I commenti all’annuncio del taglio di un quarto di punto ai tassi da parte della Fed a cura di abrdn, Gsam, Pimco e Janus Henderson

James McCann, Deputy Chief Economist di abrdn

“La Fed ha completato la prima fase del suo ciclo di allentamento, effettuando il terzo taglio consecutivo dei tassi di interesse e portando la riduzione totale dei tassi a 100 pb negli ultimi tre mesi. Questo rapido aggiustamento riflette il desiderio di ricalibrare rapidamente la politica monetaria, visti i progressi verso l’obiettivo di inflazione e i segnali di rallentamento del mercato del lavoro.

La banca centrale entrerà in una fase più cauta nel 2025. Infatti, con una riduzione del divario tra l’attuale tasso dei Fed Funds e le previsioni di neutralità, i membri del FOMC ritengono opportuno muoversi più gradualmente, cercando di calibrare attentamente la politica in modo da non generare un freno o uno stimolo significativo all’economia statunitense. Inoltre, sebbene la banca centrale sia stata attenta a non anticipare i potenziali cambiamenti di politica nel caso di una seconda amministrazione Trump, il timore è che alcuni aspetti di questo programma creino rischi al rialzo per l’inflazione.

Alla luce di questo atteggiamento di cautela, la Fed sembra destinata a rallentare il ritmo dell’allentamento da questo momento in poi, rimanendo in attesa almeno fino alla riunione di marzo del FOMC. In totale prevediamo solo tre tagli di 25 pb nel 2025, e in effetti i rischi sono orientati verso un numero ancora inferiore di interventi, dato che la mediana dei membri del FOMC prevede solo due tagli nella sintesi aggiornata delle proiezioni economiche.”

Whitney Watson, global co-head and co-chief investment officer of Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management

 “Sebbene la Fed abbia scelto di concludere l’anno con il terzo taglio consecutivo, il suo proposito per il nuovo anno sembra essere quello di un ritmo di easing più graduale. In base ai dati recenti più solidi, le previsioni del FOMC sull’inflazione e sulla disoccupazione sono state riviste al rialzo e il dot-plot vede ora solo due tagli nel 2025. Ci aspettiamo che la Fed scelga di saltare il taglio dei tassi di gennaio, prima di riprendere il ciclo di allentamento a marzo”.

Tiffany Wilding, Economista di PIMCO

  • Cosa è successo: Come previsto, la Federal Reserve ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base (bps), portandolo a un intervallo compreso tra il 4,25% e il 4,5%. La Sintesi delle Proiezioni Economiche (SEP) della Fed, che include le proiezioni relative al percorso atteso per il tasso sui federal funds nel lungo periodo, è stata un po’ più da falco di quanto ci aspettassimo. La Fed ha indicato che probabilmente abbasserà il tasso di riferimento solo altre due volte nel 2025, stando all’osservatissimo “dot plot” delle aspettative future sui tassi dei singoli membri.
  • Cosa significa: La Fed ritiene che il tasso attuale, pari al 4,3% e qualcosa, sia ancora restrittivo e ha quindi mantenuto una propensione al taglio. Tuttavia, Powell ha avvertito che con il recente stallo nei progressi dell’inflazione e la maggiore incertezza sulla politica fiscale e commerciale dovuta alla nuova amministrazione, è giustificato un approccio più cauto a ulteriori tagli.
  • Le prossime mosse: Dopo la riunione di ieri, riteniamo che l’appuntamento di gennaio possa rappresentare l’inizio di un periodo di attesa della Fed. Tuttavia, è ancora tendenzialmente orientata verso i tagli. Il presidente Jerome Powell ha sottolineato che, sebbene l’orientamento della politica sia significativamente meno restrittivo, è comunque restrittivo. Continuiamo a pensare che un ritorno ai rialzi sia un evento a bassa probabilità, ma la Fed vorrà vedere ulteriori progressi sull’inflazione o un aumento del tasso di disoccupazione prima di riprendere il ciclo di allentamento.

Daniel Siluk, Head of Global Short Duration & Liquidity e portfolio manager

 La Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 pb nella riunione di ieri, come atteso. Tuttavia, le proiezioni economiche sono coerenti con un orientamento decisamente “falco”, con solo due tagli dei tassi previsti per il 2025, segnalando una maggiore preoccupazione per il persistere o il riaccendersi dell’inflazione.

Per l’anno prossimo, infatti, le previsioni di inflazione sono state riviste al rialzo al 2,5% (dal 2,1%) e quelle di crescita economica ritoccate al 2,1% dal 2,0%, ma riviste al ribasso più in là nel tempo, con una crescita del PIL per il 2027 limata all’1,9% dal 2,0%. Questo suggerisce che una politica monetaria più restrittiva deve ancora farsi strada nell’economia.

L’interpretazione iniziale del mercato è stata “falco”, come dimostra l’appiattimento della curva dei rendimenti. La Fed sembra essere tornata a dare priorità ai rischi di inflazione rispetto alla disoccupazione, preparandosi a lasciare invariato il costo del denaro a gennaio e potenzialmente a una pausa prolungata al ciclo di tagli nel 2025, se le pressioni inflazionistiche persistono e l’economia rimane robusta.

Sei membri vedono ora il tasso di lungo periodo al 3,5%, rispetto ai 4 di settembre, e agli zero rispetto a due anni fa: questo evidenzia che il board pensa che il tasso “neutrale” sia più alto e che ci troviamo in un contesto di inflazione e di tassi strutturalmente più elevati.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.