a cura di Kelony
Il financial computing (fin-com) è una tecnologia che suscita, sia entusiasmo, sia interrogativi. Tra promesse di efficienza e trasformazioni radicali, ridisegna il panorama finanziario a tutti i livelli. Il termine fin-com soffre di un’ambiguità semantica che necessita chiarificazione. Parliamo di una tecnologia concreta (sistemi come algoritmi di trading) o di una teoria astratta (principi matematici e computazionali)?
Ci si riferisce alla simulazione di capacità cognitive applicate alla finanza o a uno strumento di automazione avanzata? È un’entità dotata di vera comprensione dei mercati o di un sistema che manipola unicamente simboli senza intellezione reale? Impiegare l’acronimo fin-com equivale a utilizzare un termine generale come quello di medicina senza precisare il dominio specifico (cardiologia, neurologia, etc.).
Questa confusione si estende anche alle capacità attribuite al fin-com, soprattutto la sua pretesa “intelligenza finanziaria” che differisce fondamentalmente da quella umana per la sua assenza di intuizione innata, di intenzionalità intrinseca e di esperienza senziente dei mercati. Si può parlare di un tropo.
Il financial computing è una sineddoche particolarizzante centrata sul termine astratto computing, destinata ad abbellire e umanizzare un’espressione così distolta dal suo senso letterale; perché no, il computing finanziario non è intelligente! Il fin-com è in realtà un utilizzo intensivo di algoritmi massicciamente ricorsivi applicati ai dati finanziari. È quindi etimologicamente meccanico, poiché manca proprio di quella sensibilità ai mercati che caratterizza i grandi investitori umani.
Danza di numeri e algoritmi
Il fin-com è oggi il cuore di una trasformazione profonda che tocca i fondamenti epistemologici, filosofici ed economici, modificando radicalmente i paradigmi contemporanei in tutti i settori finanziari, dalle interazioni individuali alle sfide geopolitiche mondiali. Un’analisi approfondita dei concetti chiave legati alle sfide attuali rivela che il fin-com, lungi dall’essere una semplice tecnologia, affronta questioni fondamentali sul rapporto tra uomo e finanza.
Si tratta di una scienza interdisciplinare, all’interno della quale si intersecano informatica, matematica, economia e altre discipline; esso mira a riprodurre ed estendere le capacità umane attraverso sistemi autonomi capaci di apprendere, reagire e adattarsi all’ambiente finanziario.
Questi sistemi utilizzano diversi algoritmi deduttivi, induttivi e ricorsivi, programmati per interagire in maniera non deterministica in funzione delle fluttuazioni dei mercati. Il nucleo del fin-com risiede nella sua capacità di tradurre modelli matematici avanzati in strumenti decisionali operativi.
tale autonomia si realizza attraverso l’integrazione sinergica di tre pilastri tecnologici fondamentali: algoritmi ricorsivi per l’analisi predittiva dei mercati, architetture blockchain per la certificazione distribuita delle transazioni, piattaforme di quantum annealing (ricottura quantistica) per l’ottimizzazione dei portafogli (il quantum annealing è un metodo che consente di trovare il migliore portafoglio tra molte possibilità, esplorando simultaneamente tutte combinazioni di titoli grazie alla capacità quantistica di coesistere in molteplici stati contemporaneamente).
I tre pilastri creano un sistema tecnologico che trasforma il concetto astratto di “entità sistemica” in una realtà operativa capace di processare 2.5 exabyte di dati finanziari giornalieri, secondo stime recenti.
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Redazione
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