Debito giapponese, si prevede un percorso a ostacoli. L’ondata di ribassi che ha investito i titoli di Stato giapponesi (JGB) è stata marcata, spingendo gli operatori a chiedersi se ci sarà un intervento da parte delle autorità. L’analisi nel JPM Bond Bulletin

Il debito giapponese è in gran parte detenuto da investitori nazionali (oltre il 90% è detenuto da istituzioni locali, come la Banca del Giappone, banche commerciali e assicurazioni), il che significa che è meno esposto alle pressioni degli investitori esteri. Tuttavia, questa stabilità potrebbe essere messa a rischio in futuro, poiché l’invecchiamento della popolazione giapponese riduce progressivamente il risparmio interno, costringendo potenzialmente lo Stato a fare affidamento su investimenti esteri.
Di recente, i JGB a lungo termine sono diventati sempre più dipendenti dagli investitori esteri: i dati di dicembre pubblicati dalla Japan Securities Dealers Association (JSDA) mostrano che le assicurazioni sulla vita giapponesi hanno venduto ingenti quantità di titoli di Stato a lungo termine. Oltre alle preoccupazioni fiscali, l’ondata di vendite di settimana scorsa sulla parte lunga è stata anche una reazione all’asta di titoli a 20 anni, evento tipico nei cicli di asta.
Un’offerta più contenuta prevista per le aste di febbraio potrebbe quindi contribuire a stabilizzare la curva: le autorità giapponesi si stanno infatti adoperando per correggere gli squilibri tra domanda e offerta. Il Ministero delle Finanze ha ridotto l’emissione complessiva dei JGB a cedola per l’esercizio finanziario 2026 e ha ridimensionato le emissioni a lungo termine di circa il 40% rispetto al picco. Un rafforzamento dei mercati azionari potrebbe sostenere ulteriormente questa misura, in quanto un ribilanciamento dei flussi potrebbe far aumentare la domanda di titoli di Stato giapponesi a lungo termine.
Sebbene il rapporto debito/PIL del Giappone rimanga tra i più elevati a livello globale, il Paese è l’unico grande mercato sviluppato ad aver migliorato sensibilmente la propria posizione fiscale negli ultimi anni, soprattutto grazie a pressioni inflazionistiche che hanno incrementato il gettito fiscale e la crescita del PIL nominale.
Tuttavia, le preoccupazioni fiscali sono riemerse da quando Sanae Takaichi è diventata primo ministro e, più di recente, si sono intensificate in seguito all’annuncio ufficiale di elezioni anticipate previste per l’8 febbraio. Takaichi, che gode di un elevato indice di gradimento personale, è nota per sostenere una politica fiscale espansiva e sta portando avanti una campagna per un taglio biennale dell’imposta sui beni alimentari e la fine dell’austerità fiscale.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

