Prende vita al Museo Poldi Pezzoli di Milano un’interessante mostra dedicata ad Andrea Solario (1465-1524), un pittore del Rinascimento lombardo la cui vivacità culturale lo ha distinto per abilità tecnica e per sensibilità artistica. Un aspetto caratteristico dell’opera di Solario è il suo uso innovativo del colore. La sua tavolozza presenta tonalità ricche e vibranti, spesso caratterizzate da un’eccellente luminosità. Solario riusciva a creare effetti di profondità e volume attraverso l’uso sapiente delle sfumature e delle ombre, utilizzando la tecnica dello sfumato, che permetteva transizioni dolci e naturali tra i colori. La sua abilità nel mescolare e sovrapporre colori ha contribuito a dare una sensazione di tridimensionalità ai suoi soggetti.

Inoltre, l’uso di dettagli minuziosi nei tessuti e nelle superfici riflette una ricerca di realismo, che ha come obiettivo non solo l’estetica, ma anche la trasmissione di emozioni e narrazioni. Le sue opere, come i ritratti e le scene religiose, sono caratterizzate da una qualità di luce che conferisce ai soggetti una vita quasi palpabile.

Solario ha viaggiato per l’Europa, con una tappa significativa in Francia, dove ha avuto l’opportunità di confrontarsi con altre tradizioni artistiche. Questi viaggi hanno arricchito il suo stile, permettendogli di assimilare tecniche e idee provenienti da diverse scuole pittoriche. L’influenza della pittura fiamminga, ad esempio, è evidente nel suo lavoro, in particolare nella resa realistica delle texture e negli effetti di luce, che richiamano le tecniche dell’olio tipiche della regione. Interagendo con artisti di altre aree culturali, Solario ha portato elementi innovativi al Rinascimento lombardo, contribuendo alla formazione di uno stile più intenso e diversificato.

Fondi&Sicav ha intervistato Alessandra Quarto, direttrice del Museo Poldi Pezzoli che ospita la mostra del pittore lombardo, che si svolgerà dal 26 marzo al 30 giugno..

Come descriverebbe la pittura di Andrea Solario?

«Il colore è uno degli elementi distintivi dell’artista ed è questa la ragione per cui abbiamo intitolato la mostra “La seduzione del colore”. È molto più di una semplice esposizione, è un progetto scientifico che punta a riscoprire l’artista attraverso analisi diagnostiche avanzate e restauri accurati.  Al Museo Poldi Pezzoli abbiamo otto dipinti di Solaro che, insieme alle opere prestate dal Louvre e da altre collezioni, rappresentano la storia del maestro, dalla giovinezza fino alla maturità. Molte opere dell’artista sono conservate in Italia tra collezioni pubbliche e private, ma la maggior parte dei suoi lavori è all’estero. Al Louvre, ad esempio, troviamo più di 10 opere che vennero eseguite per committenti francesi. La celebrazione del 500enario della morte di Solario è stata l’occasione per siglare una partnership scientifica con il Museo del Louvre che ha concesso in prestito sei opere che non hanno mai lasciato il territorio francese. Altri prestiti significativi sono stati concessi dal British Museum e dalla National Gallery di Londra».

Qual è il contesto in cui l’artista è vissuto?

«È stata un’epoca incredibile per la città di Milano. Allora, c’era un grande fermento artistico e in città lavoravano artigiani con abilità incredibili. La Corte sforzesca ha rappresentato forse il momento di maggiore fama e produzione artistica del periodo. I nostri maestri viaggiavano e portavano la loro arte in Francia, in Inghilterra… Solario è stato chiamato in Francia perché all’epoca era il più importante esponente della corrente di Leonardo. A tale proposito, voglio raccontare un aneddoto che mi ha molto colpita.  Analizzando il libro dei conti di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, abbiamo scoperto che il valore d’acquisto delle opere di Solario era molto più alto di quello di un dipinto di Botticelli o di Piero della Francesca. Ci è sembrato quindi davvero un riconoscimento importante organizzare questa esposizione che punta i riflettori su un pittore che oggi è poco conosciuto (l’ultima monografia su di lui, redatta da David Alan Brown, è un po’ datata), ma che porterà la sua luce nel nostro museo».

Cosa avete scoperto sulle tecniche di esecuzione del pittore?

«Grazie a un’approfondita campagna diagnostica, condotta con le attrezzature mobili del Cnr di Firenze, Perugia, Catania e Milano, i dipinti di Andrea Solario sono stati sottoposti a radiografie, riflettografie e analisi a infrarossi, che hanno svelato dettagli inediti sulle tecniche esecutive e sui materiali utilizzati dal maestro. Questi studi, messi a confronto con quelli condotti in Francia dal Centro per la ricerca e il restauro dei Musei di Francia, offrono nuove interpretazioni sull’uso del chiaroscuro leonardesco e delle cromie smaltate tipiche dell’artista. In parallelo, sei opere sono state restaurate: cinque a Milano, tra le quali il “Ritratto di Gentildonna” del Castello Sforzesco e una al Louvre, dove la “Madonna del Cuscino Verde” ha ritrovato la sua originale luminosità».

Dopo la bellissima mostra che ha riunito il polittico agostiniano di Piero della Francesca, il Poldi Pezzoli, un luogo forse poco conosciuto di Milano, ricomincia a essere un punto di riferimento per l’arte?

«Il Poldi Pezzoli possiede collezioni incredibili che forse negli anni non sono state valorizzate a sufficienza. Gian Giacomo Poldi Pezzoli aveva un gusto straordinario e sapeva scegliere molto bene ciò che acquistava. Ha raccolto dipinti, sculture, ma anche tanti oggetti di arti decorative, porcellane, vetri, orologi ai quali presto dedicheremo degli spazi speciali».

Alcune sale del museo hanno subito i bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. State pensando a un recupero di questi spazi?

«Molte sale sono state distrutte. Il nostro intento è ricostruirle per ritrovare l’allure che il fondatore del museo aveva saputo dare agli spazi espositivi rifacendosi a immagini dell’epoca e lavorando per restituire la loro identità che, sono certa, metterà ancora più in evidenza le collezioni».

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Emanuela Zini

Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.