I default di alcune società Usa hanno fatto emergere preoccupazioni sulla qualità del credito. Elisa Belgacem, Senior Credit Strategist di Generali Investments

Gli spread sul credito si sono leggermente ampliati nelle ultime settimane, a causa delle preoccupazioni sul mercato del debito privato e dell’elevato volume di emissioni annunciato dalle aziende tecnologiche per finanziare una nuova ondata di spese in conto capitale di grandi dimensioni.
Guardando al 2026, si prevede che l’offerta di obbligazioni societarie rimarrà ben al di sotto di quella dei titoli sovrani. All’interno delle società, le obbligazioni high yield vedranno la minor offerta in termini relativi, mentre le obbligazioni investment grade saranno fortemente influenzate da un’ondata di emissioni nel settore tecnologico. I dati sui flussi indicano che la domanda di credito è aumentata costantemente nel corso del 2025, sostenuta da un’offerta più scarsa rispetto al mercato dei titoli di stato e da fondamentali resilienti.
Questa tendenza dovrebbe continuare anche nel 2026, anche se sono emerse alcune preoccupazioni sulla qualità del credito a seguito di recenti insolvenze nel mercato del debito privato negli Stati Uniti. Consideriamo questi default come eventi idiosincratici piuttosto che sistemici. Di conseguenza, la domanda di credito dovrebbe continuare a superare l’offerta nel 2026, sostenendo gli spread.
Le valutazioni portano a una preferenza per l’Europa rispetto agli Stati Uniti
Preferiamo il rischio di investimento investment grade a lungo termine e il rischio di subordinazione rispetto al high yield puro, ma manteniamo un leggero sovrappeso sul segmento high yield. I default nel segmento high yield sono in diminuzione, ma i fondamentali sono sotto lieve pressione.
Sebbene l’estensione della duration potrebbe non essere favorevole dal punto di vista degli spread, una visione positiva sui tassi giustifica una posizione lunga, soprattutto nella fascia tra 5 e 7 anni. L’AT1 è stato la miglior asset class all’interno del credito finora quest’anno. Nonostante il potenziale limitato di restringimento degli spread in futuro, continuiamo a preferire l’AT1, in particolare rispetto ai bond di livello single-B.
Redazione
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