a cura di Mark William Lowe
Quando nel 2016 è morto l’ex presidente despota dell’Uzbekistan, Islam Karimov, rimasto in carica per 27 anni, gli è succeduto l’allora primo ministro Shavkat Mirziyoyev. All’inizio non ci furono grandi cambiamenti, tuttavia, col passare del tempo, il nuovo leader ha cominciato gradualmente a introdurre una serie di misure che avrebbero aperto quella che fino a poco tempo fa era una delle nazioni più isolate del mondo.
Il primo segnale di quale fosse la visione del nuovo presidente per il futuro dell’Uzbekistan è arrivato nel 2018, quando, con una mossa del tutto inaspettata, Mirziyoyev ha sostituito il capo dei servizi di sicurezza interna, limitando drasticamente i poteri della funzione. La sorprendente decisione ha segnato la fine dell’era Karimov e il primo passo verso un futuro più aperto e democratico. Da questo momento in poi sono state introdotte alcune importanti riforme che hanno accelerato il ritmo del cambiamento del paese.
VERSO LA DEMOCRAZIA
Un vero e proprio segnale in questa direzione è arrivato con le elezioni del dicembre 2019. Quando l’elettorato uzbeko è andato alle urne il 22 dicembre per eleggere la camera legislativa, gli osservatori hanno notato che per la prima volta la consultazione si è svolta in modo equo e trasparente. La chiamata alle urne è avvenuta in base a una legge elettorale recentemente approvata che, sebbene fosse stata considerata un importante passo avanti in termini di processo democratico, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa aveva criticato richiedendo ulteriori perfezionamenti. Ciononostante, le elezioni hanno visto una percentuale di votanti che ha raggiunto quasi il 70% e sono avvenute senza grandi interruzioni o problemi tecnici. Dei 20,5 milioni di elettori registrati, oltre il 10% votava per la prima volta. Una caratteristica particolarmente interessante della nuova legge elettorale è che almeno il 30% dei candidati di un partito deve essere costituito da donne. Nella consultazione dello scorso dicembre, le candidate erano più del 40%, con la nomina di 20 di loro in parlamento.
Negli ultimi 100 anni, prima sotto il comunismo sovietico e poi sotto la dittatura, il parlamento dell’Uzbekistan non ha mai avuto alcun potere reale e non è mai stato apertamente criticato. Sebbene la presidenza continui a svolgere un ruolo predominare, la nuova legislatura, che ha avuto mandato dal presidente di avviare e attuare le riforme, sarà la prima a operare in un contesto in cui l’elettorato si aspetta di vedere risultati tangibili ed è libero di criticare apertamente la classe politica, cosa che precedentemente era impensabile.
SPINGERE GLI INVESTIMENTI
Sebbene fosse un paese lontano e praticamente sconosciuto, in meno di due anni questo stato dell’Asia centrale ha beneficiato di un fortissimo aumento degli investimenti stranieri diretti. Il fenomeno ha riguardato diversi settori come la chimica, la generazione di energia e il credito al consumo. La forza trainante del radicale aumento degli investimenti esteri è la convinzione che la visione di Mirziyoyev per l’Uzbekistan continuerà a essere attuata e che il governo neoeletto sosterrà il presidente in questo suo progetto. Gli investitori sono confortati dalla posizione del leader su questioni come l’eliminazione della corruzione, la delega dei poteri al parlamento e l’invito a tecnocrati stranieri incaricati di fornire consigli per riformare l’economia.
Conscio della necessità di incoraggiare e facilitare gli investimenti diretti esteri, nel 2018 il presidente Mirziyoyev ha presieduto alla stesura di una proposta strategica per lo sviluppo di «misure per il miglioramento del contesto per gli investimenti nella Repubblica dell’Uzbekistan». Parte della politica di miglioramento è stata approvata ed è diventata una componente del quadro legislativo alla fine dello scorso dicembre. La legge su «Gli investimenti e le attività di investimento» prevede una serie di meccanismi di sostegno agli operatori economici, inclusa l’introduzione di una procedura assimilabile a quella dello sportello unico, che mira a ridurre la burocrazia e facilitare l’operatività, diminuendo drasticamente il numero di organi statali che, in precedenza, dovevano essere contattati per le licenze e le autorizzazioni. È importante sottolineare che la legge introduce un nuovo meccanismo, strutturato a più livelli, per la risoluzione delle controversie. Per quanto non sia perfetto, offre chiarezza procedurale e pone tutte le parti coinvolte su un piano di parità. L’indice “Ease of doing business” della Banca Mondiale ha assegnato all’Uzbekistan un punteggio di 69, migliore di quello del Vietnam e dell’Indonesia, e più elevato di quello degli stati vicini, come il Kirghizistan e il Tagikistan. In termini di corruzione, pur rilevando un miglioramento, Transparency International colloca l’Uzbekistan al 158° posto su 180 paesi nell’indice che misura la percezione della corruzione
I PROGETTI COMUNI
Durante i primi sei mesi del 2019 la Cina ha superato la Russia ed è diventata il principale partner commerciale dell’Uzbekistan, con un valore di scambio di 3,52 miliardi dollari rispetto ai 2,53 della Russia. Lo scorso anno, durante un incontro con una delegazione uzbeka a Pechino, il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato l’importanza di una collaborazione nell’iniziativa Belt and Road. Entrambi i paesi desiderano aumentare le loro opportunità di business e, per questo motivo, la creazione di una linea ferroviaria attraverso il vicino Kirghizistan per integrare l’attuale collegamento stradale, è stata uno dei principali punti all’ordine del giorno della riunione. Per aumentare gli scambi e la cooperazione, il ministero degli investimenti uzbeko e quello per il commercio estero cinese hanno pianificato l’apertura di un ufficio di rappresentanza in Cina, che avrà il compito di coordinare i progetti di investimento e cooperazione commerciale, economica, finanziaria e tecnica che sono stati approvati. Mentre la cooperazione con la Cina aumenta, alcuni osservatori rilevano però che la presenza di Pechino in Uzbekistan porta il forte rischio che si traduca in influenza politica.
