a cura di Mark William Lowe

Da quando ha rilevato il suo primo caso di Covid-19 più di quattro mesi fa, la risposta della Cambogia all’emergenza sanitaria è stata esemplare, anche se, purtroppo, la pandemia ha generato un disastro economico. In termini di crescita, negli ultimi 10 anni il Regno di Cambogia ha costantemente raggiunto un livello superiore al 7%, ma le previsioni per il 2020 vanno da una contrazione del Pil dell’1,6% a una possibile espansione del 2,3%, nella migliore delle ipotesi. 

Nonostante l’Asian Development Bank, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale abbiano stime diverse tra loro, tutti e tre gli istituti concordano sul fatto che l’impressionante sviluppo economico del paese sarà temporaneamente bloccato dagli effetti della pandemia.

L’Asian Development Bank attribuisce al rallentamento delle principali economie avanzate e della Cina, insieme alla riduzione dell’accesso ai mercati d’esportazione, i fattori chiave che hanno bloccato lo sviluppo della Cambogia. Tuttavia, la buona notizia, per questa nazione del Sud-est asiatico con poco più di 16 milioni di abitanti, è che i tre istituti internazionali sono fiduciosi che il 2021 vedrà un rimbalzo positivo del Pil. Secondo Sunniya Durrani-Jamal, direttore dell’Asian Development Bank per la Cambogia, se la pandemia si concludesse e l’attività si normalizzasse «l’economia della Cambogia dovrebbe rimbalzare al 5,7% nel 2021».

Il sogno che non muore

Per diversi anni la Cambogia ha sperato che gli investimenti nello sviluppo delle concessioni petrolifere avrebbero contribuito a diversificare un’economia fortemente dipendente dalle esportazioni di abbigliamento. Negli ultimi 10 anni, diversi investitori stranieri, tra cui Chevron e China Petroleum Holdings, hanno avviato una serie di incontri con il governo di Phnom Penh allo scopo di firmare accordi che consentano l’estrazione di petrolio e gas. Finora non sono stati fatti progressi e, a oggi, le speranze cambogiane sono riposte in un accordo con KrisEnergy, una società con sede a Singapore.

I passi avanti sono stati lenti, ma positivi, e hanno portato il primo ministro Samdech Techo Hun Sen ad annunciare, lo scorso novembre, che «la nostra prima goccia di petrolio sarà estratta nel 2020». Mentre la dichiarazione del primo ministro esprimeva fiducia, gli osservatori hanno notato, con disappunto, che la data precisa in cui dovrebbe iniziare la produzione è rimasta una sorta di mistero.

Aggiungendo la sua voce alle previsioni ottimistiche del primo ministro, Meng Saktheara, il segretario di stato per le miniere e l’energia, ha specificato che il greggio estratto da KrisEnergy verrà venduto sul mercato internazionale, poiché i piani per la prima raffineria di petrolio del paese sono ancora in fase di sviluppo.

Per più di un decennio la Cambogia ha sognato di utilizzare le entrate derivanti dallo sfruttamento delle riserve di petrolio e gas per investire in infrastrutture di cui il paese necessita, come strade, ponti, sistemi di irrigazione ed elettricità, nonché in servizi sanitari e istruzione.

Si tratta di sogni che attualmente restano tali non solo a causa di ritardi operativi, ma anche per la mancanza di chiarezza sulla legislazione che regolerà, sia la tassazione, sia lo status della compagnia petrolifera del paese e su come si relazionerà con gli investitori stranieri.  A infrangere ulteriormente le speranze di entrate imminenti derivanti dalle attività di estrazione e dalle vendite di petrolio, c’è il prezzo della materia prima che è crollato e non mostra alcun segno di tornare ai livelli pre-crash.

Un futuro digitale

Anche se l’inizio è stato piuttosto lento, Phnom Penh ha ben compreso che la tecnologia e le telecomunicazioni sono fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del paese e, a questo fine, il governo ha compiuto sforzi tangibili per accelerare il lancio di una rete 5G e una serie di servizi digitali.

Un esempio particolarmente interessante è il nuovo sistema di registrazione delle imprese online. Pur riconoscendo che il paese ha costantemente ottenuto un punteggio basso, in base all’indice sulla facilità di fare affari, nel giugno di quest’anno il governo ha lanciato un sistema online che promette di ridurre i tempi necessari per avviare un’azienda da tre mesi a soli otto giorni.

L’esecutivo spera che, tagliando la burocrazia e migliorando le infrastrutture di telecomunicazioni, ci sarà un boom nello sviluppo del business online.

