Secondo un report di Osservatorio Uiv-ISMEA, nel mondo, ogni anno vengono consumati circa 280 milioni di ettolitri di vino, un’esperienza condivisa che lega diverse nazioni.

Osservando questi dati, emerge che oltre la metà di questa quantità è prodotta in un numero limitato di Paesi.

Tra questi, gli Stati Uniti spiccano con il 14%, seguiti dalla Francia con il 10%, e poi dall’Italia e dalla Germania entrambe con il 7%. La Cina e il Regno Unito seguono con il 6% e il 5%, rispettivamente. Anche il Canada (2%) e il Giappone (1%) contribuiscono, seppur in misura minore, a creare un quadro che abbraccia i principali consumatori dei continenti di Europa, Asia e Americhe.

Questi Paesi svolgono un ruolo cruciale nell’export del vino italiano, rappresentando il 64% del valore complessivo.

Gli Stati Uniti guidano la classifica con il 24%, seguiti dalla Germania con il 15%, il Regno Unito con il 10%, il Canada con il 6%, la Francia con il 4% e il Giappone con il 3%.

La Cina, pur contribuendo solo con l’1,5%, ha attirato l’attenzione e le speranze dell’industria vinicola italiana per oltre un decennio.

Tuttavia, negli ultimi tre anni, ha mostrato un significativo rallentamento sia nell’importazione che nel consumo di vino, portando ad una riflessione più approfondita sulla sua dinamica di mercato.

IL FUTURO ITALIANO

In un contesto globale in cui l’Italia si trova particolarmente esposta, con solo gli Stati Uniti e il Canada che mostrano una crescita nei consumi, mentre Regno Unito, Germania, Giappone e Francia affrontano dinamiche negative più o meno significative, il futuro del nostro Paese prevede scenari di relativa stabilità. Tuttavia, sorgono preoccupazioni legate all’erosione dei consumi interni, che si prevede diminuiranno di 1,2 milioni di ettolitri entro il 2039. È importante notare che il mercato nazionale costituisce la metà del totale.

L’export si conferma ancora e sempre come il fattore chiave per garantire la sostenibilità del settore. Le proiezioni fino al 2039, rispetto alla media del periodo 2010-2019, indicano una crescita di 1,8 milioni di ettolitri, portando il totale a circa 22,5-23 milioni. Tuttavia, questo incremento compensa solo parzialmente la diminuzione nel mercato interno, con un saldo positivo di poco più di mezzo milione di ettolitri.

In sostanza, le tendenze attese indicano che il mondo del consumo di vino non baserà più la sua crescita sul volume, ma piuttosto sul valore espresso dalle bottiglie di vino. Questo valore assume diverse sfaccettature, comprese il benessere fisico e spirituale, la sostenibilità ambientale ed etica, e l’aspetto “sociale” del consumo. In questo contesto, il vino si troverà sempre più in competizione con altre bevande, delineando un futuro in cui la qualità e il significato associato al vino diventeranno elementi cruciali per la sua affermazione sul mercato globale.

 


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Redazione Lifestyle

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