di Heidi Foppa

L’abbiamo affermato spesso: ogni investimento genera un impatto sulla società. Come investitori, abbiamo il potere e la responsabilità di gestire questo impatto per ottenere i risultati che riteniamo preziosi, sia per la società, sia per i nostri investimenti.

Ci sono cinque ambiti che riguardano la sostenibilità, la salute e l’inclusione sociale, che hanno la necessità di essere spinti con investimenti privati e pubblici: l’agricoltura sostenibile, l’economia circolare, la mobilità sostenibile, le infrastrutture e l’innovazione. Gli impact investor sono impegnati da sempre in questi campi e operano prevalentemente nei mercati privati. 

La Svizzera è tra le nazioni più avanzate nella ricerca, sviluppo, gestione e promozione di un approccio sostenibile e tematico agli investimenti. Il paese ha assunto un ruolo di primo piano nel comparto degli impieghi di capitali che promuovono lo sviluppo, da intendere come percorso di miglioramento della situazione sociale, ambientale e/o economica nei paesi sottosviluppati e in quelli emergenti, mirando contestualmente a un ritorno finanziario. Secondo uno studio di Swiss sustainable finance, la Svizzera globalmente gestisce quasi un terzo dei prodotti di investimento.

Banchieri visionari

Le banche private, gli investitori e i portfolio manager ginevrini sono stati spesso veri e propri pionieri in questo campo, forse perché visionari e, allo stesso tempo, consapevoli che investire vuole dire assumere rischi ed essere aperti a una continua evoluzione. Questo approccio sta alla base di tante organizzazioni internazionali che sono impegnate a sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso un dialogo continuo e un cospicuo investimento, tanto da fare diventare la piazza finanziaria di Ginevra tra le più innovative in questo ambito.

La maggior parte delle società, dalle più piccole alle più grandi, ha sviluppato diverse soluzioni d’impatto in stretto dialogo con esperti e clienti, allo scopo di rendere scalabili e liquide alcune iniziative. Gli esempi sono diversi: da Lombard Odier che, attraverso un fondo di fondi alternativo sostiene da anni parecchie di queste iniziative finanziate dai propri clienti private, a Union Bancaire Privée (Ubp), che ha sviluppato il suo primo fondo Ubam Positive Impact Equity nel 2018 e ha appena lanciato uno strumento equity liquido e accessibile a un vasto gruppo di investitori che si focalizza sui mercati in via di sviluppo, La strategia di Ubp è elaborata da un team di esperti e con figure professionali esterne, competenti in materia di sostenibilità e impact investing. Tra questi Jake Reynolds, direttore esecutivo del Cambridge institute for sustainability leadership, Kanini Mutooni, Md di Europa, Medio Oriente e Africa per Toniic, la rete d’azione globale per gli investitori a impatto, e Tony Juniper, presidente di Natural England, agenzia ufficiale per la conservazione della natura del governo del Regno Unito, attivista, scrittore e consulente per la sostenibilità, nonché direttore esecutivo per advocacy e campagne per il Wwf-Regno Unito. 

Governance innovativa

L’esempio di Ubp rappresenta una soluzione di ultimissima generazione ed è sostenuta da una governance innovativa basata sulla diversità e sulla collaborazione. Sembra integrare tutti i principi e i criteri cruciali e promettenti per selezionare, investire, gestire e ottimizzare l’impatto corrispondente ai principi dell’impact investing. L’accento viene posto sulle aziende innovative con un forte potenziale di crescita che stanno cercando di promuovere un cambiamento positivo. Gli investimenti iniziali riguardano le aziende coinvolte nelle energie rinnovabili e nello stoccaggio di energia, nella rivoluzione dei trasporti, nell’innovazione, nelle assicurazioni vita e salute e nella microfinanza.

Metodo e trasparenza

Nella gestione di Ubam Positive Impact Equity, Ubp implementa la metodologia proprietaria di punteggio Imap (Intenzionalità, materialità, addizionalità, potenzialità), che analizza l’intensità di impatto di ogni azione, cui è assegnato uno score massimo di 20; un punteggio di 12 è la soglia minima per l’accettazione nel portafoglio e viene monitorato e documentato. 

Questo sistema di punteggio è al centro del processo di investimento e consente di valutare l’intensità di impatto delle società in esame.

Il processo Imap di Ubp si articola su quattro principi:

• Intenzionalità: le aziende candidate devono mostrare un chiaro percorso e una chiara evoluzione dei modelli di business adottati.

• Materialità: la percentuale dei ricavi derivante da aree che generano un impatto positivo.

• Addizionalità: l’unicità di un’azienda per brevetti, tecnologie complesse e posizionamento sul mercato.

• Potenzialità: il prodotto o il servizio offerto devono avere un impatto significativo e diventare un punto di svolta.

Nella relazione dell’attività di gestione del fondo sono riportati tutti i dati statistici, i rischi finanziari, nonché quelli extra-finanziari quali il punteggio Imap. Viene evidenziato anche lo sviluppo della performance, della sostenibilità, della gestione operativa delle società investite e il relativo profilo Esg. Tutto ciò permetterà di valutare in futuro il profilo di rischio-rendimento-impatto del gestore e della strategia.

I criteri Esg non sono più sufficienti per sostenere un cambiamento positivo e per analizzare le opportunità in merito: ora bisogna avere il coraggio di investire in nuove iniziative e assumere rischi (tipica attitudine dell’impact investor) senza attendere un track record di cinque anni: potrebbe essere troppo tardi!


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Redazione

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