L’economia indiana ha dimostrato una forza consistente negli ultimi 20 anni: +8,4% di crescita annua composta, con la prospettiva di diventare la terza economia più grande al mondo entro la fine di questo decennio.

A differenza, però, di quanto succede quando si verificano dinamiche simili, l’India ha conosciuto questo sviluppo senza creare forti squilibri macroeconomici e senza aumentare in modo consistente il proprio debito.

Secondo Bhuvnesh Singh, gestore del fondo Comgest Growth India di Comgest,

«le riforme strutturali, l’innovazione tecnologica e gli investimenti in infrastrutture stanno creando un ambiente adatto per le imprese e gli investitori. Il quadro è favorevole, con una minore dipendenza dal commercio, il calo dei prezzi del greggio e una politica monetaria espansiva sotto forma di iniezioni di liquidità e tagli dei tassi».

MOLTI CAMBIAMENTI IN ATTO

Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a diversi cambiamenti, che hanno avuto un impatto sul tessuto economico e hanno attirato investimenti esteri che, nell’ottica della strategia China plus one, hanno trovato in India un mercato dove potere diversificare la propria produzione. Non è un caso che, grazie anche al programma Pli (Production linked incentive), lanciato nel 2020, c’è stato un incremento della produzione manifatturiera ad alta specializzazione. Oggi il 25% degli I-Phone viene assemblato in India.  A ciò si aggiunge una sempre maggiore digitalizzazione del Paese e una crescente urbanizzazione che «favoriscono aziende innovative e resilienti, capaci di adattarsi alle nuove sfide globali», sostiene sempre il portfolio manager. A oggi, circa 900 milioni di persone utilizzano i telefoni cellulari e, con il calo del costo dei dati, si sta assistendo, oltre a un aumento dei pagamenti digitali, a una proliferazione di applicazioni.

CAPITALIZZARE LA CRESCITA

«Il mercato azionario indiano offre numerose opportunità a chi cerca di capitalizzare questa crescita. In questo contesto, gli investitori possono trovare opportunità interessanti puntando su società con fondamentali solidi, potenziale di crescita sostenibile e vantaggi competitivi duraturi. La diversificazione tra molti settori e aziende può aiutare a ridurre i rischi e a cogliere le molteplici sfide e opportunità di un’economia in rapido sviluppo», sostiene Bhuvnesh Singh. Le valutazioni azionarie non sono a buon mercato, ma sono sostenute dalla crescita: gli utili per azione crescono a doppia cifra e il tasso medio di redditività del capitale proprio (Roe) è del 15% rispetto al 9,8% per i mercati emergenti nel loro complesso.

 

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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav