In questo periodo transitorio possono esserci ancora opportunità di investimento. House View sul quarto trimestre dell’anno e commento di Michael Grady, Head of Investment Strategy e Chief Economist di Aviva Investors
La maggior parte delle economie sviluppate affronterà una recessione nel corso del prossimo anno, poiché le banche centrali continueranno a inasprire la politica monetaria per far fronte all’inflazione elevata e persistente.
La priorità dei governi rimane al momento la riduzione dell’inflazione. Il rallentamento economico o la possibile recessione vengono infatti ritenuti come un prezzo da pagare in questa fase.

L’entità della flessione dovrebbe tuttavia essere modesta in quanto i bilanci del settore privato sono solidi, non rendendo necessario un significativo de-leveraging e ridimensionamento.
Tuttavia, le previsioni per la crescita rimangono al ribasso, soprattutto nei mesi invernali, quando l’impatto dei prezzi elevati dell’energia e della limitazione dell’offerta, in particolare in Europa, si farà sentire maggiormente.
L’effetto del grave shock dell’offerta a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina continua ad essere rilevante. Ma le banche centrali ritengono che sia necessario limitare la crescita della domanda, portandola al ritmo di un’offerta al momento ridotta, contrastando così l’impulso inflazionistico fondamentale che ora sta aggravando l’impatto causato esclusivamente dall’impennata dei prezzi dell’energia.
La combinazione tra rallentamento della crescita, inflazione elevata e politica restrittiva delle banche centrali rappresenta una dura sfida per i mercati finanziari.
Il prossimo anno l’inflazione dovrebbe diminuire, ma i rischi restano elevati. È probabile che i mercati rimangano volatili fino a quando le condizioni di base non si orienteranno in modo più deciso verso la normalità.
Michael Grady, Head of Investment Strategy e Chief Economist di Aviva Investors, ha dichiarato:
“Per gli asset market che si erano abituati al denaro a basso costo e alla liquidità illimitata, sarà necessario un impegnativo periodo di adattamento al nuovo scenario. Ci vorrà un po’ di tempo prima che ciò avvenga, anche se in questo periodo transitorio possono esserci ancora opportunità di investimento.”
“Preferiamo un leggero underweight sulla duration, in quanto i rischi di inflazione superano quelli di recessione. Siamo sostanzialmente neutrali sull’equity, con l’aumento dei rendimenti reali che mette ulteriormente sotto pressione i multipli. Prevediamo inoltre revisioni al ribasso delle aspettative sugli utili nei prossimi trimestri.
“Siamo neutrali sul credito, dove riteniamo che il prezzo degli spread high yield rifletta correttamente il rischio di recessione. Anche se la tendenza è ancora quella di un ulteriore ampliamento da qui in avanti. Il rendimento complessivo dei titoli investment grade li rende relativamente interessanti.
Per quanto riguarda le valute, continuiamo a preferire un overweight del dollaro USA grazie alla maggiore resistenza economica e all’inflazione di base più elevata negli Stati Uniti”.
Redazione
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