La pandemia ha cambiato il modo di vivere e non lo ha fatto solo attraverso il distanziamento sociale. La necessità di riorganizzare la propria vita, sia nella ridefinizione delle modalità dei rapporti con l’esterno, sia nella gestione del proprio tempo, ha letteralmente catapultato milioni di persone nel futuro. Forse non tutti se ne sono accorti, ma l’era digitale è diventata il contesto quotidiano per centinaia di milioni di persone ed è difficile pensare che la situazione possa ritornare a quella prima dell’emergenza Covid-19. La dipendenza da internet, forzata dalla situazione, non sarà un fenomeno transitorio, ma diventerà un’abitudine acquisita nel gestire le relazioni e nell’interfacciarsi con l’esterno. Alcuni degli aspetti che caratterizzano i millennials, la generazione digitale, si stanno trasferendo anche ad altre fasce della popolazione e ciò avrà conseguenze importanti nella ridefinizione della modalità e della tipologia dei consumi e delle stesse attività economiche.

Secondo una recente inchiesta condotta del Pew Research Center, il 53% degli americani afferma che internet è stato essenziale durante l’epidemia di Covid-19, mentre il 34% lo descrive come un servizio importante, ma non vitale. Rimane il problema del divario digitale, ovvero il gap tra coloro che hanno o non hanno accesso alla tecnologia, e che può ostacolare la capacità delle persone di completare le attività quotidiane o persino i compiti scolastici. Anche in Italia si è verificata un’impennata del traffico internet. Secondo un’analisi fatta dall’azienda tecnologica Akamai, a causa dello smart working, delle lezioni da remoto e dei servizi di streaming e di intrattenimento, il traffico su internet da fine febbraio a fine marzo 2020 è aumentato del 30%: solitamente la crescita mensile si assesta intorno al 3%.

Un’analisi dei dati forniti da due data provider, SimilarWeb e Apptopia, condotta dal New York Times sull’uso di internet negli Stati Uniti, rivela che c’è stato un utilizzo diverso dei dispositivi tecnologici che sono diventati strumenti di lavoro, gioco e vita sociale. E il fenomeno non ha riguardato solo i dispositivi mobili, ma anche i Pc dove, ad esempio, Facebook, Netflix e YouTube1 hanno visto i numeri degli utenti sui siti web aumentare in modo importante.

La pandemia ha avuto effetti tragici sulle vite umane e ha generato una necessità di adattamento che «indipendentemente dalla generazione, (…) ha comportato un improvviso cambiamento nelle abitudini, con molte aree della vita quotidiana che sono passate rapidamente da offline a online», commenta Goldman Sachs Asset Management in un suo recente report. «La popolazione più anziana, che potrebbe non avere mai utilizzato il servizio online per la consegna di cibo a domicilio o l’e-commerce in generale, sta iniziando ad avvicinarsi alla nuova tecnologia per necessità; milioni di bambini in tutto il mondo hanno avuto aule scolastiche sostituite dalle lezioni online; molte forme di interazione sociale si sono traferite online: dalle relazioni personali ai quiz nei pub, al bere o guardare film insieme e tutto ciò che riguarda il mondo degli affari. C’è un nuovo livello di dipendenza da internet e dai nostri dispositivi mobili che riguardano molte sfaccettature della vita quotidiana. Pensiamo che questo nuovo bisogno e la familiarità con la navigazione nel mondo online dureranno oltre l’attuale crisi».

Anche il mondo dell’impresa ha dovuto affrontare il cambiamento imposto dalla pandemia e verificare con mano l’effettiva capacità di avere saputo innovare il proprio modello di business o di essere pronti a farlo celermente. Certamente potere trasferire alcune attività online, su dispositivi tecnologici, non può valere per tutti i tipi di industria, ma avere saputo digitalizzare alcuni processi di gestione, costituisce un punto di forza nell’affrontare, all’improvviso, una fase complessa come quella attuale. Ma non solo. Se si pensa a come sono cambiati i modi di vivere delle persone durante il periodo di lockdown e che alcune di queste nuove abitudini si consolideranno nel tempo, si può dedurre che le aziende che hanno anticipato questi trend diventeranno più resilienti. Probabilmente, avere una strategia digitale diventerà un fattore discriminante per l’acquisizione di quote di mercato, per crescere e per difendersi anche da situazioni di crisi che potrebbero riproporsi nel futuro.

L’adozione da parte di altre generazioni delle innovazioni che caratterizzano i millennials è uno dei principi guida del portafoglio azionario Goldman Sachs Global Millennials Equity Portfolio di cui Laura Destribats è co-portfolio manager. È probabile, quindi, sostiene Gsam, che ci sarà una forte accelerazione dell’online living, causato dalla diffusione del virus, anticipandone di diversi anni l’adozione rispetto a quelle che erano le precedenti aspettative. Ovviamente questo trend è rappresentato all’interno del portafoglio e ciò che emerge è che la maggioranza delle partecipazioni è in attività con modelli di business online, molti dei quali stanno attualmente registrando un consistente aumento della domanda di bene e/o servizi. Avere una strategia digitale è un elemento fondamentale, che nel tempo dovrebbe premiare le aziende che ne sono dotate.

Per questo motivo, se si analizza il fondo, si può rilevare che circa il 70% delle società è esposto a questo trend direttamente o indirettamente. Il peso maggiore, circa il 172%, è costituito da aziende legate all’e-commerce e i dati più recenti evidenziano l’esplosione del traffico in rete di questo periodo. «Il sito di Amazon ha riportato un incremento di oltre il 30% anno su anno. I fornitori di generi alimentari online sono stati sopraffatti dalla domanda: il leader del mercato britannico Ocado, ad esempio, ha parlato di “una quantità sbalorditiva di traffico”, mentre in Cina si prevede un aumento del 60% per il 2020 rispetto al +29% del 2019». Circa il 15% del portafoglio è investito in titoli legati al traffico dati: sono aziende della telefonia, di reti wireless e che si occupano di realizzare le infrastrutture. I social media e l’online entertainment pesano attorno al 10% ciascuno. 

I trend recenti, anche in questo caso, sono rilevanti: «Snap ha riportato il numero record di Snapchat e chat di gruppo, con videochiamate in aumento di oltre il 50% a marzo rispetto al mese precedente e Facebook ha registrato un boom del 1.000% nelle telefonate di gruppo e un aumento del 70% nell’uso delle sue app. In Cina durante le prime due settimane di febbraio, le gaming app scaricate hanno fatto registrare un aumento del 40% rispetto alla media di tutto il 2019. Lo streaming video statunitense è aumentato dell’85% nelle prime tre settimane di marzo». Il tema working online occupa circa il 7% del portafoglio. I dati recenti mostrano infatti una forte crescita della domanda: Slack Inc ha riportato un forte incremento delle richieste del suo workplace software e lo stesso lo si può dire per Teams di Microsoft3. «Il provider di videoconferenza aziendale Zoom ha registrato un aumento di quasi il 200% degli utenti attivi giornalieri a marzo». 

Un altro tema presente nel fondo è l’healthy living (circa il 4%), nei confronti del quale la sensibilità dei consumatori è elevata. Basti pensare, ad esempio, che in Cina «Nike ha riportato che gli utenti delle sue app di allenamento sono aumentati dell’80% in tre mesi alla fine di febbraio» e, secondo alcune stime, c’è stato un forte incremento delle attrezzature per allenamenti individuali e di vitamine.

Si sta assistendo a un vero e proprio cambio di paradigma, causato dalla diffusione della pandemia, che riguarda tutte le generazioni. I cambiamenti dei modi di vita e dei valori di cui i millennials si sono fatti espressione stanno conoscendo un’accelerazione forzata da un accadimento drammatico e diventano sempre più temi d’investimento per il futuro.


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav