S&P Global Ratings si attende un soft landing in Eurozona per l’anno in corso, ma c’è la necessità di adattarsi a un nuovo contesto dove i tassi sono più alti in molte economie. Questo è il messaggio che è emerso nella 2024 Italy Annual Press Conference dello scorso 10 gennaio
IL QUADRO GLOBALE
La società ritiene che, a livello globale, nonostante le diverse economie abbiano mostrato resilienza ed evitato una serie di maggiori difficoltà dopo la pandemia, si sono generati una serie di squilibri i cui effetti si ripercuoteranno sui mercati. Nello specifico, S&P Global Ratings guarda con attenzione alle dinamiche dell’inflazione, al rallentamento della crescita e al livello dei tassi di interesse che non scenderanno nel breve periodo.
Il tasso di default è atteso in aumento e le condizioni finanziarie più stringenti creeranno pressione sulle società con un merito creditizio basso nel settore dei consumi e nei mercati emergenti. I rischi dell’attuale scenario sono improntati al rialzo: tassi d’interesse più elevati, quadro macro in indebolimento e situazione geopolitica in continua evoluzione. Si è di fronte a un nuovo paradigma.
LA SITUAZIONE IN EUROZONA
In Eurozona, per quanto riguarda la crescita, è atteso un primo semestre di stagnazione seguito da una ripresa nella seconda metà dell’anno. La spesa per consumi beneficerà della disinflazione e dell’aumento dei salari, gli investimenti pubblici saliranno, ma le banche centrali non taglieranno i tassi prima della metà del 2024.
Inoltre, i tassi di interesse stanno tornando in territorio positivo e i fattori che avevano spinto al rialzo il ciclo economico dopo la pandemia si stanno esaurendo. S&P Global Ratings prevede che la Bce, come la Fed, tagli tre volte i tassi d’interesse nell’anno in corso e che quelli sui depositi raggiungano il 2% a metà del 2025. I progressi sull’inflazione sono stati importanti. Ma la componente core rimane ancora elevata e ci si attende che l’indice dei prezzi al consumo rimanga vischioso nel lungo periodo.
UNO SGUARDO ALL’ITALIA
In tale contesto, il 2024 è visto come un anno di transizione per l’economia italiana, dove però circa 4/5 delle aziende con rating presenta un outlook stabile, mostrando così di essere resilienti, dal punto di vista del credito, a un rallentamento della crescita.
La situazione risulta invariata rispetto al 2022 e leggermente migliore a quella degli altri paesi europei. A dicembre 2023, l’8% delle aziende italiane aveva un outlook negativo, in particolare nel segmento non-investment grade e anche il deterioramento del credito, dal 2022, è più contenuto rispetto a quella dei peer, in particolare la Germania. Sempre nell’ambito della qualità del credito, nel 2024 S&P Global Ratings si attende un limitato miglioramento, ascrivibile soprattutto a ragioni idiosincratiche.
La crescita del fatturato delle società italiane è stimata in linea con quella degli altri paesi europei e l’Ebitda margin dovrebbe far segnare un modesto recupero, mentre il rapporto debito/Ebitda è visto in lieve aumento.
Per quanto riguarda le banche italiane, S&P Global Ratings reputa che siano meno esposte al rischio economico, considerando il fatto che il credito deteriorato è ai minimi storici. Ed è atteso solo un contenuto peggioramento nel 2024, mentre la redditività rimane solida.
Alla conferenza, introdotta da Roberto Paciotti (Md e office head), hanno partecipato: Barbara castellano (Md, global analytics), Sylvain Broyer (Md, Emea chief economist), Renato Pachini (senior director, corporate) e Mirko Sanna (lead analyst, financial institutions).
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