Nell’ultimo decennio il settore dell’e-commerce in Cambogia è stato caratterizzato da una rapida crescita. I miglioramenti nell’accedere a internet e la diminuzione dei costi hanno già portato a risultati significativi e Pan Sorasak, il ministro del commercio del paese, crede fermamente che nel futuro il comparto si rafforzerà ulteriormente.

Tuttavia, la maggior parte degli investimenti effettuati nelle telecomunicazioni sono limitati alle principali aree urbane, in particolare la capitale. Affinché le start-up cambogiane e le società già affermate nell’e-commerce e nei servizi elettronici possano raggiungere pienamente il loro potenziale, la connettività dei sistemi di informazione e telecomunicazioni (Tic) deve essere migliorata nelle aree rurali. Nonostante i dubbi emersi a livello globale sul fornitore di rete cinese, nell’aprile 2019, in accordo con i principali operatori mobili del paese, il governo cambogiano ha firmato un accordo con Huawei Technologies. La società aiuterà il paese a costruire la sua rete 5G e gli esperti prevedono che, oltre agli e-service e all’e-commerce, vi sarà un aumento degli abbonamenti ai servizi digitali come video streaming e gaming. Tutto ciò, tuttavia, dipenderà dal ritorno alla crescita economica e dalla capacità del paese di fare fronte ai debiti e alla disoccupazione che l’attuale pandemia ha prodotto.

Finanza e assicurazioni

Nonostante l’attuale crisi, la borsa valori della Cambogia è in espansione, con una delle più grandi banche nazionali del paese, Acleda, che è stata quotata nell’aprile di quest’anno. Inaugurato nel 2011, il Cambodia Securities Exchange rimane di dimensioni estremamente modeste, con solo una mezza dozzina di società quotate che, oltre ad Acleda, includono un’azienda di abbigliamento, due porti di proprietà statale e una zona economica speciale. L’elemento incoraggiante è che, nonostante il basso livello di alfabetizzazione finanziaria del paese e l’attuale situazione economica, nel giorno della quotazione di Acleda quasi 2.500 investitori ne sono diventati azionisti.

Ulteriori quotazioni sono improbabili a breve termine, perché nel paese c’è carenza di società che abbiano i requisiti di ammissibilità in borsa. Ciononostante, tra le speranze legate all’introduzione di un solido sistema Tic, c’è anche quella che la prossima matricola sul mercato possa essere una società appartenente al settore tecnologico.

Gli sviluppi positivi nel settore finanziario sono stati accompagnati da risultati incoraggianti nel ramo assicurativo. A metà giugno Manulife Cambodia ha versato il primo pagamento di un premio nella storia del settore assicurativo vita nel paese.

Nel 2012 Manulife è diventata la prima compagnia di assicurazione sulla vita di proprietà interamente straniera a entrare nel regno. Il livello di interesse per i prodotti distribuiti è dimostrato dal fatto che, dopo pochi mesi dall’ingresso nel mercato cambogiano, la società era attiva e sottoscriveva polizze assicurative sulla vita.

Altre società, da allora, sono entrate in quello che si è rivelato un tessuto particolarmente ricettivo e le previsioni continuano a puntare verso un progressivo sviluppo del settore e un aumento del numero di soluzioni assicurative offerte a privati e aziende.

Conclusioni

Come affermato in precedenza, le infrastrutture in Cambogia richiedono investimenti di gran lunga maggiori e, per il momento, le tanto sperate entrate derivanti dall’estrazione e dalla vendita di petrolio e gas rimangono un sogno. Con ogni probabilità il paese dovrà focalizzarsi nell’incoraggiare maggiori investimenti stranieri nei settori dei trasporti e, in particolare, dell’energia.

In termini di relazioni con l’estero, la Cambogia ha legami regionali e internazionali ben consolidati: Cina, Vietnam e Tailandia sono tutti partner importanti, mentre la Corea del Sud, l’India e l’Unione Europea stanno aumentando i loro rapporti commerciali con il regno.

Tuttavia, per garantire maggiori investimenti esteri diretti, rimane la necessità di introdurre una serie di importanti riforme del quadro legislativo e fiscale. Per quanto riguarda l’obbligo di garantire maggiore trasparenza e facilità di fare affari, la situazione richiede un notevole miglioramento: l’indice di facilità di fare business della Banca Mondiale colloca la Cambogia al 144° posto su un totale di 190 paesi, mentre nell’indice di percezione della corruzione di Transparency International si classifica al 162° posto tra i 198 stati monitorati.


Unknown's avatar
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.