A partire dal 16 ottobre 2025, CUBO – il museo d’impresa del Gruppo Unipol – ospita nelle sue due sedi bolognesi una mostra che promette di lasciare il segno: “Beverly Pepper. Space Outside”. Un’esposizione che non si limita a raccontare l’opera di una delle scultrici più visionarie del nostro tempo, ma ci invita a guardare il mondo con occhi nuovi.
La mostra, visitabile fino al 24 gennaio 2026, raccoglie oltre quarant’anni di lavoro: sculture, bozzetti, disegni, acquerelli e sketchbook, insieme a un ricco apparato di foto e video che ci fanno entrare nel cuore pulsante della sua ricerca artistica.
Curata da Ilaria Bignotti e Marco Tonelli, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Progetti Beverly Pepper, l’esposizione non è una semplice retrospettiva: è un racconto vivo, costruito attorno a temi profondi e attuali come il rapporto tra arte e ambiente, memoria e comunità.

Il fulcro del percorso sono due opere monumentali, Prisms e Virgo Rectangle Twist, entrambe in acciaio lucido e parte del patrimonio artistico del Gruppo Unipol. Esposte rispettivamente nelle sedi di Porta Europa e Torre Unipol, queste sculture segnano una svolta nel linguaggio di Pepper: da quel momento, la sua arte non si limita più a occupare lo spazio – lo trasforma, lo abita, lo rende umano.
Attorno a queste opere si sviluppa un dialogo fatto di schizzi, progetti e visioni. È qui che si vede tutta la forza di Beverly Pepper: la sua capacità di immaginare l’arte come qualcosa che non si guarda soltanto, ma che si vive. Una scultura, per lei, non è mai solo un oggetto.
È un luogo, un’esperienza, un punto di incontro.
La scultura come arte di relazione e senso di appartenenza
Negli anni in cui realizza queste opere, Pepper inizia a pensare alla scultura come a qualcosa di “connettivo”: un’arte che mette in relazione le persone, che costruisce senso di appartenenza.
Nasce così la sua idea di Connective Art, un’arte che accoglie, protegge, fa sentire a casa. Come accade con l’Amphisculpture di L’Aquila, un teatro all’aperto progettato dopo il terremoto del 2009 e donato alla città nel 2018. La sua maquette è esposta in mostra: un simbolo concreto di come l’arte possa diventare rifugio, conforto, rinascita.
E non mancano le sorprese. Le foto e i video raccontano una Beverly inedita: concentrata al lavoro in fonderia, dove imparò i segreti della fusione facendosi chiamare “George”; oppure fiera accanto alle sue sculture, musa di sé stessa e della propria arte.

Un mosaico di immagini che restituisce tutta la complessità e l’umanità di un’artista che ha vissuto intensamente ogni fase del suo percorso.
Le opere di Beverly Pepper parlano al cuore
La mostra è anche un invito a fermarsi, ad ascoltare. Le opere di Beverly Pepper non urlano, ma parlano al cuore. Raccontano di spazi che diventano rifugi, di materiali che si fanno emozione, di un’arte che non vuole celebrare eroi ma accogliere storie.
Per chi volesse approfondire, è disponibile un catalogo con i testi dei curatori e di Arianna Bettarelli, responsabile dell’archivio della Fondazione. E il 27 novembre 2025, CUBO organizza una giornata di studio con la partecipazione di studiosi e artisti, per continuare il dialogo iniziato con la mostra.
“Beverly Pepper. Space Outside” è un viaggio nel tempo e nello spazio, tra forme che parlano, luoghi che proteggono e opere che ci invitano – oggi più che mai – a sentirci parte di qualcosa di più grande.
Emanuela Zini
Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.