Le discussioni con Tokyo hanno portato a piani per realizzare una serie di progetti comuni con il Giappone. Si parla di oltre 6 miliardi di dollari che mirano a favorire una cooperazione bilaterale in settori diversi, come la generazione di energia e l’agricoltura. Durante la sua visita a Tokyo nel dicembre dello scorso anno, Mirziyoyev ha ufficialmente invitato il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, in Uzbekistan. Sebbene una data precisa debba ancora essere confermata, la visita di Shinzo Abe durante il 2020 sottolineerà l’importanza che Tokyo attribuisce a un ulteriore sviluppo delle relazioni con l’Uzbekistan. All’interno delle intese raggiunte in occasione dell’incontro, il leader uzbeko ha concordato la fornitura al Giappone di uranio per un valore superiore a un miliardo di dollari a partire dal 2023.
Nel settore bancario, lo scorso dicembre, il gruppo Tbc Bank di Londra ha annunciato l’intenzione di lanciare una serie di prodotti di credito al consumo in Uzbekistan. Approfittando della crescente liberalizzazione del mercato e di una domanda sempre maggiore di finanza, Tbc offrirà finanziamenti ai clienti per l’acquisto di beni di consumo nel settore dell’elettronica e dell’arredamento. L’ambizioso piano della banca è di espandere la sua rete a 50 punti di attività entro la fine del 2020.
Anche il gigante americano Procter & Gamble, che ha aperto nel paese una rete di distribuzione nel 2017, si dice che stia per iniziare la produzione di prodotti in Uzbekistan. Secondo il ministero locale degli investimenti e del commercio estero, le recenti discussioni hanno portato a risultati positivi, anche se non sono stati forniti dettagli su quali prodotti verrebbero realizzati. Gli incontri sono stati tenuti dopo la partecipazione di Procter & Gamble, insieme ad altre aziende americane, a una missione commerciale in Uzbekistan guidata dal Dipartimento Usa del commercio. La conclusione è stata che, grazie a una serie di riforme, l’Uzbekistan sta attraversando un periodo di rapidi cambiamenti e che le condizioni per investire risultano molto interessanti. Lo scorso agosto l’ambasciatore Usa in Uzbekistan ha dichiarato: «Sempre più aziende americane stanno esplorando le opportunità del mercato uzbeko. Incoraggiamo contatti più profondi e più ampi tra gli Stati Uniti e settori privati uzbeki».
GUARDARE AL FUTURO
Mentre il clima economico sta rapidamente diventando sempre più favorevole allo sviluppo dell’attività gestita da privati, una serie di riforme è ancora necessaria se l’Uzbekistan vuole raggiungere il suo pieno potenziale. L’elettorato, pur godendo di un livello di espressione finora sconosciuto, si aspetta che i legislatori agiscano e producano risultati concreti su una serie di questioni critiche. Attualmente una delle domande più urgenti per i politici e i responsabili di Tashkent è l’adesione all’Unione economica eurasiatica guidata dalla Russia, che riunisce, oltre a Mosca, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan in un mercato unico integrato di 180 milioni di persone che potrebbe potenzialmente apportare una serie di vantaggi all’Uzbekistan. Con i suoi bassi costi di manodopera e il suo potenziale di produzione, il paese è ben posizionato per beneficiare di una più stretta integrazione con i membri dell’Unione. Esiste, tuttavia, una serie di preoccupazioni politiche che i legislatori dovranno esaminare e decidere nel corso del 2020.
Le elezioni di dicembre hanno dimostrato che il processo democratico è su una traiettoria positiva, ma per il momento il sistema politico rimane in gran parte autocratico. Mentre il presidente Mirziyoyev promuove il concetto di trasformare il parlamento in una «vera scuola di democrazia», resta da vedere quanto egli sarà tollerante nei confronti di un’opposizione non di comodo e fino a che punto e quanto velocemente oserà andare.
Redazione
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