Equity Europa, l’ennesima falsa partenza? Gli investitori mostrano, nella migliore delle ipotesi, un atteggiamento tiepido nei confronti dell’Europa. L’analisi del team di Wellington Management

È vero che nel 2025 le azioni europee hanno sovraperformato il mercato statunitense, ma il sentiment complessivo resta debole, poiché l’Europa è stata fonte di delusioni ricorrenti. Tuttavia, riteniamo che i ripetuti falsi inizi non debbano impedire agli investitori di considerare cosa potrebbe andare per il verso giusto ed esplorare come ciò potrebbe modificare il posizionamento complessivo di portafoglio.
Da una prospettiva multi-asset, la tesi d’investimento sull’Europa oggi si articola su due fronti. La regione offre l’opportunità di diversificare gli attivi rischiosi allontanandosi da un mercato statunitense eccessivamente concentrato e di coprire parte dei rischi associati al deterioramento del quadro istituzionale degli Stati Uniti. Il contesto di fondo sta lentamente cambiando in meglio dopo un lungo periodo di crescita inferiore al potenziale, con segnali ancora timidi che l’Europa stia iniziando a prendere sul serio la necessità di attuare riforme a lungo rinviate.
Principali elementi a favore:
Normalizzazione del panorama bancario
Incrementi di produttività grazie all’IA
Rafforzare l’autonomia strategica e la competitività
Tuttavia, i rischi non sono scomparsi. Al contrario, l’Europa resta fragile sotto diversi profili. Ma, nel complesso, la narrativa appare più costruttiva.
Numerosi “se” potrebbero far deragliare la ripresa nascente, ma il basso livello delle aspettative di mercato implica che anche miglioramenti marginali potrebbero generare un significativo potenziale di rialzo.
Come l’Europa, il Giappone ha sofferto ripetuti arretramenti e un prolungato sentiment negativo. Tuttavia, siamo positivi sul Giappone da alcuni anni, poiché il passaggio a un regime di crescita nominale più elevata ha coinciso con un miglioramento della governance societaria e con riforme strutturali a livello micro, fattori che hanno sostenuto il rendimento del capitale proprio e gli utili aziendali.
Principali elementi a sfavore:
Crescente concorrenza dalla Cina
Crescenti pressioni demografiche
Incertezza geopolitica
Anche piccoli passi dell’Europa verso una maggiore integrazione, una deregolamentazione più intelligente e una maggiore apertura alle operazioni di M&A transfrontaliere potrebbero creare fattori favorevoli a livello micro simili a quelli già in atto in Giappone.
Nel frattempo, riteniamo che l’accelerazione del cambiamento di regime in Europa offra già un ampio margine ai gestori attivi per cogliere il potenziale di rialzo, puntando sui principali beneficiari del cambiamento di regime e al contempo mitigando l’esposizione verso imprese o settori che potrebbero risultare relativamente penalizzati.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

