Non crediamo che gli investitori diverranno più ottimisti nel corso di questa settimana. Diversi dati economici di cui si attende la pubblicazione risulteranno probabilmente deludenti. Allianz GI
Oggi l’attenzione sarà catalizzata dal PMI manifatturiero cinese Caixin. Gli analisti prevedono già una flessione dell’indicatore sotto la soglia di espansione di 50. Negli USA e in Italia saranno resi noti rispettivamente l’indice ISM e il PMI manifatturiero di Markit. Difficilmente i dati statunitensi risentiranno degli ultimi casi di coronavirus, ma entrambi gli indici dovrebbero evidenziare un lieve calo. Martedì saranno pubblicati i dati sull’inflazione dei prezzi al consumo nell’area euro. Il tasso a/a non dovrebbe mettere sotto pressione la Banca Centrale Europea (BCE). Probabilmente in questa fase di emergenza sanitaria l’istituto presterà maggiore attenzione ai dati sulla crescita che non all’inflazione. Neppure i nuovi ordinativi USA (giovedì) e tedeschi (venerdì) dovrebbero riuscire a rasserenare gli animi.
Active is: investire ai tempi del coronavirus
È praticamente impossibile prevedere come evolverà l’epidemia (per lo meno il numero di nuovi casi ha iniziato a diminuire e si stanno testando i primi vaccini) e quale direzione prenderanno i mercati dopo le ultime notizie sulla diffusione del virus. Al contempo, non si attendono dati incoraggianti durante la prossima settimana. Sfortunatamente la crisi sanitaria è scoppiata nella fase finale di un ciclo maturo, quando i rischi di recessione sono normalmente elevati. La crescita deve essere stimolata subito, non frenata. Sebbene siano già state adottate alcune misure a sostegno dell’attività (il governo cinese ha optato per politiche monetarie e fiscali più espansive), abbiamo motivo di ritenere che tali interventi non saranno sufficienti. Gli operatori del mercato attendono le prossime mosse della Federal Reserve (Fed) e della BCE, ma entrambe le autorità tengono una linea espansiva già da molto tempo e hanno quasi esaurito le frecce al loro arco. Ciononostante, i mercati monetari scontano due tagli dei tassi USA da 25 punti base ciascuno nel corso dell’anno.
Il risk-off continuerà a fare la parte del leone
Investire ai tempi del coronavirus significa che anche se quasi il 25% di tutti i bond in circolazione a livello mondiale (vale a dire quasi USD 14.000 miliardi) presenta rendimenti negativi, i premi per il rischio saranno ulteriormente rettificati per l’aumento dell’incertezza. I settori più vulnerabili saranno quelli più esposti alle filiere asiatiche. I settori difensivi mostreranno probabilmente maggiore resilienza, come pure le obbligazioni governative, considerate beni rifugio. In ogni caso, sui mercati continuerà a prevalere un atteggiamento “risk-off“, di avversione al rischio. Per fortuna il quadro tecnico non richiede interventi urgenti. Gli indicatori di forza relativa dei principali mercati azionari segnalano una situazione di ipervenduto, che suggerisce possibili acquisti di azioni.
Redazione
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