Intervista a Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia


L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrappesare?
Crediamo che l’arrivo dell’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, abbia avuto un impatto notevolmente positivo per i mercati finanziari italiani.
Riteniamo, infatti, che le capacità da economista e da diplomatico di Mario Draghi possano convincere gli operatori delle piazze finanziarie a tornare a investire in Italia.
La nostra view è che i settori migliori nell’era Draghi saranno quello industriale e quello finanziario. Il comparto industriale perché l’ex numero uno della BCE chiuderà molti dei dossier ancora aperti e mai chiusi dai precedenti governi.
Draghi utilizzerà il modello economico dello Stato “Regolatore” e cercherà di aiutare il recupero della redditività delle imprese sane prima della pandemia coronavirus.
Il settore finanziario e soprattutto quello bancario sarà sostenuto dall’esecutivo Draghi per tre ragioni: una riduzione dello spread btp/bund che favorirà gli asset in pancia degli istituti italiani, una maggiore efficienza nella gestione dei crediti deteriorati (i cosiddetti non performing loans), un aumento degli incentivi per un consolidamento nel settore agevolando nuovi matrimoni e fusioni (i principali attori saranno i soliti noti Unicredit, Banca Mps, Banca Bper e Banco BPM).
Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?
Per i mercati obbligazionari il nuovo presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi significa reputazione e credibilità internazionale. Ci aspettiamo che la considerazione degli investitori nei confronti dell’Italia possa cambiare radicalmente.
Riteniamo che il rischio Paese possa ridursi drasticamente, facendo diminuire soprattutto lo spread tra i rendimenti dei bond italiani a dieci anni con quelli spagnoli e portoghesi.
Quello spread che prima dell’avvento di Draghi si attestava sui 60 punti base ci aspettiamo che possa essere annullato. Consigliamo le scadenze medio/brevi perché su quelle a lungo termine ci potrebbero essere delle tensioni legate all’aumento delle aspettative di inflazione.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

