Azioni di bilanciamento monetario

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Le banche centrali stanno avviando manovre di bilanciamento per preparare i mercati all’allentamento delle misure di emergenza. Generali Investment

L’economia USA, spinta da un massiccio stimolo fiscale, prosegue la fase di ripresa ma lo slancio della crescita sta ora virando verso l’Europa. Dopo la contrazione invernale, l’area euro ha iniziato a beneficiare di un forte rimbalzo. L’accelerazione nelle vaccinazioni e il calo nelle infezioni consentiranno un allentamento delle restrizioni pandemiche. I consumatori attingeranno ai loro risparmi in eccesso, mentre l’ampio sostegno fiscale negli Stati Uniti e in Europa, insieme all’aumento degli investimenti, fornirà ulteriore sostegno.

Inflazione e stimolo fiscale

L’inflazione è in aumento, anche a causa di un payback tecnico dettato, in parte, dal repentino calo dei prezzi di un anno fa. Tuttavia, con il grande stimolo fiscale negli Stati Uniti, aumentano anche i rischi che un forte aumento della domana comporta.

Le offerte di lavoro hanno raggiunto nuovi record e alcuni settori hanno già registrato una pressione salariale al rialzo ed indicano difficoltà a trovare profili adeguati. La Fed assume che le pressioni sui prezzi causate da colli di bottiglia e i vincoli nelle catene di approvvigionamento si dimostreranno transitori, ma gli investitori ne sono meno certi.

Per ora la Fed ritiene prematuro ogni accenno ad un possibile tapering nei suoi acquisti mensili di obbligazioni per 120 miliardi di dollari USA. Ma il verbale della riunione di aprile ha mostrato le prime crepe all’interno del FOMC.

I mercati rimangono vigili. Gli asset rischiosi hanno registrato un modesto aumento a maggio, coerente con la nostra posizione tattica, ma solo dopo battute d’arresto temporanee e picchi di volatilità.

Le valutazioni elevate scontano tassi costantemente bassi e acquisti prolungati di obbligazioni da parte delle banche centrali. La BCE ha di recente segnalato, nuovamente, il rischio di tassi di interesse più elevati anche per le obbligazioni societarie, il cui rendimento per unità di durata è vicino ai minimi registrati dopo la Grande Crisi Finanziaria, nonostante il releveraging delle imprese.

Le banche centrali devono agire con molta attenzione

I responsabili politici ne sono consapevoli e procederanno con cautela. In modo incoraggiante, i recenti  annunci di inizio del tapering da parte della Bank of Canada e della Bank of England non hanno causato alcuna turbativa del mercato.

Mentre i “falchi” della BCE spingeranno per la rimozione delle misure di emergenza, recenti interventi accomodanti da parte del presidente Lagarde e di altri esponenti suggeriscono che la BCE procederà con molta attenzione nel ridurre il suo programma PEPP all’incontro del 10 giugno, nel quale probabilmente sottolineerà la flessibilità nell’utilizzo dei quasi 800 miliardi di euro residuali della dotazione PEPP. Prevediamo che la riunione del FOMC del 16 giugno sarà piuttosto tranquilla, ma la Fed potrebbe iniziare a discutere del possibile tapering alla conferenza di Jackson Hole, in agosto.

Dopo il picco di inflazione in primavera, durante l’estate ci aspettiamo un’accelerazione della ripresa occupazionale, che potrà avere un impatto sulla posizione della Fed.

Il peso dei tassi reali

A livello di valutazioni di mercato, sono i tassi reali a contare maggiormente. L’aumento delle prospettive d’inflazione è tanto meno dannoso quanto più alti sono i potenziali guadagni nominali in grado di compensare un maggiore tasso di sconto.

A questo proposito, con la maggior parte dell’aumento nei rendimenti attribuito all’inflazione attesa, il rimbalzo dei rendimenti da inizio anno è meno preoccupante.

Ci aspettiamo che l’aumento dei rendimenti in aumento sia parzialmente sostenuto anche dal rialzo dei rendimenti reali con la ripresa e la forte emissione di obbligazioni. Ma le banche centrali rimarranno attente nel prevenire picchi troppo alti nei rendimenti reali.

Preferenza agli asset più rischiosi

Prevedendo un ulteriore aumento dei rendimenti in un contesto generale ancora di supporto per gli utili e per la propensione al rischio, manteniamo la nostra preferenza per asset più rischiosi con un sovrappeso nel credito e nelle azioni, rispetto ai titoli governativi.

All’interno dell’azionario, preferiamo l’Europa rispetto agli Stati Uniti per le più attraenti valutazioni e una composizione settoriale più favorevole (maggiore peso di settori Value come i finanziari, che tendono a sovraperformare a fronte dell’aumento dei rendimenti).

Manteniamo anche una preferenza per la liquidità ed una durata più breve nel reddito fisso. In un contesto di ampia ripresa globale, prevediamo un ulteriore ribasso del dollaro americano.

 

 

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