Il mercato dell’arte globale attraversa una fase di rallentamento, ma attenzione: non è una crisi uniforme, né definitiva. Se è vero che i dati parlano di una contrazione nella fascia alta, è altrettanto vero che nuovi modelli, piattaforme ibride e collezionisti emergenti stanno alimentando una trasformazione vivace nei segmenti più accessibili del mercato.
Milano Art Week: tra qualità e nuovi format
A Milano si è appena conclusa un’edizione particolarmente riuscita della Art Week. Il calendario ha offerto mostre, eventi e inaugurazioni di alto livello, tra istituzioni, fondazioni e gallerie. Al centro, come sempre, miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, che ha riaffermato il proprio ruolo di punto di riferimento per il sistema italiano.

Il mercato sperimenta nuove vie
Ma a colpire è stato soprattutto il fermento parallelo: eventi come MEGA, piattaforma sperimentale in via di consolidamento; Parloir, progetto nomade e curatoriale che abita spazi diversi con artisti internazionali; e l’arrivo in città di MAZE, innovativa vetrina digitale e fisica che propone nuovi modelli di fruizione e collezionismo.
Queste realtà dimostrano che il mercato non si ferma: cambia pelle, trova vie nuove, sperimenta.
Uno sguardo globale: tra aste, dazi e numeri
Nel frattempo, il mondo continua a muoversi. Parigi inaugura una nuova stagione di aste internazionali, mentre gli Stati Uniti introducono dazi che influenzano (e preoccupano) i mercati finanziari legati all’arte. Tutto ciò mentre è stato appena pubblicato il Global Art Market Report 2025, realizzato da UBS e Art Basel, uno dei documenti più attesi dell’anno per comprendere le tendenze su scala globale.
I dati parlano chiaro: il mercato si è contratto nel 2024, in particolare nei comparti top-end, quelli delle opere milionarie. Meno vendite record, meno compravendite da capogiro. Ma non è tutta la verità.
Cresce la base dei collezionisti e delle vendite accessibili
Il dato più interessante è un altro: cresce il numero di acquirenti nei segmenti medio e medio-basso, e aumenta anche la quantità di opere vendute sotto i 50.000 dollari.
Si allarga la base dei collezionisti, anche grazie alla digitalizzazione, alle vendite online, alle proposte di artisti emergenti e alla capacità di gallerie e piattaforme di parlare un linguaggio nuovo, più aperto e meno elitario.

In sintesi: la crisi riguarda il vertice, non la piramide nel suo insieme
Chi sa interpretare il cambiamento, comunicare in modo efficace e costruire relazioni solide con un pubblico più ampio, ha ancora spazio per crescere.
Verso un nuovo equilibrio
Il 2025 si annuncia come un anno di transizione, in cui i player più innovativi — dai curatori indipendenti alle gallerie con una visione internazionale — possono ritagliarsi un ruolo da protagonisti.
Il mercato dell’arte non è fermo, sta solo cambiando ritmo.
Emanuela Zini
Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.

