Ristrutturazioni aziendali, dividendi in crescita e operazioni di buy back sono tra i fattori che alimentano le aspettative positive su Tokyo. William Chang, institutional portfolio manager, Ferdinand Cheuk, portfolio manager, e Peter Sartori, portfolio manager, Templeton Global Equity Group

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La Borsa di Tokyo ha retto bene nonostante gli eventi che hanno reso i mercati azionari più volatili. Secondo voi, quali fattori hanno consentito alle azioni giapponesi di raggiungere questo risultato?

La volatilità dei mercati è stata guidata principalmente da preoccupazioni inflazionistiche, che sono state soltanto esacerbate dai recenti eventi geopolitici che hanno coinvolto Russia e Ucraina. Di fronte alla prospettiva di un aumento dei tassi di interesse per combattere l’inflazione, molti investitori sono stati indotti a rivalutare quale potrebbe essere l’impatto dei maggiori costi di input (capitale, manodopera, materiali) sulla crescita e la redditività, ed a mettere in discussione il prezzo che sono disposti a pagare per le aziende.

Rispetto ad altri mercati azionari di altri paesi, le azioni giapponesi sono state relativamente più convenienti presa in esame una serie di parametri di valutazione, il che potrebbe aver contribuito a mantenere i titoli della Borsa di Tokyo relativamente più difensivi in questo periodo di volatilità.

Ricordiamo inoltre che ci sono anche altre correnti sotterranee positive che guidano i mercati azionari giapponesi, che potrebbero anche aver contribuito alla recente outperformance.

In primo luogo, i mercati giapponesi sono diversi e rappresentati da molti leader del settore e aziende che sono ben posizionate all’interno del loro settore, in particolare nell’hardware.

Inoltre, la redditività delle società giapponesi è aumentata nell’ultimo decennio, beneficiando degli sforzi di ristrutturazione aziendale. In un certo senso, la tesi della ristrutturazione può fungere da marea che solleva tutte le barche: le aziende che perdono quote di mercato a causa di un concorrente che in precedenza ha compiuto tali sforzi possono ora essere incentivate ad accelerare i piani di reinvestire in nuove attrezzature o tecnologie per rimanere competitive.

Le società giapponesi hanno anche, nel tempo, implementato modifiche al governo societario, adottando misure per essere più trasparenti e più allineate con gli azionisti. Di conseguenza, abbiamo osservato una maggiore focalizzazione sul ritorno del capitale agli azionisti, con dividendi e riacquisti in aumento. Questi fattori positivi si trovano sullo sfondo di valutazioni interessanti. Dati i solidi bilanci delle società giapponesi, riteniamo che potrebbe esserci una capacità aggiuntiva per migliorare ulteriormente i rendimenti per gli azionisti.

Guardando al medio-lungo termine, quali sono le vostre prospettive per il mercato azionario giapponese? 

Siamo abbastanza costruttivi sul mercato azionario giapponese: nei quattro principali mercati di Cina, Stati Uniti, Europa e Giappone (che insieme rappresentano circa il 75% della capitalizzazione[1] totale del mercato azionario mondiale) notiamo che il Giappone sembra essere un beneficiario ben posizionato della reflazione globale: rispetto agli altri tre mercati, il Giappone è leggermente sottoponderato per i finanziari, ma sovrappesato nei materiali e negli industriali, condizioni ideali per un periodo caratterizzato da una produzione globale limitata, quando il mondo ha bisogno di molte più cose.

Oltre a questi venti favorevoli, il Giappone ospita anche numerose aziende nei settori della robotica high-end, delle apparecchiature per semiconduttori e dei materiali che trarranno vantaggio dalle tendenze globali come l’elettrificazione dei veicoli, la tecnologia wireless 5G e l’automazione. Mentre ci sono altre aziende che forniscono prodotti simili, poche sono considerate vere minacce competitive.

Un esempio potrebbe essere Hitachi, un conglomerato tecnologico industriale giapponese nella fase finale di un lungo, ma alla fine fruttuoso, processo di ristrutturazione (razionalizzazione delle sussidiarie, riduzione dei costi, riduzione del rischio di portafoglio dell’attività, investimento nel core business IT). Prevediamo che l’implementazione vincente di queste azioni potrebbe essere premiata dagli investitori attraverso un multiplo di valutazione più elevato; ciò si è concretizzato nel 2021 quando il titolo ha fornito un rendimento superiore al 40% rispetto al TOPIX[2].

[1] Fonte: Statista

[2] Fonte: FactSet. Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in essi. Non includono costi, spese o commissioni di vendita. La performance passata non è un indicatore o una garanzia di risultati futuri.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.