“al vasèl”, il vasello, è l’antico nome modenese delle botticelle in cui matura l’aceto balsamico, e per estensione può rappresentare tutto ciò che sta “attorno” a questo prezioso prodotto.
In questo senso, dal 2015 “al vasèl” è anche una community online dove centinaia di produttori familiari si confrontano e condividono idee ed esperienze .
Essere produttori di balsamico familiare significa far parte di un gruppo ristretto di persone che porta avanti una tradizione antichissima, ma oltre alle mura delle acetaie, dove i cosiddetti “conduttori del balsamico” ripetono ogni anno gesti quasi rituali consolidati nei secoli, esistono elementi di una cultura viva e dinamica, aperta al territorio, ricca di eventi, fiere, pali, incontri e dibattiti, che scaturiscono sì, dal passato, ma che guardano anche, e soprattutto al futuro.
Al centro di questo mondo c’è naturalmente lui, l’aceto balsamico, non quello che troviamo in commercio, ma quello delle famiglie, che lo producono da generazioni per il solo consumo domestico e che non è mai venduto, semmai regalato e la cui qualità è, in alcuni casi, impossibile da raggiungere dai prodotti commerciali, anche quelli più blasonati.
Se nel 2015 “al vasèl” è nata come comunità di “addetti ai lavori” con l’obbiettivo di condividere una passione e un destino comune, dal 2020 il fondatore, Massimiliano Forni, ha pensato di aprirla all’esterno per condividere questo immenso patrimonio culturale con chi conosce il balsamico solo come prodotto.
Ed è nato così il canale YouTube – alvasel_youtubechannel – che con le sue 4,500 ore di visualizzazioni all’anno, è il primo punto di riferimento per chi vuole avvicinarsi e approfondire la conoscenza dell’aceto balsamico.
INTERVISTA A MASSIMILIANO FORNI – Fondatore di “al vasèl”
E adesso? Chiediamo a Massimiliano:
“Adesso è il momento di portare il balsamico familiare fuori dalle acetaie e permettere alle persone di
acquistarlo e gustarlo per la prima volta. Naturalmente è un’operazione difficile e lunga, perché, come abbiamo detto,per secoli il balsamico è stato regalato, non venduto”.
Come pensate di fare?
“Abbiamo aperto un e-commerce – https://shop.alvasel.com/ – dove i conduttori possono mettere in vendita il loro aceto ”.
Tipo marketplace?
“Non proprio, la cosa è un po’ più articolata perché, per avere i migliori aceti familiari è necessario valutarli e pubblicarli solo se idonei. Altrettanto importante è seguire internamente il processo di vendita e spedizione così da offrire un servizio con standard che i privati non sarebbero in grado di garantire”.
Pensate di avere molti aceti?
“Pensiamo di sì, oramai i costi di mantenimento di una acetaia sono diventati impegnativi, al punto che spesso le famiglie sono costrette a vendere le proprie botti. Vi rendete conto? Botti che erano state avviate al balsamico dai nonni, bisnonni o anche prima, che fanno parte della storia della famiglia, un vero dramma.
Ritengo che la possibilità di guadagnare un po’ dal proprio prodotto possa spingere molti a mantenere la propria batteria e magari dare anche delle belle soddisfazioni.”
In pratica, sei un benefattore del balsamico?
“No, non credo proprio, naturalmente anche per me c’è un guadagno, ma è un guadagno composto in parte da un ritorno economico, in parte dalla soddisfazione di aver fatto una cosa che fino a oggi nessuno aveva fatto e, se sarà una cosa buona, allora ne sarà valsa doppiamente la pena”.
Redazione Lifestyle
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