Gli investimenti sistematici non sono certo una novità: sono presenti sul mercato da qualche decennio. Si tratta di processi basati su regole, quindi rigorosi e coerenti, che fanno riferimento o tracciano indici con specifiche caratteristiche di rischio e rendimento. A parlare di questo tema è Sophie Scott, head of international portfolio specialists, di Allspring Global Investments.
Perché riconsiderare proprio ora gli investimenti sistematici?
«Innanzitutto, una premessa. Il team con cui lavoro è stato costituito alla fine degli anni ’90 e l’investimento sistematico non è certo una novità recente: rappresenta un approccio che è sempre stato valido. Le ragioni per cui stiamo vedendo aumentare l’interesse nei confronti di questi prodotti sono diverse. Una di queste è l’importanza di avere una strategia che aiuti a diversificare l’allocazione in mercati la cui performance si è concentrata intorno a uno stretto numero di titoli. Un’elevata esposizione all’indice pone l’investitore in una posizione estremamente vulnerabile in caso di inversione del trend. Il bisogno emerge proprio nei casi nei quali c’è stato un ampio uso di investimenti tramite soluzioni passive o estremamente attive. A ciò va aggiunta la necessità da parte degli investitori di equilibrare il rapporto tra i costi di gestione e i ritorni ottenuti. In Allspring Global Investments crediamo che l’investimento sistematico sia un modo efficiente per avere un’esposizione ai mercati guadagnando un po’ di alfa tramite l’aumento del tracking error, ma con un elevato controllo del rischio. Tutto ciò con un profilo di costi contenuti per una soluzione di investimento che si colloca a metà tra i prodotti passivi e quelli attivi. Inoltre, questo approccio ci permette di fornire un certo grado di prevedibilità agli investitori».
Perché la strategia sistematica potrebbe essere la risposta a questo bisogno al posto, ad esempio, di un Etf attivo?
«Dal nostro punto di vista è un modo molto valido per diversificare un portafoglio esistente nel quale sono presenti componenti passive e attive. Il nostro vantaggio competitivo risiede nell’approccio quantamental, che sfrutta i migliori aspetti degli strumenti quantitativi con analisi fondamentali. I modelli quantitativi offrono un’ampia gamma di opportunità per identificare potenziali candidati all’acquisto e alla vendita, mentre le nostre analisi fondamentali ci aiutano a gestire il rischio e a incorporare informazioni difficili da misurare. Inoltre, uno dei nostri punti di forza è il coinvolgimento al 100% dei nostri gestori di portafoglio in tutti gli aspetti del processo di ricerca. Questo fatto porta a due vantaggi distinti: in primo luogo, combiniamo la ricerca empirica con l’applicazione pratica e, in secondo luogo, si ha una conoscenza approfondita del funzionamento dei nostri modelli e di come reagiscono in diverse condizioni. Per quanto riguarda la domanda sugli Etf attivi, penso che la risposta sia legata a quale tipo di veicolo si ritenga più adatto all’interno del proprio portafoglio».
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Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

