La risposta della BCE al coronavirus delude i mercati, BTP sotto pressione. I commenti di Carmignac, Janus, Schroders, Natixis, Franklin Templeton e Candriam
Didier Saint-Georges, managing director e membro del comitato strategico di investimento di Carmignac
– La buona notizia è che Christine Lagarde è stata molto onesta. La cattiva notizia è stata quello che aveva da offrire.
– Predefinire l’ammontare del QE, nonostante la sua “flessibilità”, può essere facilmente interpretato come una forte riluttanza a fare di più, che naturalmente è stata confermata con il messaggio che i limiti non saranno stati messi in discussione a breve.
– “Nessun taglio dei tassi”: è molto difficile non interpretare questa affermazione come un giudizio che i tassi abbiano raggiunto il loro limite inferiore, nonostante le affermazioni contrarie.
– E, naturalmente, la reiterata affermazione che ciò che è veramente necessario è “una risposta di politica fiscale ambiziosa, coordinata e immediata” è un doppio riconoscimento del fatto che la politica monetaria è ormai impotente e che un approccio coordinato di natura sia monetaria che fiscale non è oggi in discussione.
Oliver Blackbourn, Multi-Asset portfolio manager di Janus Henderson Investors
“Sull’orlo dell’esaurimento, ma ancora impegnata nel tentativo di dare sostegno all’area euro, la BCE, oggi, ha fatto quello che poteva. Ha garantito liquidità alle banche, pagandole per incrementare le operazione di prestito. Ma una popolazione che non può spendere perché i negozi sono chiusi – cosa che sta accadendo in Italia – non ha bisogno di credito. L’obiettivo principale deve essere quello di evitare le inadempienze, aiutando sia le aziende che i consumatori a superare la situazione attuale. Altri 120 miliardi di euro di quantitative easing potrebbero aiutare i mercati obbligazionari degli Stati periferici, sebbene sembri che i titoli di Stato italiani non abbiano ricevuto il promemoria. Inoltre pare difficile prevedere con quale rapidità gli acquisti di asset si tramuteranno in prestiti alle imprese in un mercato del credito che funziona a malapena.
In passato i governi dell’Eurozona hanno ignorato le richieste di riforme strutturali della BCE, ma forse questa volta ascolteranno la richiesta di ricorrere a stimoli fiscali. Tuttavia, i segnali di un approccio coordinato tra la BCE e i principali governi dell’Eurozona sono stati davvero pochi. I mercati sembrano intenzionati a forzare una risposta mentre continuano a registrare cali. Non bastano le indicazioni che la Germania possa abbandonare la sua posizione di bilancio, attualmente in pareggio; i mercati vogliono un’azione decisa e la vogliono ora. Dal 2011 si teme la frattura del potere all’interno della zona euro e sono proprio le situazioni di crisi come questa quelle che gli investitori temono. Analogamente alla situazione politica degli Stati Uniti, i mercati possono solo sperare che, con l’aggravarsi della crisi, i politici saranno costretti a superare le loro divergenze e a trovare un modo per presentare una risposta unitaria”.
Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist, Schroders
Anche la Banca Centrale Europa (BCE), in scia alle altre banche centrali del mondo, ha annunciato nuovi stimoli monetari per aiutare l’economia nella gestione dell’epidemia di coronavirus.
L’Eurotower ha annunciato nuove misure di liquidità designate per agire da rete di protezione se il sistema finanziario dovesse affrontare delle difficoltà e anche per sostenere il finanziamento alle piccole e medie imprese.
Questi stimoli sono offerti attraverso nuove misure di long-term refinancing operation (LTRO) e di targeted long-term refinancing operation (TLTRO3).
La Banca Centrale Europea ha anche annunciato un ulteriore pacchetto di acquisto di asset (o quantitative easing) per 120 miliardi di euro, che potrebbe essere utilizzato entro la fine dell’anno.
La reazione dei mercati
Nonostante l’azione della BCE, i mercati non hanno risposto in modo positivo. Il rendimento dei Titoli di Stato italiani è cresciuto (i prezzi sono calati), dato che gli investitori hanno iniziato a vendere le loro posizioni sui mercati obbligazionari europei più vulnerabili.
Riteniamo che i mercati si aspettassero un taglio dei tassi di interesse che la BCE non ha messo sul tavolo.
Le banche non mostrano segnali di stress
Sebbene offrire liquidità addizionale alle banche sia una mossa ragionevole, le banche sono già colme di liquidità e, come citato dalla Presidente Lagarde, non ci sono stati segnali di stress finora nel funzionamento delle banche.
Anche l’ulteriore quantitative easing è utile, tuttavia la BCE non ha modificato i limiti sugli emittenti e il ‘capital key’, il che indica che non potrà focalizzare i 120 miliardi di euro di quantitative easing sui mercati che ne hanno più bisogno, in primis l’Italia.
La necessità di politiche fiscali
L’abbandono del ‘capital key’ avrebbe dato più fiducia al mercato, ma allo stesso tempo avrebbe spinto la BCE sul terreno del finanziamento monetario, che è illegale in base al mandato attuale.
In ultima analisi, il potere della BCE è molto limitato. È arrivato il momento che le politiche fiscali coordinate diventino protagoniste, affinché vengano intraprese le iniziative politiche necessarie per offrire sostegno a famiglie e imprese.
Dave Lafferty, chief market strategist di Natixis Investment Managers
Il mercato è rimasto deluso perché sperava in un taglio, ma Christine Lagarde ha toccato le note giuste, compreso un incremento del QE e la creazione di una struttura a doppio tasso per i TLTRO. Questa strategia crea condizioni favorevoli sia per le banche – in termini di prestiti – sia per le imprese – in termini di finanziamento – senza penalizzare ulteriormente i risparmiatori. Aspetto ancora più rilevante, la BCE si è finalmente opposta alla concezione errata che il taglio dei tassi sia la soluzione per tutti i problemi economici. Nell’epidemia, il costo dei fondi è di importanza limitata, conta piuttosto di più l’accesso ai fondi, e il programma della BCE è un buon tentativo per affrontare questo tema. La strategia in questo caso è anche quella di sostenere l’economia reale nel 2020 e non di sostenere semplicemente i mercati azionari.
David Zahn, head of European fixed income, Franklin Templeton
“A seguito delle mosse della Federal Reserve americana e della Bank of England (BoE), la Banca centrale europea (BCE) avrebbe dovuto annunciare nuove misure di stimolo a sostegno dell’economia contro l’epidemia di Covid-19. Nonostante le grandi aspettative, la presidente della BCE Christine Lagarde non è riuscita a fornire ciò che molti operatori di mercato si aspettavano: i tassi di interesse sono rimasti invariati a – 0,5%, una mossa che ha deluso i mercati.
“Sebbene siano utili nuove misure di stimolo come prestiti più economici per le banche per incoraggiarle a continuare a fare prestiti alle piccole imprese e ad espandere il programma di acquisto di asset a 120 miliardi di euro, dal nostro punto di vista non vanno abbastanza lontano. Ci sarebbe piaciuto vedere una posizione molto più accomodante da parte della BCE, dato l’impatto del coronavirus sull’economia e il calo del prezzo del petrolio che colpirà l’inflazione. La BCE ritienetuttavia che si tratti di eventi temporanei attraverso i quali il mercato si sposterà e ha spinto i leader dell’UE a fornire un maggiore sostegno fiscale anziché fare affidamento sulla politica monetaria. A nostro avviso, ciò non è favorevole ai mercati e i mercati hanno risposto di conseguenza “.
Nicolas Forest, global head of fixed income and member of the executive committee di Candriam
La riunione del Consiglio direttivo della BCE del 12 marzo è stato un battesimo di fuoco per la Presidente Christine Lagarde. Ci si aspettava che la Presidente, che con piacere incoraggia gli altri a paragonarla a un gufo – per l’innata saggezza – rispondesse ai timori degli investitori sul coronavirus.
Le principali misure adottate dalla BCE sono volte a stabilizzare il settore finanziario e bancario europeo:
- Non abbassando i tassi, ma effettuando ulteriori operazioni di rifinanziamento a lungo termine a tassi negativi per fornire liquidità immediata alle banche.
- Allentando le regole sul capitale e rinviando di 12 mesi gli stress test delle banche, la BCE si adopera anche per preservare la loro solidità finanziaria.
Si sta facendo di tutto per proteggere il sistema bancario europeo, che potrebbe essere colpito da potenziali perdite derivanti dalla paralisi economica provocata dal coronavirus. Inoltre, 120 miliardi di euro sono stati stanziati per l’acquisto di obbligazioni societarie investment grade. Rappresentando il 5% del mercato del credito, questi acquisti potrebbero assorbire le vendite e le emissioni mensili. In combinazione con l’attuale programma, potremmo parlare di acquisti fino a 17 miliardi di euro al mese.
Anche se eccezionali, questi annunci non sono riusciti a calmare i mercati, che ieri sono rimasti in gran parte in rosso. Nella notte che attualmente attanaglia i mercati finanziari, il gufo potrebbe non essere all’altezza di combattere da solo la crisi a cui il pangolino ha dato inizio. Ora più che mai, la palla passa ai governi, che la Presidente attende per poter in seguito presentare un ambizioso e coordinato piano di stimolo fiscale.
Redazione
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