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Esposizione ai Treasury USA: meglio le posizioni corte

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Esposizione ai Treasury USA: meglio le posizioni corte

Intervista a Mark Dowding, Chief Investment Officer, BlueBay Asset Management

Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa. Secondo le vostre stime dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi?
Mark Dowding

Ci aspettiamo che la crescita dell’economia statunitense e l’inflazione superino le previsioni del consensus nel corso del 2021.

Di conseguenza, crediamo che la Federal Reserve possa annunciare una riduzione dell’acquisto di obbligazioni a settembre. E questo potrebbe significare un aumento dei tassi di interesse da parte del FOMC a fine 2022.

In questo contesto, ci aspettiamo un aumento dei rendimenti nel corso dei prossimi mesi. Crediamo che i Treasury a scadenza decennale possano raggiungere il 2% in estate e toccare il 2,25% entro la fine di quest’anno.

Successivamente, i rendimenti potrebbero continuare a crescere, dato che l’Amministrazione Biden probabilmente farà passare un ampio pacchetto di investimenti infrastrutturali, il quale rappresenterà un’ulteriore spinta fiscale.

Per un investitore europeo che voglia incrementare gradualmente la propria esposizione ai titoli di stato Usa, quali indicazioni ritenete opportune in termini di duration, tipologia di titoli (tasso fisso o legati all’inflazione) ed esposizione al rischio di cambio?

Date le nostre valutazioni riguardo i tassi USA, nei prossimi mesi crediamo sia opportuno guardare a strumenti con una bassa sensibilità alla duration se si vuole aumentare l’esposizione denominata in dollari.

Le obbligazioni corporate di qualità inferiore o gli asset di credito strutturato possono beneficiare degli spread ridotti a mano a mano che l’economia si rafforza. E possono quindi offrire una prospettiva più attraente rispetto ad asset di qualità superiore.

Anche i bond indicizzati all’inflazione sembrerebbero interessanti. Ma in pratica potrebbero avere una duration elevata e di conseguenza dimostrarsi meno difensivi di quanto appaia a prima vista.

Dall’altro lato, per un investitore europeo il rischio valutario rappresenta sempre un elemento importante quando si prendono in considerazione gli asset USA. Tuttavia, i mercati valutari non seguono solo i fondamentali economici. E dare una chiara valutazione riguardo la direzione del dollaro potrebbe risultare difficile a causa di altri fattori in un momento particolare come quello attuale.

In sintesi, al momento preferiamo posizioni corte piuttosto che lunghe in termini di esposizione ai Treasury USA nei prossimi mesi, in quanto puntiamo a realizzare profitti con l’aumento dei rendimenti. Per gli investitori che non possono avere posizioni corte, pensiamo che la strategia migliore sia quella di avere pazienza. E, in caso di volatilità nei prossimi mesi sugli asset ad alto rendimento (oppure sul dollaro), sfruttarla come opportunità per aumentare l’esposizione in corrispondenza dei ribassi.

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