L’arte contemporanea e l’intelligenza artificiale stanno intrecciando nuove possibilità creative, esplorando, attraverso la neuroestetica, il modo in cui concepiamo e interagiamo con le opere artistiche. Grazie a sperimentazioni tecnologiche basate sull’IA che danno vita a creazioni inedite, si esplorano linguaggi espressivi innovativi che offrono al pubblico esperienze artistiche senza precedenti.
Neuroestetica e fruizione delle opere d’arte
La neuroestetica esamina le relazioni fra le aree specializzate della corteccia visiva e la percezione di forme, movimenti e colori.
Padre della neuroestetica è considerato il neurobiologo Semir Zeki che dopo la pubblicazione del suo “The neurology of kinetic art” nel 1994, scritto in collaborazione con Matthew Lamb, ha dato il via ad una serie di studi “per comprendere le basi biologiche dell’esperienza estetica”, che hanno di fatto gettato le basi della disciplina.
Numero Cromatico un collettivo artistico fondato nel 2011
Uno degli esempi più calzanti che rappresenta questo nuovo modo di concepire la relazione tra uomo e macchina, è senza dubbio Numero Cromatico, il collettivo artistico che studia l’intersezione tra arte, neuroscienze e tecnologia, che utilizza l’intelligenza artificiale per creare opere che sfidano la percezione umana e ridefiniscono l’esperienza estetica, portando il pubblico a riflettere sul rapporto tra mente, dati e creatività.

Un approccio interdisciplinare
Il collettivo è composto da ricercatori con background in arti visive e neuroscienze che unisce competenze artistiche e scientifiche per esplorare l’intersezione tra arte e scienza con l’obiettivo di ridefinire e ampliare i confini della ricerca artistica, integrando teorie, metodologie e tecnologie scientifiche per affrontare le sfide contemporanee.
L’approccio interdisciplinare, che combina arte visiva, design, architettura e letteratura con conoscenze scientifiche in neuroestetica, psicologia sperimentale e studi digitali, consente di immaginare un mondo in cui le barriere tra tecnologia e creatività scompaiono, dando vita a nuove esperienze artistiche.
Per comprendere meglio riassumiamo alcuni aspetti chiave di questo approccio:
- Creazione artistica assistita dall’IA
Artisti utilizzano reti neurali e modelli generativi (come DALL·E, Midjourney e Runway ML) per produrre immagini, dipinti e sculture.
L’IA può suggerire composizioni, stili e colori basandosi su database di opere d’arte esistenti.
- Collaborazione tra uomo e macchina
Gli artisti non sono più solo creatori, ma curatori e programmatori dell’IA.
La creatività diventa un processo di co-creazione tra umano e macchina.
- Opere interattive e generative
Alcuni artisti, come Refik Anadol, creano installazioni immersive basate su dati e algoritmi in tempo reale.

L’IA può adattare le opere in base alle reazioni del pubblico o all’ambiente circostante.
Numero cromatico e l’arte neuroestetica
Numero Cromatico è un collettivo che unisce arte, neuroscienze e tecnologia per esplorare la percezione umana. Utilizzano l’IA per studiare come le persone reagiscono a diversi stimoli artistici e per creare opere che sfidano i confini tra emozione e dati.
Oltre alla produzione artistica, Numero Cromatico è editore di “Nodes – Journal of Art and Neuroscience”, una rivista di neuroestetica che rappresenta un punto di riferimento per ricercatori a livello internazionale. Il collettivo gestisce anche uno spazio sperimentale a Roma, dove presenta le proprie ricerche al pubblico.
Nel 2019, durante ArtVerona, Numero Cromatico ha condotto il primo esperimento di neuroestetica in una fiera d’arte in Italia, vincendo il premio i10 come Migliore realtà indipendente. Nel 2020, il collettivo ha vinto il bando Exhibit Program della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e il premio come Miglior spazio ibrido in Italia da Artribune.
Emanuela Zini
Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.

