Secondo il 32° Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes su temi che riguardano aspetti dell’attualità politica, economica e sociale, è aumentata la presenza degli animali da compagnia nelle case degli Italiani. Il 39,5% ha almeno un animale domestico (erano il 33,6% nel 2019 e il 32,4% nel 2018). Alla domanda “possiede animali domestici?” un quinto del campione, il 20,7%, afferma di averne uno, il 9,6% fa sapere di averne due, il 5,6% rende noto di averne tre, il 3,6% ne ha più di tre, mentre il 60,5% non ne possiede. I monogenitori con figli sono in assoluto la tipologia familiare che più spesso ha in casa almeno un animale domestico e rappresentano il 30% del campione intervistato, cui segue il 20,7% delle coppie con figli, il 18,6% delle persone che vivono da sole e il 14,6% delle coppie senza figli. Di fronte alla domanda “quanto spende, mediamente, al mese per il suo (i suoi) animale domestico?”, il campione interpellato fornisce le risposte che seguono: il 32,8% risponde “da 31 a 50 euro”, il 28,7% “da 51 a 100 euro”, il 22,4% “meno di 30 euro”, il 9,7% “da 101 a 200 euro”, il 4,3% “da 201 a 300 euro” e il 2,1% “più di 300 euro”. C’è un forte incremento per la voce di spesa che si attesta tra 51 e 100 euro mensili. 

Negli ultimi vent’anni si è assistito al cambiamento del ruolo degli animali domestici: dalla fase di umanizzazione si è passati a quella di “parentizzazione”. Sono considerati veri componenti della famiglia dei quali prendersi cura e cui sono estese alcune pratiche che erano esclusive dell’uomo. Si parla sempre più di benessere, salute, alimentazione e prevenzione anche per gli animali. Il 25,8% degli italiani acquista integratori alimentari per i propri compagni domestici, il 22,2% alimenti biologici e il 13,1% farmaci omeopatici. 

Il fenomeno descritto nel rapporto Eurispes è riscontrabile a livello mondiale. Secondo Global market insight, il pet market, così come viene comunemente chiamato, raggiungerà dimensioni di circa 269 miliardi di dollari entro il 2025. Nello stesso arco di tempo, a livello regionale, gli Stati Uniti sono attesi in crescita del 3,5%  e la Cina del 14% (crescita annua composta). Gli Usa sono attualmente il mercato più importante: 95,7 miliardi di dollari nel 2019 e sono attesi a 99 miliardi per l’anno in corso (fonte American pet product association).  Il boom che l’industria ha conosciuto negli ultimi anni sembra destinato a continuare. 

Secondo Allianz Global Investors, «in un mondo caratterizzato dalla crescente diffusione dei fenomeni della digitalizzazione e dell’urbanizzazione, è frequente il desiderio di ritrovare il contatto con la natura; anche i fattori demografici sostengono l’aumento della domanda di pet. Tutti amano gli animali, dagli anziani ai millennial. Anche i mercati emergenti svolgono un ruolo importante: al crescere del reddito aumentano coloro che possono permettersi di avere un animale, con conseguente crescita significativa della domanda». 

Il rapporto tra uomini e animali si snoda nel corso della storia e si è articolato in base alle esigenze che lo hanno determinato: di sopravvivenza, di convivenza e di necessità. La crescita sempre maggiore della presenza degli animali d’affezione nella vita dell’uomo è probabilmente spiegata dal benessere che quest’ultimo ne trae. Ci sono studi scientifici che, ad esempio, dimostrano che quando il cane e l’uomo interagiscono socialmente in entrambi aumentano i livelli di ossitocina, l’ormone che interviene all’interno delle relazioni sociali e psicologiche e li alimenta in positivo. E tante altre analisi potrebbero essere citate per dimostrare i benefici reciproci nel rapporto uomo-animali domestici, tanto che in molti casi il proprio “pet” è considerato come un familiare o addirittura un figlio. 

UNA NUOVA DOMANDA

Questo cambiamento nel rapporto tra uomo e animale domestico ha generato una nuova domanda di prodotti e servizi sempre più dedicati alla cura del “pet” che vanno dall’alimentazione alle cure veterinarie, dalle terapie biotecnologiche alla farmacologia. Basti pensare che  gli utili di Nestlé del 2019 sono stati trainati da Purina, la divisione di cibo per animali. Le maggiori attenzioni nei confronti degli animali da compagnia si è poi allargata dalla sfera della salute anche a quella della responsabilità, che vede un trend in crescita di polizze assicurative per rispondere dei danni o dei problemi provocati dagli animali.

La pet economy è un fenomeno in espansione che, forse, sarà rafforzato anche dalla recente esperienza di distanziamento sociale causata dalla pandemia. Molti animali hanno fatto compagnia a persone sole o offerto la possibilità di guadagnarsi qualche libertà a chi se ne prende cura. Gli anziani, i baby boomer, ma soprattutto i millennial, mostrano una sensibilità crescente nei confronti degli animali da compagnia dettata anche dagli stili di vita assunti. 

La recessione in corso rallenterà questo trend? La storia passata dimostra che, nonostante la crisi, la spesa per gli animali domestici non è diminuita, anzi ha dimostrato un andamento opposto. Al culmine della crisi finanziaria, in particolare negli anni 2007, 2008 e 2009, le statistiche in Usa mostrano un aumento costante: 41,2 miliardi di dollari, 43,2 e 45,3 rispettivamente.


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav