La Cina ha ospitato il vertice della Shanghai Cooperation Organization (Sco) a Tianjin, una delle quattro municipalità della Repubblica Popolare Cinese, insieme a Pechino, Shanghai e Chongqing, dal 31 agosto al 1° settembre. L’incontro di 23 paesi e i capi di 10 organizzazioni internazionali ha reso la riunione come la «più grande mai realizzata» nella storia della Sco.

Un quarto di secolo di storia

Le sue radici affondano nel cosiddetto “Shanghai Five”, ossia l’unione di Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan nel 1996 per gestire i problemi sulla sicurezza delle frontiere dopo la fine della Guerra fredda.

Il 15 giugno 2001 è stata istituita la Shanghai Cooperation Organization, con l’adesione dell’Uzbekistan come sesto membro. Negli anni, da gruppo di sicurezza regionale la Sco ha ampliato i suoi obiettivi promuovendo lo sviluppo comune e riunendo intorno a sé «circa la metà della popolazione mondiale, un quarto della superficie terrestre e un quarto del Pil globale».

Cina

Con l’adesione di India, Pakistan, Iran e Bielorussia, la Sco conta ora 10 stati membri, oltre a due stati osservatori e 14 partner di dialogo. Dalla sua nascita ha quasi quintuplicato il suo peso economico. «In qualità di membro fondatore, la Cina ha sempre considerato la Sco una priorità diplomatica e ha sostenuto con fermezza lo spirito di Shanghai», ha riportato la stampa cinese, «caratterizzato da fiducia reciproca, vantaggio comune, uguaglianza, consultazione, rispetto delle diverse civiltà e ricerca di uno sviluppo comune».

A questo proposito, è stato anche sottolineato che tutto ciò ha reso possibile una cooperazione tra i Paesi aderenti e ha permesso una crescita costante. Sul fronte economico, i legami commerciali e di investimento tra la Cina e gli altri membri della Sco sono diventati sempre più solidi e hanno riguardato settori quali infrastrutture, energia, agricoltura e tecnologia.

Il valore commerciale

Nei primi 20 anni dalla sua istituzione, il valore commerciale totale degli stati membri della organizzazione è aumentato di quasi 100 volte, mentre la loro quota nel commercio globale è passata dal 5,4% nel 2001 al 17,5% nel 2020.

Nel 2024, il commercio della Cina con gli altri membri della Sco, gli stati osservatori e i partner di dialogo ha raggiunto il livello storico di 890 miliardi di dollari Usa, pari al 14,4% del commercio estero totale del Paese. I dati sono in miglioramento, anche se non riflettono una omogeneità interna tra le nazioni aderenti all’organizzazione e, raffrontati alle relazioni commerciali della Cina con altre aree geografiche, come l’Unione Europea e gli Stati Uniti, mostrano la loro debolezza relativa.

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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav