Da questo numero di Fondi&Sicav inizia una collaborazione con Bip xTech, centro di eccellenza di Bip specializzato in artificial intelligence, data journey, hyperautomation, cloud computing e technical platforms. Bip è un’azienda italiana che in un ventennio è diventata il maggiore gruppo di consulenza nazionale, con forti ambizioni di leadership globale. Bip supporta i propri clienti in tutto il mondo in ambito servizi finanziari, e non solo, di cui l’asset management e le attività di gestione patrimoniale costituiscono alcune delle aree di espansione più importanti. In questa intervista due manager Bip, Andrea Taglioni e Andrea Casati, insieme ad Enrico Malverti, ceo di Ematrend, introducono una serie di argomenti destinati a rimodellare l’assetto del risparmio gestito nei prossimi anni. Andrea Taglioni è uno dei partner di Bip, responsabile della global practice xTech dedicata a dati e intelligenza artificiale. Andrea Casati è principal data scientist, responsabile del mercato financial services all’interno di quest’ultima. Ematrend, fondata e guidata da Enrico Malverti, è una start-up italiana dedicata allo sviluppo di strategie e piattaforme di trading. Dal 2022 Bip xTech ed Ematrend collaborano per portare innovazione nel mercato dell’asset management.
Quale è la storia del gruppo Bip, il suo modello di business e la filosofia che informa l’approccio alla consulenza in ambito dati?
Andrea Taglioni: «Bip è una realtà nata nel 2003, che da allora è cresciuta in maniera molto rapida, tanto da essere entrata fra le prime 40 del mondo e con l’obiettivo di fare parte del gruppo delle maggiori 20 entro il 2025. Per raggiungere questo target, possiamo contare sul supporto di investitori importanti quali Cvc Capital Partners, un gruppo di private equity specializzato in investimenti in aziende ad alta crescita. Alla base del successo della società c’è, tra le altre cose, la scelta di posizionarsi a cavallo tra la consulenza strategica e la system integration. Il primo campo è caratterizzato dalla capacità di delineare piani per suggerire alle imprese in quale direzione devono orientarsi, a livello di grandi decisioni, e come farlo. Si tratta di un segmento che è dominato dai maggiori gruppi di consulenza del pianeta. Dall’altra parte, invece, vi sono i system integrator che implementano le soluzioni pensate dai grandi strateghi. Noi siamo posizionati come trait d’union fra questi modelli, dai quali prendiamo le linee guida strategiche per disegnare e strutturare il processo di informatizzazione, digitalizzazione e innovazione di un’impresa, implementando e manutenendo soluzioni in produzione. Bip ha 4.500 dipendenti e opera in 13 paesi tra i quali, oltre ovviamente all’Italia, troviamo Brasile, Spagna, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti. Proprio quest’ultimo è un paese che ancora non vede operare sul mercato molte società di consulenza con un posizionamento come il nostro».
In quali ambiti specifici operate?
Andrea Taglioni: «All’interno di Bip abbiamo creato alcune piramidi consulenziali specializzate nell’offrire servizi verticali a operatori di diversi settori, tra i quali i servizi finanziari. A esse si affiancano centri di eccellenza orizzontali su tematiche specifiche, come la cybersecurity o, appunto, la gestione dei dati. In questo settore, il nostro obiettivo, come xTech, è accompagnare il cliente nella costruzione di un ecosistema, tecnologico e organizzativo, completo end-to-end del flusso informativo generato dalle proprie attività e di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di generale valore dal dato stesso, un modello che chiamiamo data journey».
Come si configura nel concreto questo approccio?
Andrea Taglioni: «xTech è la divisione che si occupa dei servizi di gestione dei dati e tecnologie innovative all’interno di Bip. xTech è sul mercato ormai da 10 anni, conta più di 500 persone in staff a oggi e più di 700 progetti svolti per clienti solo negli ultimi tre anni. Inoltre, da molti anni xTech rappresenta il più vasto team di data scientist in Italia. Dati e Ai costituiscono, dunque, uno dei core business dell’azienda. La nostra filosofia è incentrata sul cosiddetto data journey: ci occupiamo end-to-end di tutti gli aspetti del dato. Il punto di partenza è aiutare i clienti ad avere una maggiore coscienza dell’importanza delle informazioni e dell’enorme valore che se ne può estrarre. Da lì, poi, passiamo a strutturare la strategia adatta per meglio sfruttare la quantità di informazioni che vengono generate dal business dell’impresa. Queste ultime vengono poi elaborate sotto forma di applicativi di business intelligence, cui affianchiamo l’uso di modelli di machine learning e intelligenza artificiale allo scopo di generare servizi a maggiore valore aggiunto in ambito, ad esempio, previsionale. Inoltre, spesso i clienti si rivolgono a noi anche per ricevere aiuto per migliorare la qualità dei loro dati. Il nostro approccio è spesso basato sul cloud, sul quale lavoriamo già dal 2013. Abbiamo, infatti, partnership con i tre maggiori fornitori globali in questo ambito, dei quali ci avvaliamo per potere offrire le soluzioni migliori e di frontiera per le esigenze della clientela. Infine, il data journey che offriamo al cliente include anche l’ambito della sensoristica e dell’IoT (“internet delle cose”), che rappresenta una fonte di raccolta di un’enorme quantità di informazioni. Un tema che si integra con un’altra area in cui offriamo il nostro know-how: l’attuazione di soluzioni per il networking, in particolare il 5G. La consulenza che offriamo include supporto in ottica staff augmentation per sviluppare competenze e processi necessari all’interno di un’azienda, ma soprattutto l’erogazione di progettualità specifiche chiavi in mano a partire spesso da soluzioni proprietarie di Ai sviluppate ed evolute negli anni che ci permettono di portare innovazione sui nostri clienti in tempi estremamente ridotti. Quando ci è permesso, sviluppiamo l’intero journey dell’azienda verso l’uso avanzato del dato, partendo dalle data strategy, passando attraverso la modellazione organizzativa e di processo, transitando dal disegno e l’implementazione delle data foundation, oggi sempre più in cloud, fino allo sviluppo di intere roadmap di casi d’uso di Ai in logica sempre più ingegnerizzata.
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Redazione
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