Innovare le strategie gestionali puntando su soluzioni che sfruttino le competenze dei protagonisti dell’industria per intercettare i trend in grado di generare alfa.
È questa l’idea sviluppata da Banca Generali per allargare le maglie della diversificazione dei portafogli con soluzioni alternative a quelle tradizionali. Un’idea che oggi la banca private guidata da Gian Maria Mossa ha declinato in quattro strategie che stanno dando ottimi risultati.
«Abbiamo iniziato nel 2018 questo progetto di innovazione che ci ha visti introdurre per primi in Italia il concetto di advisory industriale nella gestione di alcuni comparti della nostra sicav Lux Im. Si tratta di soluzioni che si focalizzano in particolare su trend secolari di grande interesse per via dello straordinario potenziale di crescita», commenta Mario Beccaria, responsabile dell’asset management di Banca Generali. «La nostra idea è stata creare strategie i cui investimenti sono guidati da comitati tecnico/scientifici in cui mixiamo le competenze in specifici ambiti dell’economia reale offerte dagli advisor industriali con l’expertise dei gestori della nostra fabbrica lussemburghese nella valutazione finanziaria delle società e del mercato».
QUATTRO STRATEGIE
Le strategie sviluppate da Banca Generali con questo approccio sono al momento quattro e si concentrano su segmenti economici dal grande potenziale di sviluppo. Tra questi c’è sicuramente il mondo delle energie rinnovabili, settore che soprattutto in Europa vivrà una forte crescita nei prossimi anni, anche grazie al piano green dell’Unione guidata da Ursula von der Leyen.
Non a caso, uno dei comparti di Banca Generali che stanno performando meglio è proprio il Lux Im Green Energy, che concentra la propria strategia di investimento su player industriali e finanziari in grado di catturare i principali trend tecnologici e di mercato nell’ambito della green energy.
Sviluppato in partnership con un primario operatore indipendente di energia solare, Solar Ventures, questo comparto ha ottenuto un ritorno superiore al 100% nel 2020, grazie a una asset allocation tattica che punta su un mix tra titoli a elevata capitalizzazione (tra il 20% e 40% del portafoglio), titoli a bassa capitalizzazione (tra il 25% e il 50%) e fondi tematici (tra il 10% e il 30%).
Redazione
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