Cresce l’impazienza tra i decisori occidentali che vogliono vedere finalmente crollare l’economia russa. Il commento del Team Cee & Global Emerging Markets, Raiffeisen Capital Management

 

Nonostante un’economia (ancora) relativamente solida, il Cremlino si trova di fronte a deficit di bilancio in forte aumento. La Russia riuscirà a superare la guerra sul piano economico?

A gennaio, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita della Russia per il 2023: una leggera crescita dello 0,3% invece della contrazione di oltre il 2% prevista in precedenza. Questa valutazione “favorevole alla Russia” ha suscitato una valanga di critiche.

Poco dopo, la direttrice del FMI Georgieva ha compiuto un’impressionante inversione a 180 gradi e ha previsto niente meno che un crollo massiccio del PIL russo di oltre il 7% a causa degli “effetti distruttivi delle sanzioni”.

Questo evento mette in luce due cose: da un lato, la maggior parte degli analisti fa tuttora fatica a comprendere il livello relativamente elevato (almeno finora) di solidità dell’economia russa. E, dall’altro, cresce l’impazienza tra i decisori occidentali che vogliono vedere finalmente crollare l’economia russa, rendendo così impossibile la guerra di Putin.

Le sanzioni non hanno effetto sul settore degli armamenti

L’economia russa risente molto delle sanzioni e della guerra. Ma le conseguenze si stanno manifestando solo gradualmente e i russi sono – non certo per la prima volta nella loro storia – piuttosto inventivi nel trovare soluzioni a problemi del genere.

Un rapido collasso economico è quindi poco probabile. È vero che le sanzioni stanno incidendo negativamente sul tenore di vita e il potenziale economico a lungo termine della Russia. Ma la produzione di materiale bellico ne è interessata in misura molto ridotta. E, ad ogni modo, almeno da qui non si concretizzerà così presto alcun rischio di sconfitta militare.

La questione è quanto a lungo la Russia potrà sostenere questa situazione sul piano economico, soprattutto perché le sanzioni non scompariranno così facilmente, nemmeno se ci sarà una fine della guerra, qualunque essa sia.

Il deficit di bilancio sale nettamente

Le finanze statali stanno già mostrando forti segnali di difficoltà. Il deficit di bilancio previsto per il 2023 è stato già raggiunto all’88% nei primi mesi dell’anno e , nonostante il governo intenda raccogliere ulteriori fondi con nuove imposte sulle entrate derivanti dal petrolio, un forte superamento del deficit di bilancio stimato sembra inevitabile. Di conseguenza, sarà necessario mettere mano alle riserve accumulate. D’altra parte, bisogna considerare che la Cina potrebbe aiutare la Russia, se necessario, anche sul piano finanziario.

Il rafforzamento dell’alleanza con la Cina

Durante la visita di Stato di Xi Jinping a Mosca, Pechino ha manifestato un chiaro impegno a favore dell’alleanza strategica con la Russia, probabilmente non tanto per amore della Russia quanto per necessità geopolitica. Senza le materie prime russe e la tecnologia militare russa (soprattutto per i missili ipersonici, la difesa aerea e i sottomarini), la Cina può fare ben poco nel confronto che si sta rapidamente avvicinando con gli USA e i suoi alleati.


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Redazione

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