull’inflazione nel prossimo futuro. Infatti, diversi membri del FOMC hanno sottolineato che questo aggiustamento ha già prodotto un effettivo inasprimento delle condizioni di politica monetaria.

Nonostante tali timori, la Fed non intende mettere la parola fine già in questa riunione e probabilmente continuerà a sottolineare che potrebbe essere necessario un ulteriore rialzo dei tassi. Certamente sarà preoccupata che gli attuali tassi di crescita rendano più difficile riportare l’inflazione verso l’obiettivo, ma se non ci saranno segnali di rallentamento entro dicembre, potrà tornare in gioco un rialzo.

Erik Weisman, Chief Economist & Portfolio Manager di MFS IM. 
La Fed non alzerà i tassi questa settimana, poiché non è ancora necessario esercitare questa opzione e i mercati non chiedono un’ulteriore stretta. Tuttavia, fino a quando il mercato del lavoro non si sarà raffreddato in modo considerevole e le pressioni inflazionistiche non saranno sufficientemente contenute, la Fed manterrà l’opzione di futuri rialzi dei tassi sul tavolo.

Si consideri quanto segue:

Le ultime rilevazioni dell’attività economica hanno sorpreso in maniera positiva, inoltre le rilevazioni dell’inflazione al consumo di settembre sembrano aver interrotto il percorso relativamente regolare delle pressioni sui prezzi, che in precedenza erano state oggetto di moderazione.

– Questi sviluppi, isolatamente, potrebbero giustificare un altro rialzo di 25 punti base. Tuttavia, le condizioni finanziarie si sono notevolmente inasprite dall’ultima riunione della Fed, con un forte aumento dei rendimenti obbligazionari e un ridimensionamento delle valutazioni azionarie.

La Fed riconoscerà che questo inasprimento finanziario rappresenta in qualche misura un surrogato di ulteriori rialzi della Fed.

– Inoltre, il panorama geopolitico ha mostrato l’ennesimo spasmo di entropia, aumentando i rischi dovuti a una stretta monetaria nella congiuntura attuale.

– Inoltre, sebbene la stucchevole confusione della politica di Washington abbia avuto una breve tregua con l’incoronazione di un nuovo presidente della Camera, le prospettive di uno shutdown del governo nel breve termine non si sono del tutto attenuate.

Il presidente Powell sosterrà inoltre che gli effetti ritardati dei precedenti rialzi non hanno avuto pieno impatto sull’economia e che la prudenza è d’obbligo. Alla luce di queste correnti incrociate, la Fed si accontenterà di starsene con le mani in mano durante la riunione, sottolineando la costante importanza di riportare l’inflazione nella proverbiale scatola, favorita dalle aspettative di moderazione della crescita economica e della domanda di lavoro nel quarto trimestre e all’inizio del 2024.

Nonostante il mercato gradirebbe apprendere qualcosa di nuovo in merito alla tempistica e all’entità dei futuri tagli dei tassi o alla fine della stretta monetaria, è improbabile che questa riunione fornisca molta luce su questi fronti.

Christian Hantel, portfolio manager di Vontobel

È molto probabile che il FOMC lasci invariati i tassi di interesse. Il Treasury a 10 anni ha recentemente sfiorato la barriera del 5%, il livello più alto dal 2007. Questo aumento dei rendimenti ha inasprito le condizioni finanziarie e dà alla Fed un motivo di pausa. L’inasprimento delle condizioni finanziarie implica che le decisioni politiche della Fed stanno finalmente avendo un effetto maggiore. Se i rendimenti obbligazionari aumentano o rimangono al livello attuale, ciò si tradurrà in un maggiore irrigidimento finanziario ed è esattamente ciò che la Fed sta cercando di ottenere. Questo potrebbe rendere i funzionari della Fed più fiduciosi nelle loro previsioni di rallentamento dell’inflazione e dell’economia statunitense.

Guardando alle ultime proiezioni economiche della Fed, i responsabili politici sembrano essere sempre più fiduciosi che l’economia statunitense possa raggiungere un atterraggio morbido nel 2024. Le proiezioni aggiornate dipingono un quadro più roseo per l’economia statunitense e gli ultimi dati sul PIL, con una crescita trimestrale annualizzata vicina al 5%, rappresentano un’impressionante ripresa rispetto ai numeri precedenti. Si tratta infatti del ritmo di crescita trimestrale più rapido dal quarto trimestre del 2021. Tuttavia, potrebbe essere difficile da sostenere e continuiamo a monitorare con attenzione l’impatto dell’aumento dei rendimenti su attività come la crescita dei prestiti, l’utilizzo delle carte di credito, le sofferenze e la spesa dei consumatori, per identificare eventuali anelli deboli.

Gli investitori in obbligazioni societarie attendono che la volatilità dei rendimenti si calmi, dato che ci stiamo avvicinando al punto di inflessione degli aumenti dei tassi o forse abbiamo già assistito all’ultimo rialzo dei tassi. In genere, i rendimenti elevati rappresentano per gli investitori un punto di partenza interessante per entrare in questa classe di attivi. Il livello dei rendimenti, come quello attuale, ha aumentato il cosiddetto “carry” (rendimento corrente) per gli investitori, che funge da cuscinetto per affrontare l’imminente volatilità e fornisce un’interessante fonte di reddito.

Una domanda interessante per gli investitori obbligazionari riguarda il potenziale danno dell’aumento dei costi dei tassi d’interesse sulle metriche finanziarie delle società. Se si guarda solo ai rendimenti attuali, questo potrebbe spaventare. Tuttavia, la cedola media sul debito in essere delle società Investment Grade è in moderato aumento.

Il motivo è che negli ultimi anni le società hanno effettuato molti rifinanziamenti a rendimenti bassissimi, pagando quindi cedole complessivamente molto basse sul loro debito. L’altro aspetto è che le società a grande capitalizzazione hanno in genere molte obbligazioni in circolazione. Di conseguenza, ci vuole un po’ di tempo prima che le società sentano davvero il dolore dell’aumento dei tassi. Inoltre, invece di pagare, le società guadagnano interessi sui saldi di cassa in essere. Ciò contribuisce a mitigare l’impatto dell’aumento dei rendimenti sulle metriche finanziarie delle società.

Il mercato del reddito fisso in generale è diventato interessante per gli investitori. I rendimenti sono ai massimi livelli visti l’ultima volta dopo la crisi finanziaria, più di un decennio fa, e di conseguenza molti investitori hanno iniziato ad allocare gli investimenti verso i titoli di Stato, i prodotti del mercato monetario ma anche verso le obbligazioni Investment Grade. Il grande interrogativo rimane sulla forma della curva dei rendimenti, che è ancora invertita e dovrebbe normalizzarsi a un certo punto. Questa “normalizzazione” può materializzarsi abbastanza rapidamente e di conseguenza gli investitori dovrebbero essere preparati, in quanto ciò offre opportunità per le obbligazioni a più lunga durata.


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Redazione

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