Caravaggio torna a prendersi la scena a Roma a Palazzo Barberini con un’esposizione che rappresenta un viaggio straordinario attraverso la sua arte, che offre un’occasione unica di ammirare non solo i suoi capolavori più celebri, ma anche diversi dipinti raramente visibili e alcune delle sue opere ultimamente scoperte.

L’arte di Michelangelo Merisi ha segnato una vera rivoluzione, non solo nella pittura, ma nell’intero panorama culturale e sociale del suo tempo.

La mostra invita a riflettere sul cambiamento che Caravaggio ha portato nell’arte, dando vita a un nuovo modo di vedere e rappresentare la realtà.

Un viaggio nell’arte

L’esposizione è divisa in quattro sezioni, ognuna delle quali esplora un capitolo della  carriera dell’artista. Grazie a dipinti inediti e rare scoperte, il pubblico può vedere in quale modo Caravaggio ha rivoluzionato il panorama artistico, creando opere che ancora oggi continuano a stupire per la loro intensità emotiva e il loro realismo crudo.

I quattro segmenti tematici coprono un arco temporale di circa 15 anni della vita del pittore, dal suo arrivo a Roma nel 1595 fino alla sua morte nel 1610. Ogni sezione esplora un aspetto diverso della sua carriera, mettendo in luce i momenti di maggiore innovazione artistica e le opere più significative.

La sfida romana

La prima parte, “Debutto romano”, porta indietro nel tempo, ai primi anni di Caravaggio a Roma. Arrivato nella capitale intorno al 1595, l’artista si trovò ad affrontare le difficoltà di una vita precaria, sopravvivendo con espedienti e dipingendo per pochi soldi.

È proprio in questo periodo che iniziò a sperimentare, con la rappresentazione della realtà, un approccio che sarebbe diventato il marchio di fabbrica della sua arte.

Opere come “Mondafrutto” e  “Bacchino malato” testimoniano questo periodo di sperimentazione, durante il quale Caravaggio sviluppò uno stile che sfidava le convenzioni dell’epoca. Nel 1597, grazie all’incontro con il banchiere Francesco Maria del Monte, il pittore ottenne la sua prima grande commissione e iniziò a farsi strada nel mondo dell’arte romana. Questa sezione ospita anche la sua prima opera sacra di grande impatto: “San Francesco in Estasi”, commissionato da Ottavio Costa.

Ingagliardire gli oscuri

La seconda sezione, “Ingagliardire gli oscuri”, esplora il lato meno noto della produzione di Caravaggio: la sua ritrattistica. Sebbene Caravaggio fosse conosciuto principalmente per le sue scene sacre e mitologiche, le sue opere ritrattistiche sono altrettanto importanti, sebbene poche siano arrivate fino a noi.

La mostra offre l’occasione di vedere, per la prima volta, due versioni del “Ritratto di Maffeo Barberini” che evidenziano il talento di Caravaggio nel catturare la verità cruda dei suoi soggetti.

Accanto a questi quadri, sono esposti altri celebri ritratti, come quello di “Santa Caterina d’Alessandria”, e dipinti di figura intera, come “Giuditta che decapita Oloferne”.

La maturità artistica

La terza sezione, “Il dramma sacro tra Roma e Napoli”, è un’immersione nel periodo più maturo della carriera di Caravaggio, quando la sua arte si fa sempre più intensa e drammatica.

Qui vengono esposte alcune delle sue opere religiose più celebri, come la serie della cappella Contarelli, in cui l’artista affronta la vita e la morte con una forza mai vista prima. La sezione include anche opere realizzate durante il suo soggiorno a Napoli, dove Caravaggio esprime tutta la sua drammaticità, con l’”’Ecce Homo “ e la “Flagellazione”.

Finale di partita

Infine, la sezione “Finale di partita” si concentra sugli ultimi anni della vita dell’artista. Dopo un omicidio che lo costrinse a fuggire da Roma, l’artista passò gli ultimi anni della sua vita tra Napoli, Malta e la Sicilia, cercando disperatamente di ottenere il perdono per i suoi crimini e ritornare nella capitale. In queste ultime opere, come il “Martirio di Sant’Orsola “ e il “San Giovanni Battista”, Caravaggio esprime la sua lotta interiore e la sua necessità di espiazione.

Un Evento Straordinario

Questa mostra è un’opportunità imperdibile per scoprire l’arte di Caravaggio in tutta la sua complessità. Con prestiti da musei di fama mondiale, come il Museo del Prado, il Museo Thyssen-Bornemisza e il Detroit Institute of Arts, l’esposizione offre un’esperienza immersiva, che consente di esplorare l’evoluzione del pittore e il suo impatto duraturo sulla storia dell’arte. Un’ulteriore rarità è rappresentata da “Giove, Nettuno e Plutone”, l’unico dipinto murale di Caravaggio, che sarà visibile in questa occasione speciale.

La mostra celebra la grandezza dell’artista e  invita a riflettere sul suo spirito innovativo e sul suo contributo all’arte, offrendo una nuova chiave di lettura per comprendere il suo genio e il suo ineguagliabile impatto sulla pittura e sulla cultura del suo tempo. Un’esperienza che promette di lasciare un segno indelebile nei cuori degli appassionati d’arte di tutto il mondo.

Caravaggio 2025

Palazzo Barberini, Roma

7 marzo – 6 luglio 2025

a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi, Thomas Clement Salomon

 


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