I commenti in seguito alla riunione della BCE del 6 giugno

Ulrike Kastens, European Economist, DWS

Le banche centrali di tutto il mondo sono pronte a moderare il grado di restrizione monetaria. Dopo le banche centrali di Svizzera, Svezia e Canada, oggi anche la BCE ha ridotto i tassi di interesse. Le differenze nei cicli economici e inflazionistici hanno permesso di abbassare i tassi d’interesse di riferimento prima della Fed.

Come ci aspettavamo, la BCE non si è impegnata in un percorso specifico per ulteriori tagli dei tassi. La dipendenza dai dati rimane fondamentale. Allo stesso tempo, la revisione al rialzo delle previsioni di inflazione per il 2025 suggerisce che potrebbe essere necessario più tempo per raggiungere l’obiettivo di inflazione. Questa previsione implica tagli molto graduali dei tassi di interesse.

Ci aspettiamo una pausa a luglio, prima che la BCE riduca nuovamente i tassi a settembre e dicembre.

Monica Defend, responsabile dell’Amundi Investment Institute

“La BCE ha evitato di sorprendere il mercato comunicando il primo del ciclo di taglio dei tassi. I recenti dati sull’inflazione dell’Eurozona indicano che non è necessario che la banca centrale tagli di nuovo nella prossima riunione in calendario a luglio, ma pensiamo che un altro allentamento potrebbe arrivare a settembre.

La vera domanda è quanto la BCE possa divergere dalla Federal Reserve. Riteniamo che il margine di divergenza sia limitato, poiché i segnali che stanno emergendo in merito al rallentamento degli Stati Uniti daranno alla Fed un margine di manovra più ampio.

Questo è il nostro scenario di base e significa che riteniamo che il rischio di importare inflazione sarà minimo. Tuttavia, qualsiasi divergenza politica che si protragga nel tempo potrebbe avere delle ricadute sul mercato dei cambi”.

Mauro Valle, Head of Fixed Income di Generali Asset Management (parte di Generali Investments)

La decisione odierna della BCE è sufficientemente equilibrata da non modificare le aspettative sui prossimi tagli. La BCE ha margine di manovra per tagliare ancora nella seconda metà dell’anno, poiché le politiche monetarie saranno ancora percepite come restrittive.

Il dibattito verte sulle probabilità di un terzo taglio a dicembre 2024: il mercato valuta circa il 50% di probabilità che si verifichi, mentre la nostra ricerca prevede tre tagli. La decisione dipenderà dai prossimi dati economici, soprattutto dall’andamento dell’inflazione e dei salari, come ha ribadito la Lagarde durante la conferenza stampa. Lo scenario economico dell’euro dovrebbe confermare il trend di ripresa dalla fase di stagnazione dei trimestri precedenti, ma non è percepito come abbastanza forte da generare un rischio di inflazione.

In questo scenario continuiamo ad avere una visione positiva per i tassi tedeschi oltre il 2,5% e manteniamo la nostra esposizione long duration. Per il prossimo mese i tassi core potrebbero muoversi nel range osservato negli ultimi mesi; quindi, siamo propensi ad avere una posizione più neutrale se i tassi scenderanno sotto il 2,4%. Ma non ci aspettiamo, per la seconda metà dell’anno, un rally sostenuto dei tassi, se lo scenario dell’inflazione si svilupperà come descritto.

Siamo positivi sulle scadenze medio-brevi della curva dei rendimenti in euro, poiché l’inversione della curva dei rendimenti è piuttosto significativa e non vediamo le condizioni per un’ulteriore inversione nel prossimo futuro. Continuiamo ad essere positivi sui Paesi periferici, in quanto i carry trade e la ricerca di rendimenti continueranno ad essere un driver per le preferenze degli investitori considerando che in futuro i tassi dell’euro potrebbero essere più bassi.

Gurpreet Garewal, Macro Strategist, Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management

“La decisione odierna della BCE di ridurre i tassi dello 0,25% era ampiamente attesa, anche alla luce dei dati sorprendentemente forti relativi all’inflazione di maggio. La decisione, che rappresenta il primo taglio dei tassi dal 2016 e fa seguito alla fine del ciclo di rialzi dello scorso settembre, segnala la crescente fiducia nel fatto che l’inflazione si stia muovendo verso il target e che stia iniziando un’era di inversione di rotta delle politiche monetarie restrittive.

“Tuttavia, la traiettoria futura dell’allentamento monetario resta incerta, dato il momentum positivo registrato di recente dagli indicatori relativi all’inflazione e all’attività economica, oltre ai commenti cauti della BCE.

Stiamo monitorando attentamente le aspettative di inflazione, l’andamento dei salari e l’inflazione dei servizi. Questi sono indicatori chiave sulla persistenza dell’inflazione, che determineranno il ritmo e la portata del ciclo di riduzione dei tassi da parte della BCE. Anche le decisioni della Fed e la traiettoria dell’euro potrebbero influenzare la politica adottata dalla BCE nella seconda metà dell’anno. Attualmente ci aspettiamo che la banca centrale adotti una strategia di allentamento monetario graduale e trimestrale”.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.